Monday, 22 October 2018 - 18:16

Il 25 aprile: I giovani e la memoria. Un intervento di Andrea Lucietti

Apr 30th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Siamo un Paese molto particolare. Un Paese dove i processi si fanno ai presidi che portano gli studenti in piazza per commemorare la giornata della Liberazione. Un Paese dove non fa scandalo se, alla stessa manifestazione, non si presenta nemmeno un esponente della giunta provinciale. Un Paese dove la lotta di Liberazione è continuamente aggredita dalle stesse istituzioni nate dal sommo sacrificio di quei giovani, morti per la nostra libertà. Un Paese di cui un po’ mi vergogno, oggi. Pensare che, per la concessione di un credito scolastico, possa passare in secondo piano l’opera di un dirigente scolastico che vuole condividere con i suoi studenti l’importanza di un giorno come il 25 aprile, ha del paradossale. Mi rivolgo all’assessore Donazzan, al presidente Bottacin, all’onorevole Gidoni, a tutti quelli che, oggi,  gettano fango sul preside dell’istituto Segato: laddove ha dovuto agire con certi metodi, la responsabilità è soprattutto vostra, Istituzioni, che non riuscite a trasmettere con il vostro lavoro la passione e la considerazione che merita una Festa nazionale come quella della Liberazione. Un giorno che, a sentire voi, varrebbe né più né meno di una festività di paese. Il 25 aprile, per i ragazzi dell’ITI, era un giorno importante. Era un giorno di scuola fondamentale: una giornata in cui s’insegnava il valore della cittadinanza, il senso più profondo dell’essere Italiani, l’orgoglio per i ragazzi come loro che hanno scelto di combattere per la libertà di un intero popolo.  Non è, questo, un insegnamento fondamentale ? non è forse la base da cui partire per formare le donne e gli uomini del domani ? Come pensiamo di avere un futuro, come nazione, quando non ci troviamo insieme su dei valori come questi ? Provo repulsione e sgomento quando mi trovo davanti a rappresentanti dello Stato che, loro per primi, non sanno cosa si festeggia il 25 aprile. L’assenza del presidente Bottacin vuol dire proprio questo. Vuol dire che la sotto cultura ormai imperante in una certa classe politica, in un certo schieramento politico, sta portando alla cancrena questo Paese, questa regione, questa provincia, questa città. Pensare che il 25 aprile sia un giorno come gli altri è sbagliato e pericoloso. Equiparare partigiani e repubblichini è sbagliato e pericoloso. Pensare che le parole di Luciano Padovani il giorno della manifestazione fossero dettate da un furore politico—ideologico è sbagliato e pericoloso. Coloro che cercano di strumentalizzare giornate come questa sono proprio quelli che si scagliano contro una scuola che ha sentito il dovere civico di far conoscere direttamente, ai giovani, cosa sia e cosa rappresenti il 25 aprile.
Andrea Lucietti
Giovani Democratici –PD

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