Sunday, 21 July 2019 - 01:12

Mario Tomè al GumStudio di Carrara

Mag 18th, 2010 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Giovedi 20 maggio alle 21:00 al GumStudio di Carrara via Appuana 3 (aperto dal 20.05 al 06.06 sabato e domenica h 18-20 – o su appuntamento) si inaugura “Suspensions”,  la performance dell’artista agordino Mario Tomè.
Il lavoro di Mario Tomè (Agordo, 1980) è dotato di una forte coesione di fondo, che viene in luce soprattutto se si analizza il percorso fin qui compiuto dall’artista e la successione degli interventi recenti. In ogni opera, grazie alla riproposizione insistita di alcuni elementi e dati costanti, e di un modello chiaro e diritto, vediamo confermato il carattere di coerenza di questa produzione artistica nel suo insieme. Ciò, d’altro canto, non impedisce in alcun modo all’artista di rapportasi liberamente, in modo fresco e disinvolto, ai contesti, fisici e di senso, con cui egli viene a contatto.
L’interazione di Tomè con l’ambiente (e con le sue valenze sensoriali, relazionali, culturali), consiste nell’accostamento e nella sovrapposizione del dato biografico agli elementi principali di senso che definiscono e informano l’oggetto individuato e lo spazio entro cui esso viene a trovarsi. In GumStudio, Tomè realizza Sospensioni, una performance della durata di un’ora circa. L’artista indossa un imbrago da arrampicata. Attraverso un ancoraggio, si assicura alla putrella d’acciaio che, sospesa ad un’altezza di circa 4 metri, definisce la luce di una delle campate della Galleria.
Come durante una seduta al “travo” (uno strumento di allenamento proprio dell’arrampicata sportiva, che viene utilizzato per incrementare le prestazioni muscolari) egli compie alcune serie di movimenti, sollevandosi grazie alla forza delle braccia. L’esercizio prevede la ripetizione di un certo numero di trazioni, sospensioni attive, bloccaggi, monotrazioni, alternati alle fasi di scarico e riposo, in una sequenza programmata. Attraverso una corda, passante per anelli e carrucole posti a pavimento ed a soffitto, il performer è collegato ad un contrappeso, che giace, appoggiato su una lastra di marmo di Carrara, al centro della campata adiacente. Il contrappeso è costituito da alcuni panetti di lardo di colonnata. Ad ogni trazione, il blocco si stacca dalla base, venendo sollevato sulla propria verticale. Il lardo di Colonnata, come la lastra di marmo -chiaro riferimento alle celebri conche di stagionatura- sono i simboli storici della cultura apuana (alpina) con cui Tomè entra in relazione attraverso la sua azione di contatto. Il lardo è l’alimento dei cavatori, uomini robusti che soprattutto da esso, si dice, traevano la propria forza. Uomini dai corpi scolpiti, come quelli degli alpinisti, nel duro lavoro fisico. Ecco il corpo sospeso del climber, le sue fibre impegnate a liberare energia chimica attraverso le reazioni metaboliche innescate dal training. Le stesse miofibrille, gli stessi sarcomeri, che esplodono dinamicamente dall’interno delle anatomie scolpite, superdefinite, in tensione plastica, dei muscolatissimi modelli della scultura toscana michelangiolesca. (gianluca d’incà levis maggio 2010)

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