Saturday, 26 May 2018 - 18:02

L’amministrazione Prade rinvia l’Odg del Pd e sventola bandiera bianca. Intervento di Irma Visalli, segretario dell’Unione comunale del Partito democratico

Apr 17th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

L’amministrazione Prade, rimanda l’ordine del giorno del Pd perché il capoluogo “non ha competenza” e,  contestualmente, attraverso le parole del vicesindaco Colle, si dice pronta a bussare alla porta di Zaia per portare a casa i soldi per due o tre cose strategiche per il capoluogo come la grigliata in piazza. Vi è tra queste posizioni l’incoerenza più profonda, quella che allontana sempre più gli elettori dalle urne. Prima si chiede il voto e poi, riconosciuti “a peso territoriale e politico uguale a zero” dalla propria parte politica, si rimpallano le responsabilità  dei partiti e non si e più “competenti” per difendere la comunità che si rappresenta. Anche Bottacin si è detto “incompetente” ad agire politicamente nei confronti di Zaia. Bisogna essere seduti nelle poltrone alte degli organismi di partito per difendere le ragioni e la dignità dei bellunesi? Non basta essere il Presidente della Provincia? Non basta essere Sindaco? Non c’è da stupirsi se poi il resto della provincia non riconosca Belluno come suo capoluogo: dovrebbe essere la capofila di una battaglia civile per la dignità di questo territorio invece, dopo l’indignazione, all’azione politica della maggioranza si sostituisce la soluzione del cappello in mano e dei piccoli accordi tra amici di cordata. Magari un posto riparatore in consiglio regionale e nelle commissioni. Il Partito Democratico crede invece che in questa incresciosa vicenda vi sia un’opportunità , l’unica: fare sponda comune, rafforzare la massa critica della politica bellunese, superando le parti. Presentarsi INSIEME a Venezia per richiedere l’autonomia della provincia .In questo il Comune di Belluno deve avere un ruolo primario nell’esprimere che i bellunesi vogliono essere protagonisti del loro futuro senza attendere il piano che Zaia ha in mente per loro. L’assenza di assessori in giunta non può tradursi a questo spettacolo di rimpallo di colpe interne a Lega e Pdl.  Ai bellunesi ora serve altro,   nessun piagnisteo sterile e nessuna caduta al servilismo e alla subalternità ai pesi  della politica veneziana. Serve  fare emergere le domande del bellunese alla Regione ma anche la sua forza , il suo peso  (non quello di una testa un voto) per il futuro di tutto il Veneto. .. Come ha già proposto da Sergio Reolon  agli altri neo eletti consiglieri Bond e Toscani, è ora di fare FORZA COMUNE. Immediatamente  e trasversalmente chiedere  che sia approvato il disegno di legge regionale per l’autonomia della Provincia di Belluno,  che anche il Comune di  Belluno ha firmato nel 2006 con  tutti gli stati generali della provincia . E’ lì. E’ pronto. E’ fattibile.  Subito.
Irma Visalli
Segretario dell’Unione Comunale del partito Democratico

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2 comments
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  1. Irma Visalli può avere tutte le ragioni per scrivere queste cose, ma purtroppo fa parte della nomenclatura, della partitocrazia e le sue parole rincorrono e si scontrano con altre parole in un circolo vizioso come nel Large Hadron Collider, senza però nemmeno andare in cerca del bosone di Higgs.
    La provincia di Belluno non deve essere autonoma, deve sparire come tutte le altre province italiane. Devono sparire anche le comunità montane, tutti luoghi di spartizioni del potere, “careghe” per trombati. Devono rafforzarsi i comuni, deve nascere il comune unico dell’Alpago, quello del Comelico, e quello dell’Agordino. Cose già possibili in base alla legge sugli enti locali, senza nemmeno scomodare Bottacin o Zaia. E’ un alibi quello di attaccare le gerarchie statali, la lega aveva ragione a fare il federalismo dal basso quando non governava, ora pensa alle banche del nord, è normale, non c’è da scandalizzarsi.
    La provincia di Belluno è una realtà eterogenea, non ci potrà mai essere un pensiero comune, una forza comune. Non è mai esistita:
    Esiste il Cadore e il Comelico, che confina con l’Austria ed ha una propria lingua. Feltre è una città ma è talmente diversa come mentalità da Belluno che potrebbero essere di due regioni diverse. L’Agordino è una vallata a se come lo Zoldano. L’Alpago è grande, ma è più Prealpi che Dolomiti, il Feltrino è vasto ed è molto più Trentino che non Veneto. Storicamente la provincia di Belluno non è mai stata del Veneto, potrebbe essere parte della Carinzia o della Stiria allo stesso modo.
    Quindi non illudiamoci e soprattutto non sentiamoci tutti uniti perché non lo siamo.

  2. Difatti bisogna fare l’unione dei comuni non l’autonomia.