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mercoledì, Agosto 5, 2020
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25 aprile: Zaia, troppa burocrazia affoga il Piave

“Come ogni anno il 25 aprile per gli italiani e i veneti è giorno di scampagnate e gite immerse nel verde. Il nostro fiume Piave dovrebbe essere tra le mete predilette di questa giornata. Invece ne viene escluso a causa dell’eccessiva burocrazia e dei molti divieti che impediscono di muoversi liberamente in questo straordinario microcosmo naturale, che avrebbe tutte la carte in regola per essere meta turistica di prima grandezza veneta e italiana”. Lo sottolinea oggi il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “Un fiume lungo 231 chilometri che attraversa Belluno, Treviso e Venezia – aggiunge Zaia – è una risorsa che è assurdo ostacolare. Il Piave rappresenta un pezzo della storia e dell’identità veneta , ma può e deve diventare una vera e propria risorsa turistica. Per farlo è però necessario abbattere le barriere della burocrazia che oggi ne impediscono la valorizzazione, a cominciare dai troppi divieti. Penso ad esempio – aggiunge Zaia – alle limitazioni che riguardano la realizzazione delle infrastrutture necessarie per rendere un’offerta turistica competitiva e adeguata. Non solo, ma ci sono anche troppi problemi per organizzare manifestazioni ed eventi sul greto del fiume che avrebbero sicuramente un grande appeal”. “Il Piave è la vera spiaggia dei trevigiani, e non la spiaggia dei poveri come troppo spesso si sente dire – tiene a sottolineare Zaia. I trevigiani vivono il Piave come parte integrante della loro storia, della loro cultura e della loro vita. L’ho già detto in passato e lo ripeto in quest’occasione: si devono realizzare delle zone censite e sicure, delle spiaggette lungo il corso del fiume, permettere una balneazione sicura sia dal punto di vista della qualità delle acque che da quello della sicurezza dei bagnanti”. “Se riusciremo ad allentare la morsa dei divieti e delle limitazioni pur nel pieno rispetto della legge e garantendo la sicurezza e la protezione dell’ambiente– aggiunge il Presidente del Veneto – potremo davvero far diventare il Piave una meta turistica a tutto tondo, per i trevigiani, ma anche per tutti i turisti che arrivano dall’Italia e dall’estero”. “Il turismo – conclude Zaia – è la prima economia del Veneto e richiama oltre 60 milioni di clienti. E il Piave può essere un valore aggiunto, attraendo la tanta gente che ama coniugare la fruizione del patrimonio artistico e culturale con quello delle tradizioni e del paesaggio, nonché prezioso volano per la crescita dell’intera economia locale.

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