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Arrivano i Bersaglieri

Giu 9th, 2010 | By | Category: Appuntamenti, Riflettore

“Primi ad avanzare e ultimi a retrocedere”. Sabato 12 e domenica 13 giugno si terrà proprio all’ombra della Schiara il consueto raduno provinciale dei Bersaglieri di Belluno. Che magari non sono tanti come gli alpini, ma continuano a indossare con fierezza il cappello piumato, che è l’emblema per eccellenza del Corpo, un simbolo secondo solamente al Tricolore, espressione di una tradizione senza macchia.
Le ragioni del raduno
A spiegare il senso del raduno di quest’anno è il presidente provinciale dell’Anb (Associazione nazionale Bersaglieri), Alvise Peloso, che con il segretario Pasquale Di Placido e altri associati hanno presenziato alla cerimonia in piazza dei Martiri per la Festa della Repubblica del 2 giugno. «Facciamo questo raduno per onorare il 19° Reggimento Bersaglieri – ha detto il presidente Alvise Peloso – che durante la ritirata, dopo Caporetto, ha avuto l’ordine di ripiegare sulla Carnia e di passare attraverso la Mauria scendendo poi per la Valle del Piave». Il 19° Reggimento, quindi, aveva l’importantissimo compito di ritardare l’avanzata nemica per permettere agli altri reparti di organizzarsi in tempo. Il tragitto non fu facile: dall’Alto Degano, per la Carnia poi su a Sappada e ridiscendere il fiume sacro alla Patria, il Piave, fino a Longarone, dove si è tenuto il raduno due anni fa per il conferimento della cittadinanza onoraria all´8º Reggimento del Corpo. In quell’occasione sono stati ricordati i fatti di quando i bersaglieri avevano fronteggiato i tedeschi di Rommel che arrivavano dalla Valcellina. Al punto che Rommel ebbe a dire: «Il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco».
Perché a Bolzano bellunese?
«Scendendo da Longarone i bersaglieri erano stati informati che a Ponte nelle Alpi c’erano già i tedeschi. Siamo nel novembre 1917. Quindi – ha spiegato il presidente Alvise Peloso – per non buttare le armi e darsi prigionieri, facendo fede al giuramento prestato al servizio reso alla Patria, hanno deciso di passare attraverso i monti. Con una guida alpina, dunque, si sono inoltrati attraverso la Cajada e il monte Serva, fino alla forcella Tanzòn, scendendo poi nell’abitato di Bolzano bellunese per la Valle dell’Ardo». Dopo ore di cammino e giorni senza mangiare, il comandante del Reggimento, il tenente colonnello Alvise Pantano, chiese quasi senza sperare a delle donne se potevano dare qualcosa da mangiare. I bersaglieri erano tanti, almeno due migliaia, l’invasione era lì lì per arrivare e i militari si dovevano sbrigare perché sapevano che dopo qualche ora avrebbero fatto saltare il ponte di Bribano, che sarebbe stata l’unica via di fuga. Bisognava tardare l’arrivo dei tedeschi, che erano già ad Agordo. Ebbene, gli abitanti di Bolzano sfamarono il Reggimento come poterono. Di questo si ha notizia – racconta il presidente Alvise Peloso –  perché il tenente colonnello Pantano scrisse agli ufficiali del Reggimento “che quei poveri montanari riuscirono a sfamare i bersaglieri con tutto quello che potevano avere”. C’è un manoscritto – continua il presidente – che il generale Elio Ricciardi di Padova è andato a visionare nell’Ufficio storico di Roma». I bersaglieri riuscirono a proseguire il viaggio e passarono Bribano prima che il ponte saltasse, qualche giorno dopo erano a Cava Zuccherina sul Piave, vicino Ponte Piave e Jesolo.
La targa dei bersaglieri alla frazione di Bolzano bellunese
Domenica 13 giugno, dopo l’alzabandiera verrà scoperta una targa che riporta fedelmente le parole del comandante del 19° Reggimento, Alvise Pantano. «Seppi poi che quei poveri contadini portarono ai Bersaglieri pane e sacchi di castagne, e ceste di miele e persino un vinello di canna e un po’ tutto quello che potevano avere. E di ciò serbo sempre grande riconoscenza per quei generosi montanari». Sabato 12 alle 20.30 in Sala Bianchi a Belluno il generale Elio Ricciardi e Giovanni De Donà terranno una conferenza dal titolo: L’epopea del 19° Reggimento Bersaglieri nella ritirata del novembre 1917. L’aiuto della gente di Bolzano bellunese.” A seguire il concerto della Fanfara e dal gruppo Voci dai cortivi. Domenica alle 10 si celebrerà la messa al parco dell’asilo di Bolzano bellunese, e alle 11 la sfilata al passo di corsa. Mentre alle 12 la sfilata partirà dalla stazione ferroviaria di Belluno e arriverà in piazza dei Martiri. Tutti di corsa con le piume al vento.
Federica Fant

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