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In mostra a Istanbul libro antico del medico bellunese Andrea Alpago

Ott 10th, 2009 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina
la Moschea blu di Istanbul

la Moschea blu di Istanbul

E’ attualmente in corso a Istanbul, presso il Museo di Arte turca e islamica nel centralissimo quartiere di Sultanhamet, proprio di fronte alla famosa Moschea blu, la mostra bibliografica “Plurality in unity”. L’esposizione, promossa dal Ministero per la Cultura della Turchia, con la collaborazione del Museo, presenta per la prima volta al pubblico molti capolavori dell’arte della miniatura orientale, codici, manoscritti e volumi antichi a stampa, atlanti e disegni, portolani e tessuti che riflettono un lungo periodo storico che va dal XII al XIX secolo. Obiettivo della mostra è valorizzare oggetti d’arte della cultura islamica, cristiana ed ebraica, facendo conoscere le molteplici relazioni culturali e scientifiche, intercorse tra Occidente e Oriente. Si tratta di una delle molteplici iniziative del governo turco per favorire gli scambi con i paesi europei e avvalorare la propria domanda di ingresso nella Comunità europea. Tra le preziosità esposte, provenienti dal Museo di Santa Sofia, dal palazzo di Topkapi, dal Museo etnografico di Ankara, dalla Biblioteca universitaria di Instanbul e da istituzioni internazionali quali la British library o la Bibliotehéque nationale de France, si trova anche la riproduzione digitale (realizzata dalla ditta Paolo Mauro) dell’opera del bellunese Andrea Alpago “Avicennae Arabum medicorum principis, Canon medicinæ. Quo uniuersa medendi scientia pulcherrima, & breui methodo planissime explicatur. Eiusdem De viribus cordis. De remouendis nocumentis in regimine sanitatis. De syrupo acetoso. Cantica. – Venetijs : industria ac sumptibus Iuntarum, 1608 (Venetijs: apud Iuntas, 1608). – [52], 982 p.” la cui copia originale è conservata presso la Biblioteca civica di . La richiesta di collaborazione era stata avanzata dai curatori della mostra tramite l’ambasciata turca in Italia, interessata alla riproduzione del volume perché rappresenta un esempio concreto di uno dei molti casi di incroci culturali tra i due mondi. L’umanista e medico bellunese Andrea Alpago ( 1460 – Padova 1522) tradusse, infatti, dall’arabo al latino una delle più importanti opere del celebre medico, filosofo, matematico e fisico persiano Avicenna. uestL’opera dell’Alpago ebbe grande fortuna, divenendo testo fondamentale per la preparazione professionale dei medici e veicolo della diffusione della cultura scientifica araba in occidente, tanto da essere studiato in diverse facoltà di medicina europee, addirittura fino ai primi decenni del 1800.

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One comment
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  1. Un vero peccato realizzarlo in digitale. Anche altri musei hanno dei libri preziosi che vanno salvaguardati. A questo proposito hanno prodotto dei fantastici fac simile, con carte e legature preziosamente riproducenti loriginale, sia per essere esposti e consultati che per metterli in vendita e ripagare le spese..