Friday, 17 August 2018 - 15:28

Salir, sempre salir… inaugurata oggi la mostra documentaria nell’ex chiesa restaurata di Santa Maria dei battuti a Belluno

Apr 22nd, 2010 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Riflettore

E’ stata inaugurata oggi pomeriggio (22 aprile), nell’ampia sala restaurata dell’ex chiesa di Santa Maria dei battuti, la mostra documentaria dal titolo “Salir sempre salir… Gli esordi turistici della montagna bellunese: neve, auto, bici. 1926-1956”. La rassegna rimarrà aperta fino al 7 maggio (dal lunedì al venerdì con orario 9.30-13.00 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e giovedì, dalle 15.30 alle 17.30. E il 1° maggio dalle 9.30 alle 14.30). A mostra chiusa riprenderanno i lavori conclusivi di restauro, resi possibili grazie al sostegno della Fondazione Cariverona. L’ex chiesa, come ha ricordato nell’introduzione Eurigio Tonetti, direttore dell’Archivio storico di Belluno, è stata acquisita dallo Stato nel 1984 e gli interventi di recupero sono stati eseguiti fino al 2008 con fondi ministeriali. «La sala è stata concepita per un uso multifunzionale – ha spiegato Tonetti –  e può essere facilmente convertita in sala studio e per attività didattiche». Sono intervenuti il prefetto Carlo Boffi, il sindaco di Belluno Antonio Prade, l’assessore provinciale alla cultura Daniela Templari, il consigliere della Fondazione Cariverona Paolo Conte, e il direttore regionale dei Beni culturali Ugo Soragni. E’ seguita una breve presentazione della mostra. Paolo Doglioni, presidente della Camera di commercio di Belluno, partendo dalle cronache del Piloni del 1200, quando i bellunesi difendevano le mura della città, ha auspicato un’apertura turistica della città al mondo. Ester Cason Angelini, in rappresentanza della Fondazione Giovanni Angelini Centro studi sulla Montagna, ha spiegato le origini del turismo di montagna, con la stampa della prima “guida delle Alpi orientali” del 1878 esposta nella mostra, scritta dall’inglese John Ball. Paolo Stragà, presidente dell’Automobile Club Belluno, che ha collaborato con la documentazione della Coppa d’Oro delle Dolomiti, ha posto l’accento sull’indotto turistico, equivalente a circa 15 mila pernottamenti l’anno, legati al mondo dell’automobilismo sportivo in provincia. Ha concluso gli interventi al tavolo dei relatori il noto storico bellunese Ferruccio Vendramini, che ha ripercorso gli albori del turismo nel Bellunese all’epoca austriaca, dalla seconda metà dell’800, con i primi esploratori stranieri. Ha sottolineato l’importante apporto del Cai, Club Alpino italiano «attraverso il quale si fece strada la cultura dell’ospitalità». «Ma la svolta decisiva avviene nel 1886 – ha detto Vendramini –  con la realizzazione della Stazione ferroviaria di Belluno, il conseguente boom turistico. E la nascita di alberghi, la diffusione di periodici locali destinati ai turisti. La realizzazione dello stabilimento di cura idroterapica la Vena d’Oro a Ponte nelle Alpi, poi danneggiato nella I Guerra mondiale, dove c’era l’hotel con musica due volte al giorno». Ed ha concluso dicendo che questo nostro teatro naturale, è già un’ottima carta vincente.

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3 comments
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  1. Busco la canzone SALIR, SEMPRE SALIR, DOVE… etc. Can I get your help, please>

    Grazie.

  2. E’questa la canzone che intendevi?

    Nadie puede guardar toda el agua del mar
    En un vaso de cristal
    ¿Cuántas gotas tienes que dejar caer
    Hasta ver la marea crecer?
    ¿Cuántas veces te ha hecho sonreír?
    Esta no es manera de vivir
    ¿Cuántas lágrimas puedes guardar
    En tu vaso de cristal?
    Si tienes miedo, si estás sufriendo
    Tienes que gritar y salir, salir corriendo
    ¿Cuántos golpes dan las olas
    A lo largo del día en las rocas?
    ¿Cuántos peces tienes que pescar
    Para hacer un desierto del fondo del mar?
    ¿Cuántas veces te ha hecho callar?
    ¿Cuánto tiempo crees que aguantarás?
    ¿Cuántas lágrimas vas a guardar
    En tu vaso de cristal?
    Si tienes miedo, si estás sufriendo
    Tienes que gritar y salir, salir corriendo

  3. No, forse era questa

    Salir?
    Salir?
    Tra le rose di questo giardino
    Salir? salir?
    Fino a quando sar?
    Solamente un punto lontano.

    Pompa�pompa�pompa�pompa.

    Preferirei
    Stare seduto sopra il ciglio di un vulcano
    Mi brucerei
    Ma salutandoti dall`alto con la mano.
    E invece sto sdraiato
    Senza fiato
    Scotto come il tagliolino al pesto che ho mangiato
    E resto qui disteso
    Sul selciato ancora un po`
    Ma prima o poi ripartir?.

    Accetterei
    Di addormentarmi su un ghiacciaio tibetano
    Congelerei
    Ma col sorriso che si allarga piano piano
    (come De Niro, ma pi? indiano)
    e invece sto sdraiato
    senza fiato sfatto come il letto su cui prima m`hai lasciato
    e resto qui distrutto
    disperato ancora un po`
    ma prima o poi ripartir?.

    E salir? salir?
    Salir? salir?
    Fra le rose di questo giardino
    Salir? salir?
    Fino a quando sar?
    Solamente un ricordo
    Lontano.

    E salir? salir?
    Salir? salir?
    Fino a quando sar?
    Solamente un puntino�
    �lontano

    preferirei ricominciare
    piano piano dalla base
    e tra le rose lentamente risalire
    e prenderei tra le mie mani
    le tue mani e ti direi:
    `amore in fondo non c`? niente da rifare`.
    E invece
    Pi? gi? di cos?
    Non si poteva andare
    Pi? in basso di cos?
    C`? solo da scavare
    Per riprendermi
    per riprenderti
    ci vuole un argano a motore

    Salir? salir?
    Salir? salir?
    fra le rose di questo giardino
    Salir? salir?
    Fino a quando sar?
    Solamente un ricordo lontano.

    Salir?
    Salir?-o
    Non so ancora bene quando
    Ma provando e riprovando
    Salir? salir?
    Fino a quando sar?
    Solamente un puntino
    Lontano
    Lontano
    Lontano
    Lontano