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Campionati del mondo 2012 Mountain Bike Alpago-Nevegal: ecco le ragioni dell’abbandono

Giu 4th, 2010 | By | Category: Prima Pagina, Sport, tempo libero

Il progetto, certamente ambizioso ma non utopistico, del Comitato Veneto Dolomiti di portare in Italia (in Alpago e Nevegal) nel 2012 i Campionati del Mondo Mountain Bike e Trial sta purtroppo trovando un ostacolo insormontabile anche con l’aggravarsi dell’attuale crisi finanziaria internazionale, i cui effetti si ripercuotono pesantemente anche sull’economia del nostro Paese, in particolare sui conti pubblici.
Proprio in questi giorni infatti abbiamo avuto conferma dalle Istituzioni (in particolare dalla Regione Veneto), a cui ci eravamo rivolti per sollecitare un loro concreto coinvolgimento (vale a dire la concessione di adeguate coperture economiche), che quest’anno, e probabilmente anche per l’esercizio del 2011, non c’è possibilità che siano adottati quei necessari provvedimenti che ci permetterebbero di sottoscrivere il contratto d’impegno economico con l’Unione Ciclistica Internazionale, atto questo propedeutico ed indispensabile per confermare la candidatura di Veneto Dolomiti 2012, sulla quale il prossimo 11 giugno a Birmingham in Inghilterra, avrebbe dovuto esprimersi il Direttivo dell’UCI medesima.
A questo punto, anche per evitare fraintendimenti, riteniamo sia necessario sottolineare un aspetto importante: questa nostra posizione di vincolare la candidatura mondiale 2012 ad una sufficiente garanzia economica da parte delle Amministrazioni Pubbliche non può essere classificata come una metodologia parassita, che troppo spesso, almeno in Italia, sembra costituire la colonna portante di iniziative non sempre di evidente interesse collettivo. Infatti riteniamo che ogni evento di “caratura mondiale” (come è da classificare il Campionato del Mondo di mountain bike) debba essere sostenuto e coperto, oltre che da investimenti privati, anche da investimenti pubblici, poiché – almeno per il caso in specie – rappresenta prima di tutto un grande progetto promozionale e di immagine del territorio, autentico “valore aggiunto” che comporta poi benefici economici (nel tempo, ma anche immediati) a favore del territorio medesimo.
Come ogni progetto di interesse pubblico, crediamo che se le Istituzioni locali fossero intervenute almeno con il 50% di copertura delle spese, ciò non avrebbe potuto essere annoverato come “atto fuori da ogni logica”. Come  abbiamo sempre sottolineato sin dal nascere dell’idea della candidatura mondiale, Veneto Dolomiti 2011, divenuta poi 2012, non abbiamo mai voluto porre in essere una iniziativa esclusivamente “agonistico-sportiva”, quanto un progetto proiettato anche (e soprattutto) verso l’area economica, turistica, sociale e culturale di tutto il territorio della provincia di Belluno e della stessa Regione Veneto.
Volevamo realizzare un progetto, quindi, i cui obiettivi vanno ben oltre la “narcisistica quotidianità” di una vetrina mediatica di breve durata, ma che, utilizzando un evento sportivo di dimensione internazionale, aveva (ed ha!) come intendimento primario quello di costruire presupposti fondanti, i cui effetti positivi continuino nel tempo e coinvolgano gli interessi di più soggetti. In altre parole, volevamo dar vita ad un rapporto interattivo tra mountain bike e territorio che sarebbe risultato “formula vincente” per garantire lo sviluppo economico e turistico concreto e continuativo della nostra Provincia, la quale, anche per colpa di questa pesante crisi mondiale, indubbiamente ha necessità di essere particolarmente “sollecitata” in questa direzione.  Con questa logica, sono più di tre anni che il Comitato Promotore Veneto Dolomiti sta impegnandosi per creare i migliori presupposti per ottenere l’assegnazione del mondiale: ebbene, arrivati alla vigilia della decisione dell’Unione Ciclistica Internazionale, per quanto di nostra competenza avevamo raggiunto in modo positivo l’ambito traguardo, tant’è che il mondo sportivo ci aveva già accreditato come tecnicamente “capaci” e “preparati” per affrontare un simile impegno. Insomma, al 99% eravamo riusciti, come suol dirsi, “a portare a casa il mondiale 2012”.  Per quanto riguarda gli aspetti economici non abbiamo fatto un passo più lungo del dovuto: tutto il Comitato Promotore conosceva infatti, sin dall’inizio dell’avventura, l’entità del budget di spesa previsto per l’evento, ma  eravamo certi che nel momento opportuno avremmo avuto il sostegno delle istituzioni, se non fosse anche perché a suo tempo ci era pervenuta la lettera di appoggio (non solo formale, ma anche di concreto futuro impegno economico) da parte della Regione Veneto, a firma del precedente presidente Giancarlo Galan.
Quando fonti locali in contatto con una parte dei vertici regionali ci hanno riferito che la Regione può invece investire non più del 5% delle spese previste, siamo rimasti delusi e perplessi. Delusi, perché dobbiamo rinunciare ad un progetto sano ed utile in cui credevamo; perplessi, perché ci siamo chiesti come sia stato possibile che, a suo tempo, per presentare e promuovere la candidatura sia stata spesa una cospicua somma di denaro (la cui quota maggiore ha gravato proprio sulla Regione), ed ora, per l’organizzazione dell’evento stesso, si è invece disposti ad investire una somma praticamente uguale a quella spesa fino ad oggi? C’è una “ratio” in tutto ciò, o forse è concreto il nostro sospetto che qualcuno abbia suggerito alla Regione un così limitato intervento? La domanda è lecita, poiché basta leggere i quotidiani locali per accorgersi che sta prendendo piede una nuova strategia di investimenti a favore dello sport nella Valbelluna, una “linea” più attenta alle manifestazioni di sicura immagine immediata (legata però al solo momento contingente di realizzazione), ma di effetto concreto molto più aleatorio e persuasivo rispetto a quello che avrebbe potuto segnare un campionato del mondo di mountain bike. Pertanto, per un atto di responsabilità e di serietà, siamo stati costretti a dover rinunciare alla candidatura di Veneto Dolomiti 2012. In tal senso abbiamo inviato una lettera all’UCI, sottolineando che la grave decisione si fonda su esclusivi motivi di difficoltà economica. Rimarcando che sul piano delle potenzialità sportive la nostra capacità organizzativa non è comunque venuta meno, ci siamo dichiarati disponibili, nel caso ci siano le condizioni, soprattutto economiche, a ripresentare una nuova candidatura. Tra l’altro abbiamo anche suggerito, considerato il particolare momento economico internazionale, che vengano ridotti gli oneri richiesti dall’UCI al Comitato Organizzatore e che si possa presentare un progetto che preveda l’ubicazione delle varie prove in due location distinte come appunto l’Alpago ed il Nevegal. Se tale ipotesi fosse accolta, comunque dalla Regione non ci sarebbero atteggiamenti avversi:  segnali di apertura e di sostegno ci sono pervenuti in tal senso, in particolare dal Vice Presidente ed Assessore allo Sport On. Marino Zorzato, mentre alcuni dirigenti regionali ci hanno prospettato che in una diversa ottica di interventi, la fattibilità tecnica di uno stanziamento nel bilancio per i prossimi anni potrebbe essere possibile. Sta di fatto però che oggi ci troviamo a rinunciare ad una occasione pressoché acquisita: a questo punto diciamo che sta ovviamente alla politica assumere una decisione definitiva e concreta! Permetteteci, per concludere, un appunto finale che riguarda il Comune di Belluno. Allorquando, su richiesta dell’UCI, accettammo l’ipotesi di accentrare tutta la location dell’evento mondiale in Nevegal (ndr: e fu una scelta presa con grande senso di responsabilità dal gruppo “Alpago” che ha di fatto promosso e portato avanti fino ad oggi gran parte dell’operazione “candidatura di Veneto Dolomiti”), si pensava che il nostro Comune capoluogo assumesse un ruolo da protagonista, considerando che tutte le gare si sarebbero svolte nel suo comprensorio di pertinenza. Invece, oltre ad essere l’unica componente a dover ancora versare la quota di partecipazione al Comitato Promotore, l’Amministrazione di Belluno non ha mai mostrato una forte presa di posizione ufficiale in appoggio al progetto, che sarebbe risultata invece quanto mai utile in quest’ultimissima fase. E noi per questo esprimiamo la nostra delusione e perplessità..
Veneto Dolomiti, 03.06.2010
Comitato promotore Veneto Dolomti 2012

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