Friday, 20 April 2018 - 08:59

Fuoco incrociato sulla proposta del presidente regionale dei farmacisti Bacchini

Dic 16th, 2009 | By | Category: Prima Pagina, Sanità
Roberto Grubissa presidente di Federfarma Belluno

Roberto Grubissa presidente di Federfarma Belluno

Nei giorni scorsi, il presidente dei Federfarma Veneto Maro Bacchini ha avanzato alcune ipotesi di servizi aggiuntivi per le farmacie del Veneto, come introdurre il ritiro delle analisi e alcuni controlli medici di base, con la possibilità di aiutare i pazienti nelle letture dei risultati, la somministrazione di farmaci particolari, ad esempio alcune cure antitumorali distribuite dalle aziende sanitarie locali, suggerendo infine la dotazione di defibrillatori da utilizzare in caso di emergenza. Le proposte, che avevano un occhio di riguardo con i pazienti, hanno però suscitato la chiusura dei rappresentanti provinciali del settore. “La farmacia non diventerà mai un supermercato, né un’anticamera del Pronto soccorso – tuona il presidente di Federfarma Belluno Roberto Grubissa – è il caso di precisare l’introduzione di eventuali nuovi servizi delle farmacie, che non sono però quelli dichiarati dal presidente di Federfarma Veneto. I farmacisti devono continuare a  fare i farmacisti, senza alcuna sovrapposizione con il ruolo dei medici. Le due figure devono agire in sintonia per tutelare la salute dei pazienti di fronte a nuove necessità, perchè li conoscono e sono loro vicini, ma le competenze sono indiscutibili”. “La diagnosi e la cura spettano al medico, la distribuzione delle medicine ai farmacisti: la legge di Stato dà queste funzioni ben precise, le competenze sono chiare – è il commento del presidente dell’Ordine dei medici di Belluno Umberto Rossa – altrimenti, sarebbe un’invasione di campo inacettabile. La diagnosi è compito del medico, come l’interpretazione dei risultati di analisi. Il farmacista certo può dare un consiglio, sempre con attenzione, perchè il rischio è creare false aspettative nel paziente, talora con la possibilità di disorientarlo”.

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  1. Le farmacie sono già da non poco tempo assimimilabili a supermarket: questo succede da quando ciascuna attività commerciale ha superato i propri limiti relativamente ai prodotti vendibili. In farmacia possso ad esempio acquistare altri prodotti che prima trovavo in erboristeria oppure in profumeria. Ricordo che nella mia antica farmacia di Strà, paese della provincia di Venezia, campeggiava una scritta :” Farmaca, venena est” Dal momento che il medico si affida unicamente alle analisi di laboratorio, il farmacista al medicinale prescritto e il paziente delegherà a estranei la cura di sè, il risultato sarà non solo la malattia, di per sè fatto fisiologico, ma anche l’alienazione da sè come ben sa anche il presidente della Federfarma di Belluno.

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