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La Regione finanzia il recupero degli immobili pubblici per attività artistiche e artigianali

Gen 8th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina
Maurizio Ranon direttore Appia

Maurizio Ranon direttore Appia

E’ stato pubblicato sul Bollettino della Regione Veneto n. 105 un interessante bando per la presentazione di domande di contributo a valere sul POR Regionale 2007/2013, parte Fesr, che riguarda interventi nell’ambito dell’artigianato artistico tradizionale. L’azione prevede il cofinanziamento in conto capitale – fino a un massimo del 75% della spesa ammissibile con un limite massimo di 750.000 euro –  di progetti di recupero di immobili effettuati da soggetti pubblici da locare poi ad imprese e loro consorzi le cui attività ricadano tra i settori dell’artigianato artistico e tradizionale così come individuati dal D.P.R. n. 288 del 2001 al fine di valorizzare la cultura e le tradizioni locali con particolare riferimento alla manualità accompagnata dalla creatività propria del luogo in cui viene attuata. “Il tempo a disposizione é decisamente poco considerato che le domande vanno presentate dai soggetti pubblici alla Direzione Artigianato entro il 15 marzo 2010  – fa notare il direttore dell’APPIA Maurizio Ranon – ma si tratta di una sfida da cogliere. In un momento di notevole difficoltà anche per l’economia provinciale riorganizzare contenitori in cui insediare almeno cinque aziende dell’artigianato artistico e tradizionale significa lanciare dei messaggi di positività che potrebbero trovare  favorevole riscontro. Va detto infatti che la Regione Veneto oltre a stanziare 3.179.652 euro per operazioni di cofinanziamento a favore degli enti pubblici ha stabilito anche una dotazione di un milione di euro per contribuiti in conto capitale, nella misura massima del 50% e fino al limite di 50.000 euro, per le spese sostenute dalle imprese che andranno a insediarsi in questi contenitori relative all’allestimento dei locali, all’acquisto di macchinari, di tecnologie informatiche, progettazione e software specifici dedicati all’attività”. Si tratta ora di capire nelle diverse realtà bellunesi se esistono le condizioni, in termini di disponibilità di immobili da recuperare e di imprese del settore da insediare, per avviare una collaborazione che potrebbe contribuire a rafforzare anche l’identità, la cultura e le tradizioni locali di un territorio.

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