Monday, 22 January 2018 - 19:56

115mila euro all’Uls 2 di Feltre per favorire la permanenza o il ritorno in famiglia o l’accoglienza in centri residenziali dei non autosufficienti

Mar 17th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

Favorire la permanenza in casa o il ritorno in famiglia di persone in alternativa all’accoglienza nei centri di servizio residenziali sociosanitari. Questo l’obiettivo della deliberazione della Giunta veneta, proposta dall’Assessore regionale alle politiche sociali, che ha approvato 8 progetti sperimentali finanziati con 2 milioni di euro. Il provvedimento si riferisce alla deliberazione n.2573 del 2009 che aveva fornito alle Aziende Ullss gli indirizzi ai quali attenersi ( punteggio SVAMA, contesto familiare di riferimento, gestione del servizio sociale da parte del comune di residenza) per la predisposizione dei progetti. I piani operativi approvati e finanziati sono: nell’Azienda Ulss n.2 di Feltre alla quale è stato assegnato un contributo di 115 mila euro; nell’Azienda Ulss n.5 di Bassano del Grappa, 273 mila euro; nell’Azienda Ulss n.8 di Asolo, contributo di 144 mila euro; nell’Azienda Ulss n.9 di Treviso, 73 mila euro di contributo; nell’Azienda Ulss n.10 Veneto Orientale, 900 mila euro di contributo; nell’Azienda n.12 Veneziana, un contributo di 100 mila euro; nell’Azienda n.17 di Este, un contributo di 224 mila euro; nell’Azienda n.22 di Bussolengo un contributo di 140 mila euro.  L’iniziativa risponde a esigenze reali e ormai diffuse da parte del territorio e punta a fornire risorse ma soprattutto opportunità in più alle famiglie in modo da contrastare un eccessivo ricorso alla residenzialità, considerato che la non autosufficienza è in continuo aumento. In sintesi, i progetti riguardano il potenziamento dei servizi domiciliari, il sostegno alle famiglie con interventi di sollievo o di pronta accoglienza o di consulenza individuale per privilegiare il sistema della domiciliarità rispetto alla residenzialità, interventi di assistenza diurna, o di assistenza domiciliare specializzata a pazienti affetti da demenza, o di contributi economici alle famiglie. I soggetti coinvolti nell’attuazione dei progetti sperimentali vanno dai Comuni, alle associazioni di volontariato e del privato sociale, ai gestori delle strutture residenziali.

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