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Altanon: “Hanno vinto solo le logiche di partito e di pochi privati”

Mar 2nd, 2010 | By | Category: Lettere Opinioni

«Ha vinto la città di , nel suo insieme, per aver scritto questa grande pagina di democrazia. Chi ha perso? Nessuno.  Può sembrare assurdo, eppure questa è l’essenza della verità. Nessuno ha perso, perché ha vinto la città di » (Gianvittore Vaccari, 10 febbraio 2010). Bello vedere che il Sindaco conosce l’essenza della verità.  Ho letto con grande sconcerto le affermazioni del primo cittadino apparse sulla stampa, circa tre settimane fa, e mi sono meravigliato di come il nostro Sindaco abbia avuto il coraggio di considerare “vittoria di tutti” la questione Altanon. Sono affermazioni che, personalmente, considero sfacciate e beffarde, quasi fossero uno presa in giro a tutti coloro che in questi mesi si sono battuti contro l’Altanon.
Purtroppo, caro Sindaco, la verità è un’altra e lei lo sa benissimo, anche se non vuole ammetterlo. La città non voleva (e non vuole) questo intervento e sperava vivamente in una riqualificazione diversa dell’area, basata sui veri bisogni della città e sulla posizione strategica di quel luogo, porta sud della città.

Questo Altanon è un intervento che forse non piaceva nemmeno a lei, tant’è che ha condiviso l’idea di vedere nella zona antistante la stazione ferroviaria un’area verde o un parco urbano (Gazzettino 3 aprile 2009, Corriere delle Alpi 4 aprile 2009).

Chi ha vinto sull’Altanon? Di certo non l’opposizione, che ha votato contro. Non i commercianti, che ora ricorreranno al TAR. Non le associazioni ambientaliste o il “popolo della rete”, che chiedevano la revisione totale del progetto.

Come possiamo dire che abbia vinto la città o che l’Altanon rappresenti una grande pagina di democrazia? Si ha democrazia quando chi governa porta avanti scelte e decisioni sulla base del volere dei cittadini. Ma per l’Altanon questo non sembra essere successo.
Il Sindaco ha affermato che la sua Amministrazione “ha strenuamente voluto aprire un ampio dibattito su questo argomento, assicurando ampi tempi di discussione e di approfondimento, privilegiando il dialogo ai regolamenti”.
A tale proposito, vorrei ricordare che la presentazione alla cittadinanza del progetto Altanon è avvenuta dopo l’adozione (a giochi già fatti) e che, sull’Altanon, l’amministrazione Vaccari si è sempre nascosta dietro l’espressione “è colpa della precedente amministrazione” e non ha mai avuto il coraggio di fare una netta distinzione, e spiegare, quali siano state le effettive scelte e blindature dell’amministrazione precedente, e quali invece quelle fatte dall’attuale amministrazione.
Questa, a mio papere, non è democrazia, perché non si evidenziano né si distinguono meriti e demeriti e responsabilità ai singoli.
Ed è giusto ricordare che la grande partecipazione dei feltrini nel seguire la vicenda, tanto sbandierata dal Sindaco come merito della sua Amministrazione, si è creata grazie a quel movimento nato su Internet di giovani e meno giovani, e alle continue proteste dei commercianti, degli ambientalisti e di molti cittadini comuni. Se non fosse stato loro il merito di infiammare il dibattito durante questi mesi, a quest’ora, forse, le ruspe sarebbero già al lavoro.
Ma allora chi ha vinto? Hanno vinto gli interessi privati e la speculazione edilizia? Ha vinto la Pontalpi, indebitata fino all’osso con le banche, messa in salvo solo dal “cantiere Altanon” (Corriere del Veneto, 11 febbraio 2010)? Ha vinto la “casta”, il “potere” di chi governa e soprattutto gli interessi di partito, nel mantenere una maggioranza salda e coesa (una bocciatura dell’Altanon avrebbe significato crisi profonda nell’amministrazione)? Ha vinto il Sindaco, l’Amministrazione, i “consiglieri del sì” e chi ha interessi diretti nella cementificazione dell’area Altanon? Probabilmente sì.
Il Sindaco ha sempre detto che si è trovato a dover portare avanti il progetto perché blindato dall’ amministrazione precedente. Ma allora come può aver vinto il Sindaco e la sua Amministrazione se, a parer loro, sono stati “costretti” a portare avanti l’Altanon? Se fosse così, allora il Sindaco non sarebbe un vincitore, ma bensì uno che ha subito, segno quindi di un’Amministrazione debole e incapace di essere determinata e incisiva.
E così, come sempre, ha perso la Città di Feltre, dove gli interessi pubblici e la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica della città non valgono più nulla. Il Sindaco dice che ha vinto la città di Feltre. Ma cos’è la città per lui? Un insieme di muri e strade o un insieme di persone (e future persone) che vivono in un’area particolare? La città dormiente si era risvegliata dal lungo sonno in cui era precipitata, ma, in nome logiche di partito e di pochi privati, non si è voluto darle ascolto.
Riccardo Sartor
libero cittadino di Feltre

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