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Tradizionale incontro del prefetto Carlo Boffi ieri per gli auguri: «Qui si percepisce che ogni struttura collabora per un risultato comune»

Dic 20th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Mediazione e coordinamento delle Forze dello Stato e degli enti locali, ferme restando le competenze di ciascuno. Sono queste in estrema sintesi le funzioni del prefetto oggi. Lo ha ricordato ieri pomeriggio (sabato 19 dicembre) Carlo Boffi, prefetto di , nell’incontro con la stampa locale che ha preceduto il brindisi per gli auguri di fine anno in Prefettura. Tre quarti d’ora assolutamente informali, durante i quali il prefetto ha usato parole di elogio alla Città e ai suoi abitanti. «Non posso che parlare bene di , città gradevole sotto tutti i punti di vista, architettonico e umano – ha detto Boffi –  Dicono che i settentrionali sono riservati. Io posso dire che ho trovato sempre persone gradevoli e educate. In tutti c’è un sincero desiderio di fare il proprio dovere senza protagonismi. Qui si percepisce che ogni struttura collabora per un risultato comune. Per la massima tutela in ogni campo. Nelle recenti riunioni con i comandanti delle forze di polizia, ad esempio, c’era in tutti questo spirito di fare sempre qualcosa di più. Tant’è che sono stati istituiti ulteriori controlli all’uscita dei locali e dei centri commerciali, affinché nella provincia di si possano confermare gli standard di sicurezza precedenti». Gli stessi, insomma, che quest’anno hanno contribuito a collocare al II posto dopo Trieste nella graduatoria stilata dal quotidiano economico Il sole 24 ore, per qualità della vita. Il prefetto Boffi ha parlato delle sue origini venete, del nonno veronese giornalista, che fu collaboratore di Giovanni Gentile, ministro della pubblica istruzione nel 1923, per la riforma scolastica che istituì la scuola elementare dai 6 ai 10 anni e innalzò l’obbligo scolastico ai 14 anni. E del nonno materno, classe 1870, colonnello della I Guerra mondiale che a 48 anni aveva in tasca la nomina a generale, ma rinunciò per andarsene in pensione, «e campò per altri 50 anni». Una decisione dovuta a tutto quel sangue che aveva visto scorrere al fronte. Concorda con Luca Cordero di Montezemolo, nel definire il ruolo del prefetto di “raccordo e sintesi”. «Vedo che da parte della popolazione – ha detto Boffi – c’è una richiesta di incontri per la disamina delle problematiche. Come è avvenuto ad esempio per la rabbia. Dove la Prefettura ha fatto da raccordo con gli enti locali per tarare al meglio questa situazione». Il prefetto si è soffermato anche sul settore della Protezione civile, che considera quello più delicato e motivo di maggiore preoccupazione per la naturale conformazione del territorio della nostra provincia. All’invito di commentare l’episodio del suo collega prefetto di Venezia Michele Lepri Gallerano, rimosso dall’incarico su decisione del ministro dell’interno leghista Maroni e trasferito in Sicilia fuori ruolo a disposizione della presidenza del consiglio, perché è stato troppo tenero con i rom, Carlo Boffi dice: «Siamo l’unica provincia veneta che non ha campi nomadi. Hanno solo dei loro familiari sepolti nel cimitero di e dunque si tratta per lo più di nomadi in transito e non stanziali quelli presenti in provincia di Belluno». Nel rispondere alle domande dei giornalisti, il prefetto Boffi ha sottolineato l’importanza di una sensibilità che dovrebbe esserci oggi nei confronti delle strutture architettoniche. Quindi nella salvaguardia, nella conservazione e nel recupero dei rustici. Un altro punto trattato è stato quello dei comuni referendari. Roma impartisce direttive al riguardo? «No – ha detto Boffi – le direttive riguardano questioni squisitamente tecniche, come indicazioni sulla lotta alla droga». Sul filo diretto che ha sempre legato i prefetti al governo centrale, con la loro opera di costante monitoraggio del territorio, Boffi ha spiegato che i tempi sono cambiati. «Oggi la tempestività della notizia non la può più dare un prefetto. Ci sono i media come tv, internet e quotidiani che arrivano per primi. Tuttavia, i rapporti dei prefetti forniscono un approfondimento, oltre a garantire la veridicità degli eventi». (nella foto il prefetto di Belluno Carlo Boffi e il capo di gabinetto della Prefettura Nicola De Stefano)

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