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Indagini all’Istituto Codivilla Putti di Cortina: si muove anche la Regione

Ott 30th, 2009 | By | Category: Prima Pagina, Sanità

C’è una prima, immediata, reazione della Regione del Veneto alla notizia dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai vertici e ad alcuni professionisti dell’Istituto Codivilla Putti di Cortina d’Ampezzo, sede di sperimentazione gestionale mista pubblico-privato, con le ipotesi di reato di truffa (2,8 milioni di euro ai danni del Servizio sanitario nazionale) e falso in concorso. In una lettera a firma del Segretario Regionale e Sociale Giancarlo Ruscitti (nella foto), inviata oggi al Direttore Generale dell’Ulss 1 di Belluno, si invita tra l’altro Ermanno Angonese ad attivare ogni azione utile e necessaria a tutela degli interessi dell’Ulss 1 e della Regione. La lettera sottolinea anche il ruolo che la Regione riveste nei confronti delle strutture sanitarie sede di sperimentazione gestionale all’approssimarsi della loro scadenza, e ricorda che, con delibera 1314 del 5 maggio 2009, la Giunta regionale ha disposto la nomina di un gruppo di esperti per l’analisi della situazione, che dovrebbero concludere il proprio lavoro entro il prossimo mese di novembre.

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  1. al Codivilla Putti dopo l’intervento di ortopedia eseguito su mio padre mi sono chiesto se fosse sempre necessario l’uso del “Diazepam (Valium), l’effetto sul fisico debole di mio padre è stato deleterio. Nonostante l’invito del sottoscritto a non usare quel farmaco su mio padre, un infermiere, di notte, senza la presenza del medico di guardia, somministrava il Diazepam,la dottoressa sulla consegna aveva evidenziato di sospenderlo. Credo che quel farmaco in quella clinica venga usato spesso, dopo quindici giorni di ricovero mio padre non stava in piedi nonostante l’intervento fosse riuscito bene,dormiva quasi sempre, si svegliava vittima di allucinazioni, perchè l’effetto del farmaco si attenuasse ho dovuto telefonare personalmente al medico di guardia spiegando che non era il caso di continuare con l’uso di quel farmaco su quel tipo di paziente. Alla fine di agosto dell’anno 2008 ho dovuto caricarmi in macchina mio padre, lui non si è più ripreso.