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Questione anziani. Sergio Reolon: “Abbiamo il tasso più alto del veneto di popolazione anziana”

Sergio Reolon
Sergio Reolon

Aumentare i posti nelle Case di Riposo, superare il meccanismo delle quote ai Comuni per l’assistenza ai non autosufficienti, adeguare i contributi reali alle famiglie, trasformare l’assistenza domiciliare integrata. Queste le priorità di intervento che possono concretamente cambiare la qualità della vita delle famiglie e degli anziani bellunesi secondo Sergio Reolon, candidato del Pd, che, ieri mattina, è andato a visitare gli ospiti della Casa di Riposo “Padre Kolbe” di Pedavena. “Abbiamo il tasso più alto di tutto il Veneto di popolazione anziana, cosa che si fa sentire ancora di più nelle zone di alta montagna: una situazione che condiziona le famiglie in termini di costi, e che grava soprattutto sulle donne. In provincia la quantità di persone non autosufficienti cresce, ma oggi viene trattata con gli stessi parametri e provvedimenti di dieci anni fa”.
Secondo Sergio Reolon, uno dei nodi determinanti della questione sta nel sistema che oggi governa le quote di assistenza destinate alle persone non autosufficienti: “Non possiamo avere gli stessi parametri della pianura, proprio perchè qui la situazione è diversa: in termini di numeri e di territorio. Oggi la Regione destina le quote ai Comuni, che poi le distribuiscono in base a meccanismi burocratici lenti: ma l’assistenza alle persone non autosufficienti dovrebbe invece essere automatica”. Fondamentale anche il rapporto tra contributi alle famiglie e costi: “Oggi il contributo che arriva alle famiglie è insufficiente rispetto ai costi delle Case di Riposo, soprattutto se si vuole che queste facciano un servizio efficace. Le Case di Riposo devono essere trattate con dignità, ed essere dotate di servizi per affrontare le patologie geriatriche: serve maggiore integrazione con l’Ulss, e maggiori risorse”. Infine, la questione dell’assistenza domiciliare integrata: “Siamo rimasti a 30 anni fa. E’ un fatto gravissimo: ci sono regioni che quarant’anni fa facevano quello che oggi non facciamo ancora. Noi siamo ancora al primo livello: cibo, lavanderia, assistenza sociale. Serve fare un grande progetto perchè la gente possa continuare a vivere nel proprio paese, nella propria casa in sicurezza. Altrimenti, restiamo all’anno zero”.

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