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venerdì, Luglio 10, 2020
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“Non abbiamo veline, accuse giudiziarie, legittimi impedimenti e continue frizioni interne”. L’intervento del senatore Gianvittore Vaccari, segretario provinciale della Lega Nord

“Siamo chiamati a fare qualcosa di più di una semplice amministrazione. Siamo chiamati a scrivere una pagina di storia.” E’ quanto afferma il senatore Gianvittore Vaccari a una quindicina di giorni dal voto. “La grande chiamata di popolo che ci sarà a queste elezioni ci dovrà a queste elezioni ci dovrà infatti legittimare a fare le vere riforme. Questa Regione – prosegue il segretario provinciale della Lega Nord –  ha oggi un treno che passa, quello del federalismo fiscale e dell’autonomia ragionata e negoziata con Roma. Se noi perdiamo questo treno, perdiamo tutte le occasioni. Con  queste parole il nuovo Presidente della Regione Luca Zaia ci sprona ad un forte impegno per le prossime elezioni e la nostra provincia deve dare una forte e decisa positiva risposta ed essere così protagonista nel nuovo Veneto del futuro e poter finalmente contare. Sono sicuro che il 28 e 20 marzo dimostreremo il nostro orgoglio ed il carattere forte della nostra gente di montagna. Anche quelli che sono chiamati gruppi secessionisti non hanno nulla da temere, anzi sono convinto che comprendono che il messaggio del futuro Presidente Zaia è quello giusto e che ci serve: una battaglia per l’autonomia di tutto il territorio, il Veneto prima. Vi sono certamente anche i risultati dei referendum, questi devono trovare risposta dal Parlamento romano, come anche lui sa rispettando la scelta popolare (ma non gli compete) e dove la sinistra (come a Venezia) non da segnali e prove convincenti. Molti cercano ora di imitare i leghisti, solo che l’elettore se ne accorge quando si trovano davanti l’imitazione e preferiscono gli originali. La linea politica del Carroccio è ben precisa. Nella sostanza non cambia dal 1991 da quel famoso congresso di Pieve Emanuele che diede vita alla lega Nord. Non è poi un caso se la Lega è il partito più vecchio del Parlamento. E’ prima il voto alla Lega che conta,il nome vale meno. Si può dire “uno per tutti, tutti per uno”. Il Nord sente che la forza leghista è tanta e che non è più solo un partito di protesta contro meridionali ed extra-comunitari, ma invece di proposta e risposta alle esigenze più disparate. Abbiamo politici giovani, sindaci combattivi e ministri che hanno successo. Non abbiamo veline, accuse giudiziarie, legittimi impedimenti e continue frizioni interne; non siamo costretti rincorrere gli attacchi personali, ma affrontiamo e risolviamo i problemi quotidiani. Siamo un movimento ben strutturato, con un’anima ben definita, con una vera organizzazione a livello locale. Potremmo dire che in Lega “giochiamo” tutti a memoria.  Alle prossime elezioni regionali chiediamo ai cittadini di rinnovare la fiducia, garantiamo certezze”.

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