Tuesday, 23 July 2019 - 04:44

Via libera dall’Europa agli Ogm, cibi geneticamente modificati. Filippo Ongaro: “Ci vorranno anni per comprendere gli effetti sulla salute dell’uomo e del pianeta”

Mar 18th, 2010 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina, Sanità

Non vi sembra strano che la BASF, una multinazionale della chimica, si metta a produrre patate? Beh, abituatevi perché questo è solo l’inizio del nuovo mondo degli , un mondo dove tutto è possible. Amflora, così si chiama la patata geneticamente modificata marchiata BASF, è stata da poco introdotta sul mercato europeo ed è solo il primo dei tanti cibi che arriveranno sulle nostre tavole. L’approvazione è avvenuta in silenzio grazie all’energico intervento del Commissario Europeo alla salute e politica dei consumatori nonostante i cittadini europei (di cui dovrebbe proteggere appunto la salute) e molti Stati Membri si siano più volte espressi contro le coltivazioni . Ma cosa sono gli ? Si tratta di organismi in cui vengono introdotte caratteristiche genetiche non proprie per mutarne e migliorarne alcune prestazioni. In altre parole, sarebbe come se noi ci facessimo inserire alcuni geni di un pinguino per resistere meglio al freddo. Nonostante venga detto che gli sono un miracolo della scienza che consentirà di sfamare il mondo in assoluta sicurezza, la verità è profondamente diversa: gli sono un metodo sofisticato ma rischioso di alterare la natura utile fondamentalmente solo all’industria per aumentare i margini a scapito della salute del nostro pianeta e di noi stessi. Le ragioni per dubitare degli sono molte. Innanzittutto è impossibile isolare le coltivazioni da quelle normali o biologiche. Non esistono barriere naturali in grado di garantire la separazione delle colture e quindi con il tempo si corre il rischio di trasformare tutta l’agricolutra in un business geneticamente alterato. Le coltivazioni non arricchiscono la natura ma, al contrario, la imporveriscono perché attuano una “selezione” artificiale. I rischi per la salute umana sono ancora poco compresi e per questo occorre moltissima cautela. Si parla di nuovi allergeni e di resistenza agli antibiotici ma si tratta probabilmente solo della punta dell’iceberg. Ci vorranno anni, come sempre, per comprendere davvero gli effetti di un intervento così profondo su un elemento essenziale per la vita: il cibo. Fosse almeno vero che gli servono a sfamare il mondo! I pochi dati disponibili dicono l’esatto contrario: da quando furono introdotti sul mercato i primi cibi circa 15 anni fa, la fame nel mondo è costantemente aumentata, di pari passo con i fatturati miliardari delle multinazionali del cibo. Gli fanno parte di una visione distorta del mondo e del mercato in cui il guadagno viene messo davanti a tutto e non rappresenta più un potenziale di sviluppo ma un rischio di distruzione. La medesima visione distorta e miope caratterizza il mondo medico dove tutto è sotto il controllo dell’industria farmaceutica che spesso condivide non solo gli ideali ma anche i capitali con le multinazionali del cibo. Viene il dubbio di essere ostaggi di un mercato che ci avvelena e ci ammala per dopo venderci la cura.
Dottor Filippo Ongaro, Medico Chirurgo
Direttore Sanitario
ISMERIAN-Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging s.r.l.

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