Friday, 20 April 2018 - 16:34

“Operazioni grottesche che avvelenano il Paese”

Dic 5th, 2009 | By | Category: Lettere Opinioni

TRA DIVIETI E DELIBERE CLIMA DI INTOLLERANZA CONTRO GLI STRANIERI
Papa Benedetto XVI ci ha ricordato che anche Gesù è stato migrante e profugo assieme ai suoi genitori.
Tolleranza doppio zero. E nessuna misericordia. Soltanto uso strumentale di ogni fantasia che passa per la testa. Frutto dell’insana politica di questi tempi. Paura e ossessione per la sicurezza ci hanno portato all’assurdo. Come a delibere ed emendamenti sparati a getto continuo contro gli stranieri, secondo il rito (ormai frusto) della provocazione, tra applausi fragorosi, per poi fare un passo indietro. Com’è accaduto per l’emendamento sulla cassa integrazione “speciale” (cioè dimezzata) per gli immigrati. Cosa già vista per le “classi separate” a scuola. Ma questo è un “gioco” molto pericoloso. Prima o poi, rischia di sfuggire di mano.
Anche la religione non è esente da strumentalizzazioni. Si distribuiscono crocifissi come fossero volantini di propaganda. Al tempo stesso, la croce non alberga più nei cuori. A Genova il presidio leghista per il crocifisso è finito in rissa. Sbagliato parlare di scontro di civiltà. Perché è anticristiano usare la croce per dividere o combattere. Quelle braccia allargate non escludono nessuno. Abbracciano l’umanità intera.
Alle provocazioni non basta rispondere con spallucce. Il vento che prima soffiava nelle pianure padane, ora spira nelle aule del Parlamento. Fa capolino tra gli emendamenti alla Finanziaria. Era prevedibile che accadesse. Così la proposta di dimezzare agli stranieri la cassa integrazione trova, purtroppo, consenso. Anche se il quotidiano cattolico Avvenire l’ha definita “aberrante”. Per molti, la solita logica: gli esseri umani non sono tutti uguali. Via così, da una discriminazione all’altra. Nel nome dell’interesse dei cittadini italiani. Forti del consenso popolare. Come se bastasse solo ciò. Anche Pilato s’appellò al popolo per condannare Gesù e liberare Barabba!
Chi discrimina non può atteggiarsi a difensore del crocifisso, quasi lottasse per la bandiera di partito. Difficile capire come si può essere a favore della vita, contro la pillola abortiva, e promuovere ridicole e grottesche operazioni, che stanno avvelenando il Paese.
Come la caccia agli extracomunitari con l’operazione White Christmas. O come il proliferare di delibere comunali che alimentano la fabbrica dell’intolleranza. Ormai non c’è più limite alla fantasia. Si va dal divieto di vendere kebab senza accompagnarlo da “polenta, brovada e musetto” in Friuli alla proibizione ai minori di settant’anni di sedersi sulle panchine a Pordenone. Dalla messa al bando del gioco del cricket a Brescia (perché praticato da pachistani), al bonus di 500 euro ai vigili per ogni clandestino scovato. Dal numero verde di Cantù per denunciare i clandestini, ai cartelli stradali di Varallo Sesia che vietano burka e niqab, come fossero un pericolo pubblico. Dal divieto di sposarsi a Cernobbio se prima i vigili non avranno accertato “la pulizia di muri e pavimenti” nell’abita-zione degli sposini all’assurdo dell’assegnazione dell’Ambrogino d’oro, a Milano, alla pattuglia di polizia urbana che va a caccia di irregolari, trattenendoli in un bus con le sbarre.
Stiamo scivolando verso il baratro. Pochi alzano la voce a segnalare il pericolo. Un clima di intolleranza si spalma nel Paese. Nell’indifferenza generale. Anche questa è emergenza etica. Al pari delle questioni bioetiche. C’è ancora, per fortuna, un baluardo nella Chiesa. Papa Benedetto XVI ci ricorda, opportunamente, che «Gesù stesso da bambino ha vissuto l’esperienza del migrante perché, per sfuggire alle minacce di Erode, dovette rifugiarsi in Egitto insieme a Giuseppe e Maria».
(da Famiglia Cristiana n. 49 del 6 dicembre 2009)

Share

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.