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La lettera: sul taglio all’Isbrec, le considerazioni di Mario Svaluto Moreolo

Mar 26th, 2010 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Ho appreso  prima da alcuni consiglieri comunali, e poi  letto sul suo giornale l’ esito  del  voto del Consiglio Comunale di Belluno riferito all’ emendamento proposto da una parte della maggioranza a proposito del contributo a favore dell’ ISBREC (Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’ Età Contemporanea). Tale emendamento toglie in pratica 2/3 (da 15.000 a 5.000 Euro) del contributo previsto da una  Convenzione che regola i rapporti fra Comune e ISBREC sia sotto l’ aspetto dei servizi  che l’ Istituto deve rendere al pubblico, a laureandi, a studenti e a studiosi  che la parte economica.   E’  in vigore da 10 anni e prevede la sua risoluzione o la sua  modifica dopo opportuni accordi. Dal punto di vista formale dunque, il voto del Consiglio Comunale, lede questo contratto reciproco.
Ma quello che mi preoccupa maggiormente e dovrebbe anche preoccupare il Consiglio Comunale nel suo insieme e la stessa Comunità cittadina, è  la deriva, la degenerazione dei rapporti fra Enti, fra Partiti e fra gli stessi cittadini che hanno opzioni ideologiche e politiche diverse.
Io sono un vecchio “attrezzo politico”  che è entrato in Consiglio Comunale nel 1968 e ne è uscito nel 1993. Conseguentemente,  ho vissuto in prima persona tutte le tensioni, gli scontri duri, e anche durissimi, che avvenivano in quella Sede,  ma ho anche vissuto l’ esaltante esperienza del lavoro comune fatto in tantissime occasioni dai gruppi consiliari verso obbiettivi alti,  riguardanti la partecipazione democratica, la difesa dei valori resistenziali e costituzionali, la convivenza civile.
In quegli anni il Comune di Belluno dava un contributo all’ Isbrec per i suoi progetti di servizio al pubblico in base anche alla disponibilità di bilancio. Era uno di quegli atti considerati, per definizione, “delicati”.
Bene: ogni anno il provvedimento “passava” all’ unanimità. E sì, perché il Consiglieri comunali dell’ allora MSI (ovviamente considerati fascisti),  il prof. Bartolomeo Zanenga, il dott. Mario De Mattè , il prof. Paolo Serafini,  uscivano dall’ aula. La loro uscita non era un atto di indifferenza o addirittura di spregio, tutt’ altro.  La loro intelligenza, la loro preparazione culturale, il loro rispetto, comunque, verso l’ istituzione del consiglio comunale li portavano a considerare quel voto un mero atto amministrativo,  ritenendo che altre fossero le occasioni e i luoghi della battaglia politica. E lo dichiaravano.
Ora, non si può pretendere che questo alto livello di dignità permanga sempre  nell’ attuale contrapposizione livida.
Da quanto è accaduto in consiglio e, da quanto ho letto in  qualche puerile dichiarazione giustificativa,   traggo le seguenti  considerazioni.
alcuni  improbabili “cattolici democratici”  ed alcuni “marxisti immaginari” hanno consentito  la bocciatura del contributo all’ ISBREC, attuando credo,  una “vendetta trasversale” nei confronti dell’ Istituto e del suo progetto di trasformazione in Fondazione: la colpa degli iscritti è di aver, in sede di Congresso ,  liberamente e democraticamente eletto un direttivo non gradito ai succitati ed anche ad altri e accettato la presenza di nuovi soci non corrispondenti al loro modello,
si è preso un semplice voto tecnico-amministrativo e lo si è scagliato come corpo contundente verso un’ altra Istituzione per motivi di dissenso ideologico o di postuma vendetta. A guardar bene sembra che questa sia la prassi in uso nell’ attuale Consiglio Comunale che dovrebbe essere invece il più alto e nobile consesso della rappresentanza popolare e civile.
non ho presente, anche sforzandomi, che questi “indignati oppositori e rivendicatori della purezza antifascista, “  abbiano particolari meriti di studio, di ricerca, di elaborazione scientifica sul grande tema della Resistenza;
né  me li ricordo presenti o assidui,  in tutti questi anni al Bosco delle Castagne, in piazza il 17 marzo e  il 25 aprile, alla Chiesetta di “La Rossa” il Primo Maggio ed il 14 settembre, al Ponte San Felice, a Tambre, al “Pian de le femene”, in Cansiglio.
credo anche che questi Consiglieri nulla sappiano delle centinaia di ore di lavoro che l’ISBREC ha svolto nelle scuole di tutta la Provincia sui temi della Costituzione, della Resistenza, dell’Olocausto e dei diritti civili; e che ignorino il fatto che, tolti i contributi, saltano i servizi, compresa l’ ingente biblioteca aperta al pubblico e riconosciuta da Provincia e Regione, e comprese le consulenze gratuite di studio e ricerca. O, forse, non lo ignorano: forse è proprio questo ottimo lavoro che a loro dispiace, dato che sottolinea la carenza o i limiti del loro impegno.
Con questo scritto non intendo coinvolgere l’ ISBREC che prenderà le iniziative che riterrà opportune.
Cordiali saluti.

Membro del Direttivo e Tesoriere dell’ ISBREC
Componente del Coordinamento dell’ Oltrardo del Partito Democratico Italiano

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4 comments
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  1. I finanziamenti vanno dati a tutti o a nessuno. Non una delle centinaia ore di lavoro svolte dall’ISBREC in provincia è stata dedicata alla storia dei massacri del comunismo e ai crimini della resistenza nel bellunese.Forse per non incorrere in una delle tanti “leggi speciali” che prevedono il carcere per chi non accetta il “pensiero unico”.
    Paolo

  2. l’ISBREC ha svolto nelle scuole di tutta la Provincia sui temi della Costituzione, della Resistenza, dell’Olocausto e dei diritti civili; e che ignorino il fatto che, tolti i contributi, saltano i servizi, compresa l’ ingente biblioteca aperta al pubblico e riconosciuta da Provincia e Regione, e comprese le consulenze gratuite di studio e ricerca……
    basta chiedere qualcosa e non lo hanno…..basta argomenti scottanti…non risposte
    chiedi una cosa no la hanno….peccato che quello che ha chiesto un ricercatore l’ ho consegnato io di persona e all’ istituto hanno risposto che non avevano nulla.
    Povero Amantia sei arruginito ? se riducono i fondi…. è per le mancate risposte….omettere documenti è oscurare la storia.

  3. Alla Redazione di Belluno Press (on line), al Gazzettino di BL, al
    Corriere delle Alpi.-

    Il sindaco di Belluno di centrodestra Prade ha perso un’altra
    occasione. Dopo la scoperta dei crediti formativi per spingere gli
    studenti a partecipare alle manifestazioni del 25 aprile; dopo il
    tentativo di consegna del’archivio dell’ex MSI ai
    postcomunisti dell’ISBREC, adesso , forse grazie all’amicizia
    col collega Peppino Zangrandi (ANPI) che sta difendendo in una causa
    in corso, il sindaco Prade partecipa alla commemorazione degli uccisi
    partigiani al Bosco delle Castagne, manifestazione organizzata da
    Comune,ANPI e ISBREC, due carrozzoni pagati dai contribuenti per
    creare posti di lavoro ai nostalgici stalinisti. Invece di invitare
    gli ex partigiani ravennati, Prade avrebbe fatto meglio ad invitare
    una rappresentanza dei comuni tedeschi dove abitavano le vittime
    dell’insensato attentato partigiano del marzo 1945 che provocò la
    morte di otto tedeschi e la successiva rappresaglia. Secondo noi la
    pacificazione passa atraverso questi percorsi, non attraverso quelli
    delle velenose iniziative dell’ANPI e dell’ISBREC. saluti

  4. Sveglia! Siamo nel 2011! In Germania seguaci dell’Alpenvorland come te non ce ne sono più se non nel lumpenproletariat! Se inviti “una rappresentanza dei comuni tedeschi dove abitavano le vittime dell’insensato attentato partigiano del marzo 1945” non viene giustamente nessuno perchè sanno di essere stati truppe di occupazione. Pacificazione? Ancora? Nel 2001? Ma di cosa parli? A quando sei fermo? C’è il giudizio storico ormai ed è univoco e che la liberazione sia un patrimonio storico del nostro paese lo sanno tutti eccetto gli ex ex ex che vivono di nostalgie. Lo sapete che il comunismo è finito o vivete di ricordi? C’è un odore di muffa in quello che scrivete di cui non vi rendete conto. Quanto all’Isbrec è una vita che non più in mano ai comunisti che non esistono nemmeno più. E una associazione culturale che si è trasfomata nel tempo e che ha perlomeno avuto il merito di aprire discussioni e dibattiti. Che significa fondi a tutti o nessuno. Ci sarà pure un criterio di valore o diamo gli stessi soldi all’associazione ex charegheta e all’Isbrec? I libri pubblicati, i convegni non contano? Mica ci partecipava Paolin da Busche a quei convegni, ma le università italiane. Come si fa a dire che l’attività nei confronti delle scuole non vale una pippa. Certo sono tutte cose che non contano nulla, se sei ignorante. Chi la fa se non la fa L’Isbrec. E quei soldi non ricadevano sulle scuole? Se l’è domandato l’ineffabile Francesco La Grua. Come fanno le scuole attività di formazione su temi specifici se non ricorrendo all’Isbrec? Come si mantiene la memoria storica? Cancellando le associazioni che su questo sono impegnate? E che vuoi Dario? Che ti si dica che sei bravo? Bene, bravo! Peccato che per l’Isbrec sino passati fior di studiosi. Ce lo dimentichiamo questo?
    Bene bravi, continuate così. L’importante mettere a tacere tutti e che di memoria storica non si parli. Robe da Italietta, ma misera misera. Bell’esempio di democrazia e libertà: quella del silenzio! Robe da paese di vecchi!