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Solo un medico su tre si vaccina, e il business dei vaccini potrebbe fare un flop. Ma la Regione Veneto sostiene il vaccino

Nov 16th, 2009 | By | Category: Riflettore, Sanità

Qualche ragione ci dev’essere se solo un medico su tre ha dichiarato che si sottoporrà alla doppia vaccinazione contro l’influenza stagionale e suina. Il dato emerge dal sondaggio condotto dalla Fimmg (Federazione dei Medici di Famiglia) diffuso al Congresso di Santa Margherita di Pula (Cagliari) lo scorso ottobre. Su 2.158 medici che hanno risposto al sondaggio, solo il 32,90% ha dichiarato che si sottoporrà a entrambe le vaccinazioni. Il 35,27% non assumerà nessuno dei due vaccini.  Il 26,04% si sottoporrà solo a quello per la stagionale. E il 5,79% a quello contro il virus A della suina (vedi grafico a lato).  Oltre sei medici su dieci, dunque, secondo il sondaggio, hanno deciso di non proteggersi contro la nuova influenza.
Perché i medici non si vaccinano?
Molte ragioni le ha dette il dottor  Filippo Ongaro, direttore Sanitario dell’ Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging di Treviso, nell’intervista che trovate nella sezione gli “Speciali di Bellunopress”.
In rete si aggiungono sempre nuovi particolari. Come ad esempio le differenze tra vaccino commercializzato in Usa e la versione europea. La quantità di antigene virale nel vaccino statunitense siadi 15 microgrammi. Mentre per ottenere maggiori quantità di vaccino è possibile che la versione europea sia stata dimezzata a 7,5 mg. E poi  “caricata”  con un  “additivo”,  o adiuvante. In tal caso il forte sospetto è che sia stato usato l’oramai famoso MF59 a base di squalene. Noto per essere stato impiegato nei vaccini praticati ai soldati americani durante la Guerra del Golfo, per proteggerli dall’antrace. Solo che molti di quei soldati ritornati a casa hanno contratto la cosiddetta “Sindrome del Golfo” (GWS Gulf War Syndome), provocato dallo squalene presente nel vaccino. Non basta. Nel vaccino europeo c’è un altro inquietante timore, ossia quello che sia stato impiegato anche il Tiomersale. Si tratta di un composto a base di mercurio che si è reso responsabile di patologie a carattere neurotossico (come l’autismo).

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