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Anche il Veneto nel gruppo di lavoro per la revisione dei documenti comunitari Pac

Mag 17th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

La Commissione Europea ha ammesso il Veneto al Gruppo di lavoro ristretto che sta lavorando per la revisione dei documenti comunitari. Il Gruppo, del quale fanno parte rappresentanti di stati e regioni europee provenienti da Spagna, Grecia, Svezia, Slovenia, Francia, Olanda, opera per individuare un approccio comune alla elaborazione della nuova politica agroalimentare europea. “Questa ammissione – ha sottolineato l’assessore regionale Franco Manzato – è il frutto del buon lavoro svolto in occasione conferenza che abbiamo ospitato a Piazzola sul Brenta sul tema “L’innovazione nella filiera agroalimentare: l’esperienza del Veneto”, dove si sono confrontati rappresentanti di aziende di trasformazione, organizzazioni professionali, Università, fornitori di servizi, cooperative e istituzioni. La Conferenza di Piazzola è risultata l’incontro con la maggiore partecipazione, tutta di alta qualità, tra quelle promosse dalla Commissione in altri Stati europei”. Nell’Unione Europea il settore agroalimentare gioca un ruolo economico e sociale significativo, dove l’industria agroalimentare rappresenta uno dei settori industriali più importanti e dinamici d’Europa. È costituita da circa 310.000 aziende ed impiega oltre 4 milioni di addetti. Negli ultimi anni, tuttavia, la sua competitività è stata valutata a rischio se confrontata con quella degli Stati Uniti e del Canada. “In questo contesto, contrassegnato tra l’altro dalla crisi economica, il settore agroalimentare veneto ha sofferto meno di altri comparti – ha ricordato Manzato – anche come effetto degli ingenti investimenti destinati al comparto, superiori rispetto alla media italiana. Siamo tuttavia in presenza di un contesto di luci ed ombre: l’industria agroalimentare veneta presenta infatti delle criticità, derivanti dalla frammentazione delle imprese nel territorio e da un minore produttività per impresa se confrontata con le altre maggiori nazioni europee, ad esempio la Francia, la Germania, la Spagna o il Regno Unito”. Il settore risulta, inoltre, ancora poco orientato all’innovazione, probabilmente anche a causa del fenomeno dell’invecchiamento degli imprenditori, dal basso grado di istruzione e della scarsa diversificazione.

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