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Fondazione Unesco. Visalli: ora partano le azioni e le reti tra territori e attori

Mag 13th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Sulla costituzione della interviene il segretario del Pd di Belluno Irma Visalli, che da assessore provinciale nella giunta Reolon aveva seguito dalla nascita l’iter e le procedure per il riconoscimento delle Dolomiti patrimonio dell’umanità.
“Oggi  nasce formalmente la Fondazione Unesco Dolomiti – scrive Irma Visalli in una nota –  Naturalmente è una data importante ed un passo essenziale su un percorso che non è mai stato facile e che continuerà a non esserlo. Per la sua complessità, per il fatto che nessun fatto formale, nessun documento e nessun  nuovo organismo,  potrà  sostituirsi alla volontà e alla capacità dei singoli di fare sistema in  un’azione politica  che superi gli steccati delle differenze amministrative e  delle visioni di parte . E’ passato quasi un anno dal riconoscimento e tra meno di un anno sarà analizzato il lavoro fatto per esser confermati o meno “patrimonio dell’Umanità”. Senza alcuno spirito polemico , bisogna essere coscienti che, se fino ad oggi si rimandava alla costituzione della fondazione per l’avvio delle azioni unitarie e concrete per promozione, valorizzazione e tutela del sito Unesco (già presenti nei materiali di candidatura), da oggi non ci sarà alcun alibi ad ulteriori rallentamenti nel  superamento di una visione in cui prevalgono i  ruoli individuali e le competenze delle diverse istituzioni.. E’ ora  che si avvii la  vera “governance” delle Dolomiti Unesco. . Parola difficile e abusata che vuol semplicemente dire una gestione del sito Unesco  in cui il concetto guida sia l’interdipendenza e LA RETE. . Il risultato nascerà dalla capacità di mantenere e sviluppare la sinergia tra attori pubblici  e privati , tra amministrazioni e soggetti diversi che  hanno in comune la responsabilità e l’amore verso un territorio che è oggi un patrimonio “unitario” agli occhi del mondo.  Dovrà, senza indugi, prevalere la crescente attenzione verso la coerenza tra le singole azioni  e i diversi soggetti, che, solo se insieme e con una visone di “sistema”, possono consentire il superamento degli  ostacoli che rallentano l’attuazione di strategie di valorizzazione e sviluppo delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità. Per essere chiari non dovranno più compiersi errori come l’ultimo relativo alla cartellonistica, piccolo ma lampante esempio di cosa significhi muoversi “ognun per se” . In uno spirito collaborativo e costruttivo, auspico che si avvino quelle azioni presenti nel documento per la gestione approvato dall’Unesco che muovono nella direzione suddetta, tra queste : la rete delle scuole e delle università, la rete degli amministratori, la rete dei nove parchi (magari prima dei cartelli sarà utile mettere intorno ad un tavolo direttori e presidenti e confrontare i singoli piani e azioni di sviluppo) , la rete delle associazioni della montagna , come già avviato dal CAI, la rete delle Camere di commercio, la rete degli operatori turistici , degli albergatori ….. Questa , a mio avviso, la base per arrivare a soddisfare gli impegni assunti un anno fa (che prevedono un lavoro davvero enorme tra cui fare piani specifici per i nove siti dolomitici). La Provincia di Belluno, la prima ad assumersi la presidenza  della Fondazione per tre anni, ha oggi nuovamente in mano la carta del coordinamento. E’ un ruolo che potrà dare input, attraverso il rafforzamento “orizzontale” delle Dolomiti nelle Alpi e in Europa, a benefici specifici per i problemi che affliggono la nostra provincia e la nostra montagna più che le vicine province autonome. In questo speriamo che la giunta provinciale voglia fare partecipare alle decisioni la commissione consiliare competente, che vi sia un rinnovato e democratico dibattito e una più adeguata informazione ai cittadini. Solo attraverso questa sinergia si farà vedere che la politica è capace di fare altro che perdersi in stupide baruffe . Che la centralità del territorio e del bene comune non cambia col cambiare dei colori di chi governa. Ricordando che essere nel patrimonio mondiale Unesco è anche motivo di crescita culturale . Perché sempre più all’orgoglio  dell’ identità locale si unica la responsabilità collettiva nei confronti del mondo e delle generazioni future”.

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