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Sicurezza economico-finanziaria del territorio provinciale: la Guardia di Finanza Belluno presenta il consuntivo dell’attività svolta

Gen 14th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Il comandante, tenente colonnello Francesco Mora, il capitano Alberto Cavallo e il tenente Roberto Coruzzi, hanno tenuto questa mattina (giovedì 14 gennaio), presso il Comando provinciale della Guardia di Finanza di , l’incontro con la stampa per illustrare l’attività svolta.  
Anche per il 2009 la Guardia di Finanza ha continuato ad assicurare un importante ed insostituibile contributo operativo in favore dell’accrescimento dei livelli di legalità economica e finanziaria del nostro Paese. Le attività eseguite, sviluppate in piena aderenza con gli obiettivi strategici fissati dall’Autorità di Governo ad inizio d’anno con la Direttiva generale per l’azione amministrativa e la gestione, hanno interessato i quattro segmenti operativi rientranti nella missione istituzionale tradizionalmente affidata al Corpo, vale a dire:
la tutela delle entrate;
la tutela delle uscite;
la lotta ad ogni forma di criminalità economico finanziaria;
il concorso al mantenimento dell’ordine e sicurezza pubblica.
Nel corso del 2009 i Reparti operanti nella Provincia di Belluno hanno conseguito i seguenti risultati di servizio, distinti per settore operativo.

TUTELA ENTRATE
VERIFICHE E CONTROLLI FISCALI
Nel corso del 2009, i Reparti del Comando Provinciale di Belluno hanno eseguito, complessivamente, 606 interventi di varia portata nei confronti di soggetti economici. Significativi i recuperi a tassazione: 135 milioni di euro di base imponibile sottratta al pagamento delle imposte dirette, violazioni IVA per 28,5 milioni di euro, nonché 1,5 milioni di euro di rilievi ai fini IRAP. Particolarmente proficuo durante l’esecuzione dei controlli è stato il ricorso agli accertamenti bancari nei confronti di soggetti sottoposti a verifica. A seguito delle attività ispettive, inoltre, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 28 persone (+86,7% sul 2008) a fronte di 36 violazioni penalmente rilevanti accertate. Di queste, 25 sono relative a casi di dichiarazione fraudolenta, infedele od omessa, 7 a casi di vere e proprie frodi fiscali, perpetrate mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, 2 a casi di distruzione della documentazione contabile obbligatoria ed un caso per omesso versamento di ritenute ed uno per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I settori economici ove sono state riscontrate le violazioni sono quelli delle costruzioni, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, dell’attività manifatturiera e delle attività immobiliare. Il significativo incremento nel numero dei denunciati è da collegare all’intensificazione dell’azione di contrasto alle frodi all’IVA nazionale e comunitaria realizzata nell’ambito del piano straordinario disposto dall’Autorità di Governo con il D.L. n. 112/2008.
Buona parte dell’evasione è riconducibile al fenomeno del “sommerso”.

SOMMERSO D’AZIENDA”
Gli evasori scoperti nel periodo considerato sono stati 62, di cui 40 totali (soggetti completamente sconosciuti al fisco) e 22 paratotali (soggetti noti che occultano il 50% dei propri ricavi o compensi).
La base imponibile recuperata a tassazione è stata di oltre 98 milioni di euro e l’IVA di 20 milioni di euro.
I settori economici più incisi dalle irregolarità sono stati quelli delle costruzioni (17,7% del totale), del commercio all’ingrosso e al dettaglio (14,5% del totale) e delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (11,3% del totale).

SOMMERSO DA LAVORO”
Il fenomeno riguarda le imprese ed i lavoratori autonomi che, anche se rientranti nella cosiddetta “economia ufficiale”, fanno ricorso a prestazioni lavorative rese in violazione della vigente normativa.
Si tratta di una forma di illegalità particolarmente insidiosa per un duplice ordine di motivi: da un lato, il mancato adempimento degli oneri contributivi e fiscali causa pesanti ricadute sul gettito erariale, consentendo alle aziende sleali di abbattere in maniera significativa i costi del personale e, quindi, di offrire prodotti o servizi a prezzi concorrenziali rispetto a quelli praticati dalle aziende che operano nel rispetto della normativa; da un altro versante, il lavoro irregolare risulta di frequente correlato ad altre forme criminali di più ampio spessore, tra cui, in particolare, l’immigrazione clandestina e gli altri crimini connessi allo sfruttamento della manodopera, spesso attuato in forma violenta.
Normalmente, in questo contesto, si fa riferimento ai concetti di “lavoro nero” e “lavoro irregolare”, secondo il grado, più o meno elevato, d’inosservanza della disciplina di settore, sul piano fiscale, contributivo ed assicurativo. La vigente normativa, infatti, prevede una serie di obblighi in capo al datore di lavoro.
Il lavoratore che venga impiegato con la totale inosservanza di tali adempimenti è da considerarsi “in nero”, in quanto il rapporto di prestazione che lo lega al datore di lavoro non risulta desumibile da alcuna documentazione ufficiale.
Di converso, le parziali inosservanze della normativa in relazione a rapporti di lavoro regolarmente instaurati determinano i fenomeni di lavoro “irregolare”.
La lotta al lavoro nero ed irregolare sviluppata nell’anno in corso ha consentito la scoperta di 124 posizioni lavorative non in regola, 73 delle quali completamente in nero (con un incremento rispetto al 2008 del 35%).

CONTROLLI STRUMENTALI
Nel periodo considerato, i Reparti hanno effettuato 3.809 controlli strumentali, di cui:
2.771 per la regolare emissione delle ricevute e degli scontrini fiscali, con una percentuale di irregolarità pari al 5,5%;
918 sui documenti di trasporto delle merci;
120 rilevazioni di indici di capacità contributiva; quest’ultima tipologia di controlli rientra nel piano straordinario per la determinazione del reddito sintetico delle persone fisiche disposto con il D.L. n. 112/2008, cui la Guardia di Finanza concorre attraverso la rilevazione, sul territorio, delle più rilevanti manifestazioni di ricchezza visibile (auto, residenze, velivoli, imbarcazioni, etc.).
Dal 2009, il Corpo dispone di un ulteriore strumento che consente di indirizzare l’attività di polizia tributaria. Si tratta di C.E.T.E., un software applicativo che consente di acquisire ed elaborare i dati sugli “indicatori di ricchezza” rilevati “sul campo” dalle pattuglie di finanzieri. Il sistema effettua automaticamente incroci con la banca dati dell’Anagrafe Tributaria e fornisce elenchi di soggetti “a rischio” (da utilizzare per orientare l’attività di controllo) che presentano redditi sproporzionati rispetto al tenore di vita condotto.

TUTELA USCITE
Nel comparto in esame, posto a tutela del bilancio dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti locali, sono stati effettuati 10 interventi in materia di frodi comunitarie e 74 controlli in materia di spesa pubblica con particolare riferimento alle prestazioni sociali agevolate (concesse da enti pubblici a cittadini con basso reddito) ed alle autocertificazioni per l’esenzione dal ticket per prestazioni sanitarie.
Sono state condotte n. 6 indagini su delega della Corte dei Conti, con la constatazione di 6 violazioni e l’accertamento di danni erariali per circa 10 milioni di euro, nei confronti di enti pubblici.

CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ECONOMICO – FINANZIARIA

RICICLAGGIO, USURA E REATI ECONOMICI E FINANZIARI E VALUTA
Nel settore in rassegna, sono stati complessivamente verbalizzati 296 soggetti, di cui 10 denunciati all’Autorità Giudiziaria e 1 arrestato su ordine di custodia cautelare.
Tra essi, 5 (tra cui il soggetto tratto in arresto) sono stati segnalati per impiego di denaro di provenienza illecita per oltre 3,6 milioni di euro.
La Guardia di Finanza di Belluno, sulla base della normativa antiriciclaggio, ha effettuato:
n. 6 controlli antiriciclaggio;
n. 13 controlli per segnalazione di operazioni sospette;
n. 243 interventi di valuta.
Per quanto attiene al settore valutario, nel 2009, nell’ambito del filone investigativo connesso all’indagine a carico della GD Consulting, sono state accertate 197 violazioni connesse al trasferimento di denaro contante eccedenti la soglia fissata per legge (12.500 euro), per corrispondenti sanzioni amministrative pari a circa 659.000 euro.
 
LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE E TUTELA DEL “MADE IN ITALY”
Il fenomeno della contraffazione rappresenta un grave pericolo per l’intera economia nazionale, perché, oltre ad alimentare i livelli di evasione fiscale, distorce i meccanismi di leale concorrenza tra imprese ed incide sulle garanzie dei lavoratori e dei consumatori.
L’attività sviluppata quest’anno nello specifico comparto, complessivamente, ha consentito di denunziare all’Autorità Giudiziaria 15 persone e di sequestrare circa  5.400 articoli commerciali contraffatti.

SICUREZZA PRODOTTI
L’attività svolta nel settore ha consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria 1 soggetto e di sequestrare circa 2.450 articoli di occhialeria, giochi ed oggettistica varia in violazione alla normativa sulla sicurezza dei prodotti in commercio.

CONCORSO AL MANTENIMENTO DELL’ORDINE E
DELLA SICUREZZA PUBBLICA

STUPEFACENTI
L’attività svolta nel particolare settore ha consentito di porre sotto sequestro piccole quantità di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e di denunciare all’Autorità Giudiziaria n. 5 soggetti.
Le osservazioni e le analisi dell’attività esperita fanno pensare che la realtà bellunese sia interessata dal fenomeno degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope quasi esclusivamente come mercato di consumo.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Nel 2009, sono stati denunciati 2 cittadini per violazione della normativa sugli stranieri: un soggetto italiano, per aver impiegato per lavoro subordinato un cittadino moldavo privo del regolare permesso di soggiorno, ed un soggetto di origine senegalese illegalmente residente nel territorio italiano.

ATTIVITÀ DI SOCCORSO
La Guardia di Finanza, sul confine terrestre, è presente con una propria struttura di Soccorso Alpino (S.A.G.F.). Sorta nel 1965, secondo una tradizione che vede la Guardia di Finanza da sempre presente nei confini alpestri, questa struttura oggi interviene principalmente in operazioni di soccorso.
I militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza sono addestrati ed equipaggiati per operare nelle più svariate situazioni di emergenza e garantiscono, 24 ore su 24, una immediata prontezza d’intervento in caso di richieste di soccorso.
Agli innumerevoli interventi di soccorso effettuati soprattutto in territorio alpestre, bisogna aggiungere le attività di controllo e soccorso effettuate sulle piste da sci, le perlustrazioni in zone montane per la prevenzione e la repressione delle violazioni ambientali, il rilevamento di dati per lo studio e la prevenzione degli incidenti da valanga e dei dissesti idrogeologici, la cooperazione con altri organismi di soccorso nell’esecuzione di esercitazioni coordinate. Nel corso del 2009, il prezioso lavoro svolto dai tecnici e dalle unità cinofile antivalanga e da ricerca delle Stazioni di Cortina d’Ampezzo ed Auronzo di si è concretizzato in n. 146 interventi che hanno consentito di salvare n. 144 persone e di recuperare, purtroppo, n. 19 salme.

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