Friday, 17 August 2018 - 21:35

Polizia di Stato denuncia 14 persone per peculato, ricettazione, detenzione abusiva di armi, soppressione di corrispondenza

Mar 27th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

E’ stata una delle tante denuncie ricevute dalla a  far luce su quasi un decennio di truffe, furti in concorso, di un gruppo di malavitosi dell’area bolognese . Alla fine del 2008 un infermiere cortinese denunciava al Commissariato che, in occasione della vendita di  un telefono cellulare tramite “E-Bay”, effettuava la spedizione dello stesso tramite Posteitaliane al potenziale acquirente  ma a quest’ultimo giungeva il pacco spedito (visibilmente manomesso) senza il contenuto. Iniziava l’attività di indagine. Innanzitutto si cercava di capire se il cellulare, oggetto della vendita via internet, era stato riattivato e riutilizzato. Verificato ciò, si procedeva all’identificazione del nuovo fruitore del cellulare. Una volta scoperto che il cellulare era attivo si giungeva all’identità dell’utilizzatore dello stesso: trattasi di un pluripregiudicato bolognese F.G., cinquantatre anni, con precedenti specifici per di cellulari rubati (indagine era posta in essere dalla Polizia Polstale e delle Telecomunicazioni di Bologna). L’attività di F.G. risultava essere quella di “corriere in nero” per conto di una ditta nazionale di  trasporti affiliata  ad altra nota azienda multinazionale di trasporti. Gli agenti della squadra investigativa del Commissariato di Cortina (l’indagine, nelle prime fasi era stata coordinata dal dott. Leghissa della Procura della Repubblica di Belluno, per poi passare, alla dott.ssa Sola  della Procura bolognese in ossequio alla normativa sulla competenza per territorio) effettuavano una perquisizione delegata presso l’abitazione ed il garage del bolognese dove venivano rinvenuti e sequestrati 15 cellulari, 4 televisori, 3 consolle di  videogiochi, 9 navigatori satellitari, cassette contenitrici merci di Postetaliane, 8 p.c. portatili, 3 macchine fotografiche. Messo alle strette dalla Polizia, questi indicava gli altri componenti dell’organizzazione dedita al furto . L’attività dei componenti dell’organizzazione era quella di sottrarre merce nuova ovvero mandata in riparazione durante il trasporto posto in essere da  “compiacenti vettori” di  corrieri nazionali alcuni dei quali operavano per Posteitaliane. Si giungeva così all’identificazione del capo dell’organizzazione R.C., anch’egli bolognese, cinquantenne, pregiudicato, titolare di un’azienda di autotrasporti nazionale consorziata ad altra ditta internazionale operante anche per conto di Posteitaliane. In pratica il capo dell’organizzazione, nel momento in cui sapeva che all’interno del pacco trasportato potevano esserci cellulari, p.c. tv navigatori, procedeva alla sottrazione degli stessi che non arriveranno mai a destinazione. Per tale ragione gli agenti del Commissariato, in seconda battuta, ponevano in essere una perquisizione presso l’abitazione e deposito del capo dell’organizzazione R.C.
Nel corso dell’attività di Polizia Giudiziaria oltre a telefoni cellulari e televisori la Polizia sequestrava anche una pistola calibro 38 smith e wesson con relativo munizionamento (oltre 100 proiettili), 4 orologi Rolex (alcuni nuovi, alteri destinati in Svizzera per essere riparati), penne Montblanc (alcune avevano ancora il traghettino identificativo del rivenditore col relativo prezzo), 13 libretti di assegni rubati che servivano, 3 telecamere, uno scanner per intercettare i canali della Polizia.  Le accurate indagini hanno permesso alla Polizia di individuare ed identificare tutti i 14 componenti dell’organizzazione (12 dei quali rinviati a giudizio). La tratta dove avvenivano con maggiore frequenza i furti era : Bologna-Ravenna-Cesena-Forlì-S.Marino-Perugia-Terni-Roma. Era proprio in quella tratta, in quel percorso, che gli oggetti commissionati non giungevano ai destinatari. Le indagini hanno altresì permesso di stabilire il momento iniziale dell’organizzazione malavitosa che già dal 2002 operava violando la legge penale. Vivo apprezzamento è stato manifestato agli agenti da parte dei proprietari dei beni ritrovati durante le 11 perquisizioni effettuate. “dopo quasi due anni di lavoro, in parte svolto con la Procura bellunese ed in parte con quella del capoluogo emiliano, si è riusciti a far luce su una fitta rete dedita ai furti di oggetti di valore trasportati nelle zone dell’Italia centrale e tutto è partito dopo una denunzia (una delle tante) presentate alla Polizia di Cortina.”

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