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La privatizzazione dell’acqua è cosa fatta. Regione e Comuni espropriati di un bene comune. Fistarol: «Conseguenze negative per i cittadini»

Nov 18th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Maurizio Fistarol senatore Pd

Maurizio Fistarol senatore Pd

«Ancora una volta il governo, con un atto di arroganza politica, mette la fiducia su un provvedimento così delicato e di pubblico interesse. In questo modo impedisce di apportare modifiche e miglioramenti e vuole neutralizzare la contraddizioni che ci sono nella maggioranza su questo tema». Così il senatore del Partito democratico, Maurizio Fistarol, a poche ore dal voto alla Camerasul decreto Ronchi, già approvato dal Senato, che contiene anche la contestata norma sulla liberalizzazione dell’acqua. «Oggi – ha dichiarato l’esponente del Pd – si consuma un atto, purtroppo non l’unico, a dir poco deplorevole, che avrà conseguenze molto gravi per il futuro di tutti i cittadini».
«politica dell’acqua al migliore offerente – ha continuato Fistarol – è stata arginata da un  emendamento del Pd, inserito nel testo. “L’acqua è di proprietà dello Stato”: poche parole che, però, riescono nell’impresa di limitare la mercificazione selvaggia voluta dal ministro Ronchi, ideatore del decreto. L’acqua non è una merce e, in base alla Costituzione, la titolarità della sua gestione è in capo alle Regioni e agli enti locali. Prevedere non la possibilità, ma l’obbligo entro 1 anno, di affidare a privati la gestione dei servizi pubblici vuol dire espropriare Regioni e Comuni del diritto-dovere di amministrare l’uso dell’acqua nell’interesse delle persone e delle comunità e apre la strada ad un monopolio privato nelle mani di tre o quattro multinazionali». «Una scelta – ha spiegato il senatore del Pd – che va contro l’interesse dei cittadini e che non è dettata, come falsamente sostengono governo e maggioranza, da norme europee. Una scelta tanto più grave nel caso del partito di Bossi e Calderoli che in Padania coi suoi sindaci si batte per l’acqua bene pubblico e a Roma prende decisioni ultraliberiste. Contraddizioni della Lega, ma anche del Pdl con gli amministratori che a dicono una cosa e i parlamentari a Roma che votano in un altro modo. Questo ingresso dei privati non aprirà la strada ad investimenti per migliorare il servizio. Agli inizi degli anni ‘90 il Comune di , sotto l’amministrazione Bressa, aveva indetto una gara per la gestione privata dell’acquedotto, a cui parteciparono i più grossi soggetti europei, ma la bloccò perché si rese conto che per i cittadini e per la stessa amministrazione era più conveniente una gestione comunale, anche avendo a disposizione poche risorse per gli investimenti. Nessuna pregiudiziale ideologica da parte nostra su eventuali presenze anche di privati – ha concluso Fistarol – ma questo precedente dovrebbe far riflettere».

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