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Guarigioni inspiegabili: due testimonianze dirette questa mattina al convegno dell’Unitalsi

Giu 5th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Vittorio Michieli

Vittorio Michieli

Due testimonianze di guarigioni miracolose alle quali la scienza, ad oggi, non è in grado di fornire una spiegazione. E’ successo questa mattina al Centro Giovanni 23mo di Belluno in occasione del convegno dell’Unitalsi di Belluno e Feltre, che quest’anno festeggia il 75mo dalla fondazione e anche il 40mo dei pellegrinaggi a Lourdes. Vittorio Michieli è un uomo di 70 anni dalla corporatura massiccia, che abita a Scurelle in Valsugana (Trento). Nel 1962 quando era alpino al 7mo Reggimento, 64ma Compagnia a Feltre, gli viene diagnosticato un tumore all’anca. Ma quando se ne accorgono, è troppo tardi, non c’è più nulla da fare, tant’è che evitano la terapia radiante per il timore che muoia. Dopo tre giorni lo mandano a casa con il gesso. «Aveva la gamba penzolante, la biopsia documenta la distruzione totale del bacino e della testa del femore» conferma il dottor Mario Botta cardiochirurgo all’Ospedale “Luigi Sacco” di Milano, intervenuto al convegno. «Non sapevo nulla della mia malattia, che venne tenuta nascosta anche a mia madre perché era sofferente di cuore. Solo mio fratello, che era sacerdote, era a conoscenza della reale situazione» ci ha detto Michieli. La madre lo convince ad andare in pellegrinaggio a Lourdes, benché il fratello don Francesco e i medici avessero sconsigliato il viaggio. Qui avviene il miracolo: Vittorio, sulla sedia a rotelle con il gesso alla gamba,  viene immerso nella piscina. Quando esce si sente già meglio, gli ritorna l’appetito, scompaiono i dolori. Quando ritorna a casa può camminare.

Mario Botta

Mario Botta

 «Siamo in presenza di una guarigione incontestabile anche per il più incallito agnostico – afferma il dottor Botta – quello che è successo è scientificamente inspiegabile. Una guarigione senza alcuna terapia, con risultati stabili nel tempo». Nel 1998 a Lourdes, durante la messa succede qualcosa di analogo a  Rita Coruzzi, paralizzata dalla vita in giù da 19 anni, che riacquista l’uso degli arti e cammina. Anche qui vi sono certificati ed equipe di medici che testimoniano i fatti. Il neuropsichiatra Donello, intervenuto al convegno, parla di completa guarigione da mielite ischemica irreversibile.

Alessandro de Franciscis

Alessandro de Franciscis

Interviene a conclusione del convegno il dottor Alessandro de Franciscis, medico permanente del Bureau Médical del santuario di Lourdes e presidente dell’Associazione medica internazionale di Lourdes (Amil), oltre che onorevole ed ex presidente di provincia. «Non vi è contrasto tra scienza e fede – afferma – a condizione che non vi siano fondamentalismi. La questione di Galileo non è stata una bella pagina della Chiesa. Così come erano in errore gli scienziati  che nel 1985, studiando il genoma, affermavano che nel giro di vent’anni sarebbero state sconfitte tutte le malattie al mondo. Fondamentalismi da una parte e dall’altra».

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4 comments
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  1. Premetto di essermi talvolta rammaricata di aver trovato persone che prendono atto di cio che viene riportato loro con prove di veridicità e che contrariamente a quanto ci si aspetta si rifugiano nell’atteggiamento di non giudicare , di volgere il capo da un’altra parte come per una sequela fedele a una malconcepita laicità,incapaci di liberare emozioni di libertà, di stupore e di gratitudine. E’ importante invece reagire alla buona notizia ,partecipare al giubilo di uomini non solo guariti ma toccati da Dio: Benedetta Maria che ci porta a Gesu’.

  2. Ad ogni nuovo miracolo ecco lo stupore e la gratitudine e il giubilo per uomini guariti e toccati da Dio: Benedetta Maria che ci porta a Gesu’

  3. E’ l’ingiustizia della guarigione che tocca solo ad alcuni che mi fa rabbia. Sto perdendo mio padre per un tumore al polmone, cos’ha meno degli altri miracolati? Non siamo tutti uguali di fronte a Dio?

  4. Nel leggere la storia di Vittorio Micheli mi sono ricordato di avergli diagnosticato radiologicamente il suo osteosarcoma o forse di aver documentato fra i primi questo suo tumore.
    Dirigevo allora il reparto radiologico dell’Ospedale Militare di Trento. Del susuccessivo iter avevo solo avuto vaga conoscenza.
    Mi interesserebbe avere la possibilità di qualche informazione in più, anche radiografica,.
    Vorrebbe il collega Botta o qualcun altro contattarmi?
    Grazie e cordiali saluti
    gios bernardi
    medico radiologo
    presidente emerito Fondazione Pezcoller per la ricerca oncologica Trento