Tuesday, 23 July 2019 - 04:46

L’appello delle donne contro la politica sessista del Premier e contro le sue conseguenze nella vita politica e sociale del Paese

Mar 29th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Società, Associazioni, Istituzioni

Le associazioni di donne “Arcidonna Napoli”e “Salute Donna Napoli”, propongono all’attenzione delle altre associazioni femminili e delle altre donne un ricorso politico contro Berlusconi. Esse individuano nei comportamenti, nei gesti e nelle parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un sistematico e lesivo atteggiamento mirante alla svalorizzazione della personalità femminile, alla lesione del suo patrimonio etico e morale, alla svalutazione della sua immagine e dignità come persona. La donna è rappresentata in numerose dichiarazioni pubbliche rese da Silvio Berlusconi, come subordinata all’uomo, come oggetto d’uso dello sguardo, del piacere e della sessualità maschile.
Silvio Berlusconi, ovunque si rechi in veste ufficiale in Italia e all’estero nei discorsi di economia, di politica, di lavoro cita le donne sempre e solo come complemento gradevole della vita del paese, e nello stesso tempo come contorno, periferia, e non come struttura della vita economica, sociale e politica al pari degli uomini. Le donne sono, nella rappresentazione che ne fa Silvio Berlusconi, discriminate, inferiorizzate, ridotte a sollazzo per gli uomini
Le sue esternazioni riguardanti le donne sono plurioffensive in quanto ledono, al tempo stesso, una pluralità di beni giuridici, quali l’uguaglianza di genere, la dignità personale, la libertà individuale, la libertà sessuale, il diritto al lavoro e non ultime l’integrità psicofisica e la salute delle donne.
Questi comportamenti lesivi dei diritti inviolabili della donna sono aggravati dal ruolo specifico di Silvio Berlusconi che dovrebbe, non solo, non arrecare offesa pubblica alle donne, come qualsiasi altro uomo, ma in quanto leader politico e uomo di governo, dovrebbe rispondere al compito di rimuovere, e non certo di aggravare con il suo atteggiamento, tutti quegli ostacoli che impediscono alle donne di accedere a pari opportunità lavorative, sociali, culturali e politiche
Il parlamento europeo ha ultimamente invitato gli stati membri a sorvegliare i messaggi pubblicitari che sovraespongono il corpo delle donne a detrimento di altre competenze e qualità: ebbene i messaggi di un presidente del consiglio hanno più forza ed impatto sulla popolazione, e soprattutto sui giovani, di qualsiasi messaggio pubblicitario, in quanto, proprio per la funzione di guida rivestita da chi li espone, si ammantano di una supposta autorevolezza dagli effetti perniciosi e difficilmente contrastabili.
Inoltre la reiterata, massiccia diffusione di una immagine sociale femminile, legata principalmente all’estetica ed all’avvenenza danneggia le donne nello sviluppo della stima e dell’identità personale, focalizzando la loro attenzione su aspetti parziali ed effimeri della loro identità. L’elogio della bellezza, fatto dal premier in modo esclusivo, reiterato, ossessivo, monocorde diviene una grave molestia morale per tutte le donne e un insidioso messaggio per le giovani che traggono dalle sue parole un invito a investire sull’aspetto estetico come strumento principale per raggiungere, attraverso un uomo, l’obiettivo della propria realizzazione personale e sociale.
Il messaggio del dott. Berlusconi è chiaro: essere belle non è solo una qualità aggiuntiva che al limite può servire in maniera prevalente nelle così dette professioni di “immagine”, ma essa è una qualità sostanziale e strutturale perché le donne riescano a realizzarsi in tutte le professioni: dalle segretarie, alle operaie, alle politiche.
Silvio Berlusconi arreca gravi danni alle donne nel coltivare pubblicamente una immagine femminile deleteria e regressiva, incoraggiando e stimolando con ciò le giovani a considerare se stesse come corpo e questo come merce di scambio di transazioni lavorative, economiche e politiche, orientandole verso una concezione del lavoro e della vita assolutamente irrealistica.
Egli con le sue frasi, i suoi messaggi reiterati pubblicamente le invita a puntare su valori estetici, legati al corpo, di breve durata che portano con sé un aumento dell’incidenza di disagi sociali e personali.
L’elogio della bellezza muliebre diviene addirittura attraverso le parole del premier, apparentemente innocue, esimente anche per i violenti e gli stupratori: la bellezza richiama la violenza e non è possibile mettere un soldato a guardia di ogni bella donna. Il messaggio che passa, in questo caso, dato che chi pronuncia tali frasi è il capo del governo che dovrebbe avere la responsabilità politica di mettere in campo soluzioni per il problema gravissimo dello stupro, è che la violenza maschile è un fatto naturale che esplode alla vista della donna bella, nel desiderio di “entrarne in possesso attraverso l’appropriazione indebita del suo corpo”.
Questo messaggio, oltre che contraddire quelle che sono le acquisizioni internazionali sulle cause della violenza e sui metodi di lotta contro la violenza e sugli impegni presi dall’Italia in tal senso, sviluppa e/o aumenta il senso di inermità ed insicurezza delle donne di fronte alla violenza maschile inducendole a ritenere che le istituzioni stesse non siano in grado di difenderle
ESPOSIZIONE DEI FATTI
Le frasi del presidente del dott. Berlusconi che vengono riportate sono state pronunciate nel corso di incontri internazionali, ed europei, in dibattiti pubblici, nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali e di rappresentanza, alla presenza di mass media (giornali e televisione) che le hanno riportate fedelmente e che le hanno imposte all’attenzione di tutti.
L’atteggiamento del dott. Berlusconi non muta quando, si cominciano a sollevare da più parti le critiche al suo comportamento sessista contro le donne, e non muta neanche quando sono i governi stranieri a protestare prendendo anche le difese delle donne italiane (come ha fatto il governo spagnolo). Egli conferma che non si pente e non vuole modificare i suoi comportamenti ed atteggiamenti perché sfida qualsiasi uomo a dire che non la pensa come lui sulle donne. In questo Il presidente Berlusconi mostra di voler mantenere il comportamento offensivo verso le donne, reiterando ed aggravando la sua posizione sessista, quando chiama gli uomini italiani a schierarsi con lui per avallare la sua visione del mondo femminile, incurante del fatto che dal sessismo scaturisca la violenza sulle donne che è fondata sulla negazione della parità uomo-donna.
I) IL VALORE DELLE DONNE NEL LAVORO E NELL’ECONOMIA
A. Il dottor Berlusconi nel ruolo di capo del governo nel suo secondo mandato (2001-05)
??24 settembre 2003
Durante il viaggio a New York del 24 settembre, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, visitando Wall Street, dove ormai le donne occupano una rilevante percentuale di posti chiave nel managment delle aziende, parlando davanti a una platea di industriali, finanzieri e banchieri Usa, Berlusconi, nel ruolo di capo del governo italiano, suggerisce di investire in Italia “dove ci sono anche le segretarie più belle” con cui “si può lavorare in letizia”.
Questa frase costituisce una grave offesa alle donne italiane sia nei ruoli subordinati che in quelli dirigenziali. Le donne che lavorano con professionalità nei ruoli genericamente subordinati sono offese, perché con fare di complicità con i maschi presenti o in ascolto, non si allude all’aspetto professionale delle segretarie ma esclusivamente al loro aspetto fisico.
Costituisce inoltre offesa alle donne dirigenti, perché in un contesto di lavoro ad alto livello come Wall Street la professionalità dirigenziale delle donne italiane viene occultata, e menzionando solo il ruolo delle segretarie con cui si può lavorare in Italia, si mortificano le ampie risorse femminili nel campo della dirigenza e dell’imprenditoria.
??21 aprile 2004
Nuovo stabilimento Merloni a Lipetsk, quattrocento chilometri a sud di Mosca. Berlusconi e Putin visitano il reparto frigoriferi quando il premier italiano chiede di “scegliere e baciare la lavoratrice più brava e bella”. Dalla cronaca russa del 23 aprile 2004:. “In realtà – scrive Kommersant – Berlusconi aveva già individuato la sua vittima”. Si è avvicinato ad una “donna grande come la Sardegna e con tutto il corpo ha fatto il gesto tipico dei teppisti negli androni bui dei cortili, quando importunano una ragazza che rincasa”. La giovane operaia si è ritratta d’istinto e, nell’imbarazzo generale, ha cercato di spostarsi dietro altre colleghe. “Ma il signor Berlusconi – prosegue il cronista russo – in passato deve aver fatto esperienza con donne anche più rapide di questa: con due salti ha raggiunto la ragazza e ha iniziato spudoratamente a baciarla in faccia”. Nella conferenza stampa che ha seguito la visita, Berlusconi ha raccontato di aver fatto una gara “con l’amico Vladimir per baciare la più brava e la più bella della Merloni”. “Naturalmente – ha aggiunto – ha vinto lui”. Pare che Putin non abbia affatto gradito, né raccolto la battuta. L´episodio, avvenuto sotto gli occhi sbigottiti del presidente Putin, è stato rivelato in prima pagina dai giornali russi, che lo hanno definito «una ridicola gaffe» ed è stato riportato con risalto dall’inviato del “Kommersant”.
Anche in questa performance il signor Berlusconi conferma con chiarezza il valore che attribuisce al lavoro femminile in generale: un valore estetico e di intrattenimento del potente di turno, mostrando di considerare il lavoro dipendente femminile un veicolo per procacciare piaceri sessuali ai capi. Il fatto,poi, che si sia ritenuto in diritto di molestare una lavoratrice in un paese straniero, aggiunge all’episodio un sospetto di velato razzismo.
B. Da leader del primo partito in Italia, prima della vittoria alle ultime elezioni di maggio 2008
???Citato oltre che nei giornali nazionali, anche in Gran Bretagna da “The Guardian” il 4 agosto 2008: Durante l’ultima campagna elettorale ha detto alle sostenitrici: “Signore … ho un compito per voi il giorno delle elezioni: cucinate! Dolci e cose prelibate, per favore. Portatele ai seggi elettorali per farle esaminare. Le più intraprendenti possono provare a fare una crostata, le più abili i profiteroles »
Il contributo alla produttività ed alla politica che Silvio Berlusconi attribuisce alle donne italiane, viene qui relegato alla preparazione di prelibatezze per alleggerire il duro lavoro degli uomini impegnati nei seggi.
?il 13 marzo 2008, durante la trasmissione Tg2 Punto di Vista, nella campagna elettorale, alla domanda di una ragazza sulla difficoltà dei giovani di formare una famiglia, vista la situazione di precariato generalizzata, Berlusconi risponde così: «da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun altro che non abbia di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo»;
Maurizio Martinelli, che dirigeva la trasmissione che ospitava il discorso ribatteva poi: “di figli di Berlusconi in giro ce ne sono pochi”. Berlusconi allora ha insistito: “Se dovessi dire qual è il consiglio più valido, penso sia quello che le ho dato all’inizio…”.
Questa frase è altamente offensiva dell’onore, della dignità dell’immagine, della personalità delle donne italiane. Dalle parole del premier, le donne traggono motivo di sconforto e depressione quando, dopo anni di studio ed impegno, sentono che il presidente del governo italiano consiglia loro di fare leva sulla loro bellezza per conquistare un uomo ricco, azzerando in un colpo solo decenni di conquiste femminili nel campo dell’affermazione lavorativa e professionale delle donne. La ricetta che Silvio Berlusconi propone per il precariato femminile provoca non solo un danno di immagine, ma anche una lesione al diritto concreto di ottenere misure che contrastino anche nel precariato le disparità di trattamento uomo-donna,dato che il consiglio proviene da chi nel suo ruolo di capo del governo ha l’obbligo di conoscere il problema del precariato femminile e di approntare misure idonee ad affrontarlo.
II) IL VALORE DELLE DONNE IN POLITICA:
A. Il dottor Berlusconi nel ruolo di capo del governo nel suo secondo mandato (2001-05)
??A Brescia in occasione delle elezioni amministrative del 2003 afferma che “Viviana Beccalossi è più brava che bella. Il contrario di Rosi Bindi”. Poi però, trascinato dall’entusiasmo, urla: “Forza Viviana, fargliela vedere”. “Lì per lì non me ne sono accorta”, commenta imbarazzata la Beccalossi. (Rosaria D’Amato, gennaio 2007, La Repubblica.it )
??2005 – Berlusconi dichiara di aver usato il suo charme maschile per persuadere il presidente finlandese, Tarja Halonen, a lasciar cadere la richiesta del Paese di ospitare la nuova Authority europea a Parma sulla sicurezza alimentare. “Ho dovuto ricorrere alle mie capacità di playboy, anche se era da un po’ che non le usavo” dice. L’ambasciatore finlandese ha protestato ufficialmente.
Quando da premier vota in parlamento contro le quote rosa (ottobre 2005) assicura di aver agito “per legittima difesa: alcuni deputati hanno fatto i calcoli: già rischiamo molto passando al proporzionale, se poi ogni tre di noi mettono una signora…”. E d’altra parte non perde occasione per assicurare che “a noi le signore, soprattutto belle, in Parlamento ci piacciono molto
(Rosaria D’Amato, gennaio 2007, La Repubblica.it)
Il 29 aprile 2006 presentò così la neoeletta Mara Carfagna ai suoi deputati in Transatlantico: «Cara Mara, sono costretto a ricordarti una regola che vige nel gruppo di Forza Italia, lo jus primae noctis…». Risate collettive e imbarazzo. Altre gag le ha concesse sullo stesso argomento, ancora rivolto alle neodeputate: «Sappiate che in Forza Italia le donne ci piacciono di facili costumi…». Ma correggendo la rotta subito dopo: «Ovviamente sto scherzando, lo so che siete tante Marie Goretti…». Con la stessa Carfagna si ripete con un «se non fossi già sposato me la sposerei», come ammette nel gennaio 2007 alla cerimonia dei Telegatti, quando provocò la reazione di indignazione nella moglie, offesa personalmente come donne e moglie da queste affermazioni.
Tute queste frasi sono offensive per le donne. Tant’è che in altri paesi si protesta ufficialmente per questi atteggiamenti e frasi che sottolineano gli aspetti estetici, fisici e sessuali delle donne, e mostrano un Presidente del Consiglio italiano attivo nel prendere iniziative che espongono le donne sue interlocutrici agli occhi altrui, come oggetti sessuali ( corteggiamento, complimenti non richiesti, allusioni sessuali anche pesanti, non giustificabili neanche come forma scherzosa, se dette in pubblico, in contesti assolutamente inappropriati e lontani da schermaglie relazionali amorose di tipo privato).
B. Come candidato premier immediatamente prima delle elezioni del 2008
Il 16 aprile del 2008 sempre Berlusconi provoca un’ondata d’indignazione dichiarando:
«Zapatero ha formato un governo troppo rosa, cosa che noi non possiamo fare in Italia perché ci sono molti più uomini in politica e non è facile trovare donne qualificate … ed inoltre avrà problemi a gestirle»
Il pensiero di S. Berlusconi trova in queste espressioni la sua massima definizione: in Italia è difficile trovare donne qualificate da inserire nell’attività politica di governo. E qualora vi fossero dovrebbero essere gestite dal Primo Ministro perché non evidentemente considerate capaci di esprimere in autonomia il loro pensiero e dispiegare in autonomia le loro azioni.
?Nella campagna elettorale per le elezioni di questo anno ha osservato: “
“La sinistra non ha alcun gusto quando si tratta di donne”, ha riferito Berlusconi a un corrispondente di SkyTG24 in un’intervista recente. “Le donne del Popolo delle libertà sono più belle, e per di più hanno tutte un alto livello d’educazione. Quando dico che le nostre sono più belle è perché quando mi guardo intorno in Parlamento non c’è proprio nessun paragone. (articolo pubblicato in Irlanda il 10 aprile 2008 sul The Irish Times).
Silvio Berlusconi va avanti secondo i suoi personali riferimenti ideologici sessisti e indica le donne che siedono in parlamento come portatrici di valori estetici ed espone le donne della sua formazione politica alla competizione estetica con le altre donne
Infine un riferimento al ruolo delle donne che belle non sono perchè non più giovani. Se le belle e giovani hanno uno spaziosia pure retrogrado nella concezione della società maschilista,, le donne non belle, o non più giovani sono soltanto oggetto di dileggio. Sono innumerevoli le fasi offensive pronunciate dal premier in interviste e discorsi pubblici rivolte alle donne del centro- sinistrati notevole spessore e militanza politica, colpevoli di essere, a suo parere, brutte o anziane, da Rosi Bindi alla Bonino e a Mercedes Presso. Non sono state risparmiate neppure le non giovani del suo stesso partito definite tra lo schiamazzo plaudente dei suoi sostenitori come “sezione menopausa” . Da capo del governo al suo 4 mandato (2008)
All’insediamento del nuovo parlamento maggio 2008 alcune telecamere hanno ripreso il premier mentre inviava messaggini a due deputate durante una seduta di Parlamento, Nunzia De Girolamo e Gabriella Giammarco. “Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo ad andarvene! Molti baci a tutte e due!!! Il “Vostro” presidente.”
S. Berlusconi coerente con quanto detto sul governo di Zapatero dà prova di cosa significa gestire le donne in parlamento, quando con un bigliettino bene augurante concede il permesso a due parlamentari di prima nomina di assentarsi. La motivazione poi per il proprio consenso è l’unico che S. Berlusconi ammette esistere nello spazio di autonomia ed attività delle donne: recarsi ad appuntamenti galanti.
??Intervista all’ANSA di Veronica Lario il 28 aprile 2009 in risposta alla denuncia politica di Fare futuro.
“In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio – la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”. “Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.
La denuncia di Veronica Lario, per la prima volta pone alla coscienza delle donne italiane il carattere offensivo e lesivo del comportamento del marito- presidente del Consiglio, nella sua concezione e pratica di utilizzo delle donne nella politica come sollazzo dell’imperatore.
Scenario dell’episodio, risalente al 25 aprile 2009, le rovine di Bazzano (AQ).
Al momento della foto di gruppo, il premier vede Lia Beltrami, responsabile delle Pari Opportunità della Provincia di Trento, e dice: “Posso palparla un po’?”. Il tutto sotto l’occhio delle telecamere di Tca, emittente locale trentina.
Trasmissione di Vespa del 5 maggio 2009
Silvio Berlusconi dice: “tra le molte richieste per le candidature europee, ho dovuto fare una consistente selezione,scegliendo donne possibilmente giovani e possibilmente non sgradevoli, anche questo è positivo per rinnovare la classe politica”
Dopo tutte le polemiche Berlusconi non smentisce l’attività di selezione delle donne in politica, ma minimizza, avvalorando comunque che il criterio della selezione è avvenuto tenendo presente il lato estetico.
Intervista 16 luglio 2009 al quotidiano La repubblica. L’ex eurodeuputato di Forza Italia Marcello Vernola riferisce che Michela Vittoria Brambilla, l’attuale ministro del turismo, «ci chiese di proporre per la candidatura nomi di ragazze corredando i curricula con book fotografici che dovevano servire a «rendere percepibile il lato estetico delle candidate».
III) SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
Il 25 gennaio 2009, a Sassari, durante la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale, il Presidente del Consiglio ha inoltre commentato gli episodi di stupro che hanno animato la cronaca italiana nell’ultimo periodo: “servirebbe un militare per ogni bella donna” sarebbe comunque impossibile “anche in uno stato militarizzato, mettere in campo una forza tale da poter evitare episodi di violenza”.
Queste rivelano che Silvio Berlusconi considera la violenza fatto naturale relativo ai rapporti uomo-donna, prezzo che le donne belle devono pagare al dominio degli uomini. IL messaggio forte e chiaro è: alla bellezza non si può resistere, la bellezza femminile ha come contraltare naturale la violenza sessuale
Le sue frasi veicolano un concetto di violenza che è assolutamente in contrasto con tutte le affermazioni degli organismi internazionali, per i quali la violenza non ha a che fare con la bellezza ma costituisce un retaggio del rapporto di potere e subordinazione uomo-donna.
Mentre nel mondo tutti i governi dei paesi sviluppati si attrezzano o sono già attrezzati ad azioni di contrasto ( che non prevedono la militarizzazione dei paesi) le donne in Italia vedono sottovalutato il loro problema da parte del capo del governo che dovrebbe garantire misure adeguate a tutto campo secondo quanto previsto dall’ONU e dal Consiglio d’Europa. I danni arrecati dal premier alle donne con questa frase non sono purtroppo di breve durata, perché entrano nella coscienza di tutti, uomini e donne, e rischiano di avere effetti sulla recrudescenza del problema: la bellezza, infatti nell’ottica berlusconiana, diviene così una esimente per il violentatore e nello stesso tempo anche un preventivo lasciapassare a comportamenti violenti; alla bellezza non si può resistere!
IV) SULLA MERCIFICAZIONE DELLA SESSUALITÀ
Silvio Berlusconi attraverso le parole del suo avvocato personale, Ghedini fa sapere, di essere stato solo “l’utilizzatore finale” delle prestazioni di una escort pagata da altri.
Corriere della sera 18 giugno 2009.
«Ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile…».Ancora Silvio Berlusconi, sempre attraverso le parole del suo avvocato, fa sapere che:«Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che Berlusconi abbia bisogno di pagare 2.000 euro una ragazza, perché vada con lui, mi sembra un po’ troppo. Penso che potrebbe averne grandi quantitativi, gratis.
E’ evidente qui l’’equiparazione della donna ad un prodotto d’uso, e Berlusconi al consumatore di tale prodotto, consumatore ignaro del processo di produzione e della sua conformità alle leggi.
Queste frasi pur non essendo state direttamente pronunciate da Berlusconi, lo rappresentano integralmente nel modo in cui un avvocato rappresenta fedelmente ed integralmente la posizione del suo assistito. Queste frasi discriminatorie, denigratorie, offensive sono state pronunciate pubblicamente davanti ai mass media ed all’opinione pubblica, ed avevano l’obiettivo, nell’idea di chi le ha formulate, di alleggerire la posizione penale di Berlusconi: egli non ha commesso niente perché ha utilizzato solo un oggetto nella sua confezione finale.
V) LA RAPPRESENTAZIONE DEL MACHISMO
??16 aprile 2009. In occasione di una visita ai paesi terremotati “Gli alpini li conosco bene, avevo una casa di fronte a un loro club. Si vedevano alle 9 di sera e poi fino all’una…”. Poi, rivolto alle donne presenti, aggiunge: “Attente, che gli alpini hanno l’occhio vispo e la penna lunga… ma a promesse sono peggio dei marinai”.(blog.panorama.it)
25 giugno 2009 L’AQUILA. «Che fate li sopra? E le donne? Siete tutti gay? La prossima volta ve le porto io le veline…». «la prossima volta vi porto le minorenni..Silvio Berlusconi nuovamente a l’Aquila per la visita ai cantieri di Bazzano si è intrattenuto in questo modo con gli operai.
??31 luglio 2009, durante il saluto ai parlamentari del suo partito, Berlusconi avrebbe aggiunto (letta sul web e non smentita): «La sapete l’ultima sulla D’Addario, dice che Berlusconi non è un santo, ma in effetti scopa come un dio».
23 agosto 2009, intervista rilasciata a “Nesma” ( televisione magrebina) e ripresa da La Repubblica il 6 settembre in occasione della inaugurazione di un nuovo canale satellitare a Tunisi. Il conduttore in smoking e la conduttrice in tubino nero gli chiedono cos’abbia in comune con Ben Ammar, presente in studio. Il tycoon arabo sorride, quello italiano gongola: “La passione per l’altra metà del cielo!”. “Cosa serve per una tv di successo? Un buon casting femminile. E su questo io ho una competenza incredibile”. Giù risate. E ancora: qual è la cosa di cui va più orgoglioso? “Di non aver nulla di cui dovermi pentire”.
Alla fine dell’intervista la conduttrice loda l’energia del premier: “È incredibile! Dove trova tutta questa determinazione?”. Provocato, lui non resiste: “Ora è il mio momento di fare una domanda. Qual è il suo numero di telefono?”. Standing ovation.
Sardegna, conferenza stampa congiunta con Josè Luis Rodriguez Zapatero alla Maddalena: “Le donne sono «il regalo più bello che Dio ha dato agli uomini», ha poi dichiarato il premier rispondendo ad una domanda della stampa spagnola che gli chiedeva di tornare su una sua vecchia battuta sul «governo rosa» di Zapatero. Berlusconi, dopo un lungo elogio scherzoso delle capacità femminili ha ricordato di essere in Italia «stranoto» come un grande ammiratore del genere femminile.
Alle domande del Pais sulla vicenda delle escort risponde tra l’altro: “E sfido qualunque uomo in sala a dire che non è cosa gradevole se invece di trovarsi di fronte persone lontane dall’estetica gli occhi si possono posare su delle presenze femminili gradevoli e simpatiche”.
Silvio Berlusconi precisa il suo modo di vedere ed intendere la donna, come dono di Dio per gli uomini, e così facendo non fa altro che approfondire il disagio delle donne italiane che si sono viste ancora una volta rappresentate come preda di conquista, oggetti gradevoli da guardare in parlamento, dono( anche se divino) ma fatto agli uomini, sempre e comunque “utilizzatori finali delle loro grazie” ecc. ecc.
Così come si rivolge alla platea maschile, quando si diverte a confondere e far arrossire le donne e/o le ragazze con comportamenti inappropriati che non attengono certamente ai luoghi dell’ufficialità ed al suo ruolo politico né attengono a comportamenti men che corretti delle sue interlocutrici trattate, qualsiasi cosa facciano o dicano, anche se solo gli rivolgono una domanda dal pubblico, come oggetti sessuali, da assoggettare alla soddisfazione del piacere maschile.
CONCLUSIONI
Le nostre associazioni che hanno come finalità la difesa e la promozione dei diritti delle donne in famiglia, nella vita pubblica, lavorativa e politica, affermano con forza che la reputazione, l’onore e l’immagine di tutte le donne è stato leso dalle frasi pronunciate da Silvio Berlusconi come singolo uomo, che tale lesione è ancor più grave perché Silvio Berlusconi, nell’identificare la vita privata con la vita pubblica ha pronunciato queste frasi nelle occasioni ufficiali in cui era presente nei suoi molteplici ruoli pubblici ed istituzionali, dando in questo modo alla sue frasi, diversamente da un anonimo uomo di strada una capacità lesiva massima dell’immagine femminile.
Le nostre associazioni ricordano che le frasi di Berlusconi sono lesive dell’immagine della donna a maggior ragione se paragonate all’ampio sforzo che le istituzioni internazionali fanno per combattere i contenuti di quelle frasi e cioè: sessismo, disparità, emarginazione e violenza contro le donne.
Tale costante, reiterata e proterva denigrazione dell’immagine femminile, è stata conseguita attraverso un comportamento che ha ignorato le proteste di singole o di gruppi di donne sia italiane che straniere.
Ogni volta che questi comportamenti sono stati giustamente criticati non sono conseguite scuse, pentimenti, o ravvedimenti da parte del presidente del Consiglio che ha reiterato le sue offese, rivolgendosi in più agli uomini italiani per condividere con loro, contro le donne italiane, tali apprezzamenti e modi di pensare sulle donne, avallando in toto il maschilismo del nostro paese, che anni di battaglie delle donne e delle stesse istituzioni avevano cercato di spezzare.
Le nostre associazioni in rappresentanza delle donne italiane chiedono che Silvio Berlusconi sia condannato politicamente per tutti i comportamenti fin qui addebitategli, che costituiscono in sintesi una violazione dei diritti inviolabili della persona ed in particolar di quel diritto fondamentale che è l’uguaglianza tra i sessi.
TUTTO CIO’ PREMESSO ED ESPOSTO LE NOSTRE ASSOCIAZIONI CHIEDONO A TUTTE LE DONNE E ALLE ALTRE ASSOCIAZIONI DI CENSURARE POLITICAMENTE IL COMPORTAMENTO DI SILVIO BERLUSCONI relativamente al fatto che:“le donne italiane:
1.si sentono offese nel loro decoro, reputazione ed immagine come donne, cittadine e lavoratrici, equiparate ad oggetti sessuali per il divertimento maschile, valutate sempre e solo da Silvio Berlusconi, come uomo e come rappresentante del governo italiano, per le loro qualità estetiche e sessuali;
2.si sentono svalutate in tutte le altre competenze e qualità che identificano il diritto alla espressione piena della loro personalità e, discriminate rispetto agli uomini, che assurgono nelle parole del premier a fruitori delle loro “grazie”;
3.si sentono esposte alla violenza maschile, giustificata come incontinenza sessuale maschile di fronte alla bellezza femminile;
4.si sentono profondamente unite alle donne albanesi ed a tutte le donne, che per vari motivi, ed in vari contesti, sono costrette, in virtù del principio del predominio politico-ideologico e economico-sociale degli uomini, a subire/tollerare ogni tipo di violenza e discriminazione;
LE DONNE CENSURANO
POLTICAMENTE IL COMPORTAMENTO DI SILVIO BERLUSCONI.

Il comportamento sopra descritto costituisce una violazione complessiva dei diritti inalienabili della persona ed in particolare di quel diritto fondamentale che è l’uguaglianza tra i sessi.
LE DONNE CHIEDONO
A TUTTE LE ALTRE DONNE DI MANIFESTARE LA LORO PRESENZA NELLA VITA DEMOCRATICA DEL PAESE ED IL LORO PESO POLITICO NELLE URNE
LE DONNE MANIFESTANO NELL’URNA IL LORO DISSENSO E SI IMPEGNANO A NON VOTARE UOMINI CHE UMILIANO E MALTRATTANO LE DONNE
LE DONNE MANIFESTANO IL LORO DISSENSO E SI IMPEGNANO A NON VOTARE LE DONNE CHE SONO CHIAMATE AD INCARNARE L’IDEALE MASCHILE DI SUBORDINAZIONE
LE DONNE MANIFESTANO IL LORO DISSENSO E SI IMPEGNANO AD OSCURARE I CANALI TELEVISIVI E LE TRASMISSIONI IN CUI COMPAIONO DONNE PROSTIUITE AL PIACERE MASCHILE, IN CONDIZIONI DI CHIARA DISPARITA RISPETTO AGLI UOMINI
LE DONNE MANIFESTANO IL LORO DISSENSO E SI IMPEGNANO A BOICOTTARE I PRODOTTI CHE UTILIZZANO PUBBLICITA’ LESIVE DELLA LORO IMMAGINE E DEL LORO DECORO COME PERSONE.
LE DONNE POSSONO CON LA LORO SUPERIORITA’ NUMERICA:

5.INCIDERE NELLA VITA POLITICA CON IL LORO VOTO

6.INCIDERE NELLA VITA SOCIALE ED ECONOMICA CON LA SCELTA DEI PRODOTTI DI CONSUMO

7.INCIDERE SUI MASS MEDIA CON LA SCELTA DI PROGRAMMI E CANALI TELEVISIVI

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One comment
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  1. Credo che come donne dobbiamo impeganrci in maniera ancora più visibile contro tali affermazioni che si traducono inevitabilmente in comportamenti e azioni politiche. Da uomni politici con questo tipo di cervello possiamo aspettarci investimenti in politiche di genere?