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Salvare l’agricoltura di montagna, ecco la ricetta di Sergio Reolon “Avepa e Veneto Agricoltura” si mangiano il 55% dei Fondi europei

Mar 24th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Abolire l’obbligo di redditività per accedere ai contributi regionali, triplicare l’indennità compensativa e differenziarla in base a pendenza e altitudine del terreno, destinare i fondi del piano regionale di sviluppo al territorio bellunese vero e  proprio. E togliere le competenze a e , per passarle direttamente alla Provincia. Questi, per Sergio Reolon, candidato del Pd, alcuni ingredienti della ricetta per salvare l’agricoltura di montagna: “Dal 1982 al 2008 abbiamo perso metà del patrimonio di vacche da latte e due terzi delle aziende agricole, oltre a 20.000 ettari di superficie agricola utilizzabile – ha affermato, ieri, Sergio Reolon, nel corso di una conferenza stampa – se questo trend non viene invertito ci sarà una perdita progressiva del valore di questo comparto, fino a una posizione residuale”. Una urgenza, quella della agricoltura di montagna, che necessita di un intervento mirato: “Oggi la Regione dice che ha destinato alla montagna il 25% delle risorse del piano regionale dello sviluppo. Non dice, però, che nella montagna così come è intesa oggi dalla Regione è inclusa anche Valdobbiadene. Per aiutare veramente gli agricoltori servono parametri diversi: triplicare l’indennità compensativa fino a sei, settecento euro all’ettaro, tenendo conto della quota e del pendio. In più, serve alzare da 50 a 70% il sostegno regionale alle piccole latterie”. Come trovare i soldi? Reolon punta il dito su e Veneto Agricoltura: “Oggi questi due enti si mangiano il 55% di quello che ci arriva dai fondi europei: sono organismi burocratici, elefantiaci, che fanno diventare matti gli agricoltori. Io credo invece che bisogna trasferire le competenze in materia agricola alla Provincia. E, per dare una spinta ulteriore, serve riattivare il corso per casari per piccole e medie latterie,compensare i maggiori costi che hanno le aziende di montagna per il trasporto latte, smaltimento  siero, riscaldamento e consumo energia. Infine, promuovere un incentivo per formazione e informazione: per usare i prodotti del territorio anche nelle mense collettive, dalle scuole agli ospedali”. Sergio Reolon torna poi a parlare in materia di energia, chiedendo un fondo di 30 milioni dalla Regione per un piano casa che preveda contributi in conto capitale (cioè soldi liquidi) ai cittadini che vogliono ristrutturare le proprie abitazioni portandole in classe B dal punto di vista energetico. “Gli effetti – conclude Sergio Reolon – sarebbero un rilancio dell’edilizia e dell’artigianato locale, un risparmio concreto per i cittadini. Oltre, naturalmente a una riduzione di inquinanti nell’atmosfera. Che non è poca cosa”.

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