Monday, 18 December 2017 - 03:17

Inserti gratuiti e publiredazionali

Dic 19th, 2009 | By | Category: Lettere Opinioni

Da lettore fisso, sin dal primo giorno di pubblicazione, del “Corriere delle Alpi”, ma soprattutto da bellunese, (che pur rispetta e ambisce per la propria terra alla forza della Regione autonoma del TTA,)  esprimo il mio più vivo disappunto per la mancata sensibilità editoriale nell’aver ammesso alla pubblicazione ed alla diffusione gratuita il “Magazine Neve 2009”. (non si tratta di una appendice pubblicitaria, bensì di un vero e proprio inserto redazionale…o così almeno lo si vuol far apparire in barba alla concorrenza sleale e alla pubblicità occulta)  e dispiace vedere che un quotidiano che si dichiara “QUOTIDIANO INDIPENDENTE DEL BELLUNESE” si presti a far da “CAVALLO DI TROIA DEI CRUCCHI”. A prescindere dal fatto che la settimana antecedente il Natale non può che essere la più proficua per propagandare le offerte turistiche, il fatto di pubblicare uno speciale così corposo, dettagliato ed invitante delle offerte del solo Trentino Alto Adige (fingendo che il bellunese non esista) e, sapendo che la nostra economia soffre soprattutto per la
concorrenza del TAA, la diffusione nella nostra provincia di quell’inserto appare, non solo dannosa, ma anche beffeggiante in quanto è evidente l’intento di trovare clienti addirittura nella nostra terra).Per chiudere la porta dopo che i buoi saranno scappati, sicuramente mi si dirà che è già allo studio qualcosa anche per ,…ma ormai i buoi saranno già in trentino…e resta comunque la questione di principio.
Quotidianamente acquisto  o leggo almeno 3 giornali, ma per tutte le festività natalizie e di inizio anno mi asterrò dal comprare il CORRIERALPI, augurandomi che altri bellunesi vogliano imitarmi con la speranza che il messaggio di biasimo giunga a chi di dovere per il dovuto ravvedimento….e un pensierino lo faccia anche chi investe in budget pubblicitari.
Paolo Bampo

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One comment
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  1. Siamo alle solite. Se proprio non vuole comprarlo, il Corrieralpi, non lo compri più. La fetta di turisti che va in montagna è, rispetto alle altre scelte di vacanza, piuttosto esigua. Ed è quindi più che giustificato che i nostri cugini del TAA vengano anche qui in provincia a rastrellare qualche presenza. Se la nostra provincia fosse “attrezzata” ed all’altezza dal punto di vista del marketing turistico e territoriale, i nostri cugini ci troverebbero sicuri “alleati” per dare insieme assalto ai turisti delle terme, piuttosto che a quelli che preferiscono le vacanza sui laghi o al mare. Ma così non è. I giornali, inoltre, stanno vivendo un generale crollo delle entrate pubblicitarie. Le pare possibile che in questo momento possano filosofeggiare come lei pretenderebbe?

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