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De Bona, le cime dolomitiche ai Comuni

Gen 23rd, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

L’assessore regionale agli Affari legali e Contenzioso Oscar De Bona è particolarmente interessato all’attuazione del decreto legislativo delegato sul federalismo demaniale, approvato prima di Natale dal Consiglio dei ministri. Si tratta infatti della prima versione di un provvedimento che prevede l’attribuzione a comuni, provincie e città metropolitane del demanio dello Stato destinato a essere valorizzato e offrire vantaggio alle collettività territoriali. «Su richiesta del consulente del ministero per la Semplificazione normativa – dichiara De Bona – ho già attivato le direzioni dei miei uffici legislativo e contenzioso affinché collaborino con le attività del Governo rivolte alla stesura delle norme tecniche per giungere rapidamente al passaggio delle cime dolomitiche ai comuni con competenza territoriale. Questo potrebbe essere lo strumento attraverso il quale anche le vette di Cortina d’Ampezzo, Pieve di Livinallongo e Colle Santa Lucia possano essere trasferite ai rispettivi comuni». De Bona sottolinea la necessità di creare la massima sinergia tra gli enti locali e lo Stato: «So che il presidente della Provincia di , Gianpaolo Bottacin, si è già mosso in tal senso presso il ministero ritenendo prioritario il fatto di fare squadra tra Comuni, Provincia, Regione e Ministero. Ciò allo scopo di inserire nella versione definitiva del decreto anche questi beni immobili, che al momento non sono nominati. Ma è soprattutto importante che gli enti destinatari del trasferimento siano appunto i comuni e che le montagne vengano iscritte nel patrimonio indisponibile di ciascuno di essi». «Nel Bellunese – precisa Oscar De Bona – in genere sono i Comuni che vantano nel proprio patrimonio la proprietà delle aree alpine e ritengo che non vi siano ragioni per cercare un regime differente. Lo scopo della legge di trasferimento è pertanto espressamente quello di valorizzare i beni e le realtà locali. E chi meglio delle comunità valligiane è in grado di conoscere, comprendere e tutelare il proprio territorio traendone vantaggio? Credo inoltre che se questo provvedimento sarà attuato, avremo messo fine ad una situazione discriminante e ingiustamente penalizzante  rispetto ad altre regioni come quella del Trentino Alto Adige dove le cime alpine fanno già parte del patrimonio e della gestione dei comuni».

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