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Per la “Carta di Parma” il sindaco Antonio Prade incontra Roberto Maroni

Ott 13th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Lo scorso anno, a Parma, si erano svolti gli incontri di alcuni Sindaci di Città capoluogo di Provincia con il Ministro dell’Interno Roberto Maroni: gli incontri erano sfociati nella sottoscrizione della “Carta di Parma”, un documento con il quale molti Sindaci e il Ministro  si impegnavano ad un costante confronto sui temi della sicurezza urbana. Domani, 14 ottobre, avrà luogo, sempre a Parma, un nuovo incontro. Anche questa volta saranno presenti molti sindaci di Città capoluogo – tra essi il sindaco di , Antonio Prade – e lo stesso ministro dell’Interno, Roberto Maroni. L’incontro servirà per fare il punto della situazione dopo l’entrata in vigore della legge 94/2008 che consente ai sindaci di adottare ordinanze su svariati aspetti della sicurezza cittadina. Infatti, alla luce della esperienza sul territorio, verranno affrontati temi quali la repressione della vendita di bevande alcoliche su arre pubbliche, la nuova disciplina della polizia locale, le sanzioni per l’occupazione abusiva di edifici pubblici o privati disabitati, alcuni aspetti del potere di ordinanza e così via. “Noi sindaci non abbiamo mai pensato che la sicurezza sia un semplice problema di polizia” – ha detto il sindaco di , Antonio Prade. “La sicurezza dei nostri concittadini, invece, è una questione complessa che richiede soluzioni altrettanto complesse. Lo scorso anno abbiamo chiesto al ministro Maroni, assieme a nuovi strumenti utili per per contrastare comportamenti che procurano allarme sociale, anche quelli per prevenirli. Il nostro obiettivo è quello di lavorare per l’inclusione sociale, per sconfiggere le situazioni di degrado. Infatti noi pensiamo che la qualità della vita e dei rapporti fra le persone che vivono nelle nostre comunità, la coesione sociale, l’integrazione e un sistema giudiziario efficiente siano elementi fondamentali per garantire la sicurezza di una comunità. Non c’è sicurezza senza integrazione e non c’è integrazione senza sicurezza”.

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