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giovedì, Luglio 2, 2020
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Politica e mercato: l’Anci Veneto scrive alle istituzioni per sensibilizzare la questione dello stabilimento ACC di Mel

In questi giorni sono giunti in redazione vari messaggi di solidarietà a sostegno dei lavoratori dell’ACC, lo stabilimento di Mel ex Zanussi che da 1800 dipendenti di un tempo ora è ridotto a 680.  Per ultimo si è mosso anche l’Anci Veneto, l’associazione regionale dei Comuni del Veneto che attraverso il suo presidente Giorgio Dal Negro e il delegato alla Montagna ed emigrazione veneta Gino Pante, ha inviato una lettera nella quale esprime la propria preoccupazione, richiamando l’attenzione sulla “storia della terra Bellunese legata alle spesso tristi vicende dell’emigrazione, fenomeno che, in passato, ha privato questa terra di montagna delle sue forze migliori, che ha sradicato dalle proprie case e dalle proprie tradizioni intere famiglie, partite verso terre lontane e che, in molti casi, mai più hanno fatto ritorno”. Anci Veneto indirizza la missiva al ministro dell’Industria, al presidente della Regione Veneto, al presidente della Provincia di Belluno, ai parlamentari bellunesi, ai sindaci dei Comuni bellunesi al presidente di Confindustria Belluno, ai rappresentanti sindacali Acc di Mel e alle Segreterie provinciali Cgil Cisl Uil, dichiarandosi disponibile “per qualsiasi iniziativa e collaborazione atta ad alleviare la grave situazione”. «E’ un duro colpo all’intera struttura industriale-occupazionale della provincia di Belluno – osserva Gino Pante – Vero è che la situazione non investe solo questi territori, ma è anche vero che i lavoratori bellunesi non hanno di certo altre possibilità di impiego lavorativo se non spostandosi verso altre province confinanti dove le possibilità occupazionali sono probabilmente superiori. Se non altro per una maggiore diffusione di poli industriali. Ma questo, si sa, comporterebbe una pendolarità insostenibile. Le rassicurazioni del ministro Sacconi al presidente Bottacin sulla vicenda ACC possono far ben sperare.  Ora ognuno faccia la sua parte ed in sinergia con le altre forze impegnate intervenga affinché la terra bellunese non abbia a subire ulteriori battute d’arresto. Un incontro a tal proposito – conclude Pante – lo avrò a breve con l’assessore regionale Elena Donazzan (sollecitata dal suo collega Oscar De Bona)». La politica, dunque, continua la sua azione di mediazione, gli operai hanno manifestato anche stanotte con la veglia di capodanno agli stabilimenti di Mel per tenere alta l’attenzione su questa realtà. Ma la storia insegna che il capitale non ha morale e va dove conviene, dove vede maggior profitto. E non sarà facile, in questa congiuntura internazionale, uscire indenni da questa situazione.

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