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Napoleone e Belluno nel libro di Rita Da Pont venerdì 25 settembre a Cirvoi

Set 22nd, 2009 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

1797. L’addio a Venezia, Napoleone e la prima unificazione della provincia di ” venerdì alle 20 in sala della Cooperativa di Cirvoi (sopra il bar). A duecento anni dalla nascita della Provincia di , proclamata per la prima volta nel 1797, una nuova pubblicazione tutta bellunese offre un contributo storico importante per comprendere nel quadro generale dell’Europa dalla fine della “Serenissima” all’avvento di Napoleone e le idee della rivoluzione francese ripercorrendo la genesi dell’attuale ordinamento politico-amministrativo provinciale. “ 1797” (edizioni Momenti Aics, 266 pagine, 25 euro) è il libro di Rita Da Pont che giunge finalmente a colmare una persistente lacuna storiografica di carattere divulgativo, raccogliendo e proponendo materiale storico-documentale e fotografico di diversa provenienza (ci sono molte fonti inedite) relativo a quel periodo a cavallo di due epoche e ricco di fermenti sociali e intellettuali, nella veste editorialmente molto curata di un agile e “intrigante” trattato di storia locale. Il volume, presentato una prima volta a Villa Patt di Sedico in occasione del bicentenario della Provincia bellunese, è stato inoltre oggetto di un incontro organizzato dall’istituto Itis Segato con l’autrice Rita Da Pont (insegnante di Lettere) la quale ha offerto la sua guida all’organizzazione e alla comprensione del testo e della materia e ripercorso le tappe di questo  progetto editoriale dell’Aics ideato da Gianmoreno Gambaretto, e a cui hanno partecipato Enrico Valmassoi, Davide Capponi, Gaetano Botter e Samuele Polentes.
Durante la prima campagna d’Italia, iniziata nel 1796, Napoleone contribuisce a cambiare il volto politico della penisola. In questo contesto si inserisce la caduta di Venezia, il 12 maggio 1797 e si conclude il dominio della Serenissima su tutta la Terraferma veneta e lombarda.
Il libro, nell’ambito di questo quadro, si  sofferma ad analizzare una realtà periferica come quella bellunese, delineando il profilo dei protagonisti, indagandone il ruolo pubblico, senza dimenticare la dimensione privata.
La ricerca, oltre alle dinamiche sociali, intende evidenziare  il volto nuovo del potere, le connessioni e i conflitti di competenza tra gli organismi politico-amministrativi,   le debolezze e le fatiche di una generazione che, archiviando la Serenissima, deve fronteggiare l’emergenza di un’occupazione militare ed elaborare un nuovo modello di stato.
Queste ed altre problematiche sono affrontate senza perdere di vista la grande storia, quella che, sulle speranze poi deluse dal trattato di Campoformido, vede proiettarsi l’ombra del generale Bonaparte, vero dominatore della scena politica italiana nel 1797.
(La ricerca si avvale della documentazione ufficiale dell’epoca, delle cronache, dei fondi notarili, dei registri parrocchiali, sempre tenendo presenti le fonti storiografiche generali)
Note sull’autrice
Rita Da Pont, nata a Belluno, insegna Italiano e Storia. Dopo la laurea, conseguita all’Università di Padova, ha continuato ad occuparsi di storia locale, con  una spiccata predilezione per gli aspetti relativi alla seconda metà del Settecento.

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8 comments
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  1. Stà signora la starave ben tacada par i pìe in sù, su ‘na bricola co l’aqua bassa e spetar che l’aqua cressa!!!
    Se me dè un indirisso ve mendo mi un libro su chel cancaro de napoleone e sul processo che ghe gavemo fato nel 2003!
    Ghe jera un Giudice de Corte Costitussional, el Procurator de Treviso Fojadelli e tanti antri avocati famosi, e più de 20 testimoni.
    El processo se gà svolto in sala del Consiglio Provincial par 4 udiense e l’ultima in palasso Ducal!
    Se la vol ferse ‘na VERA cultura, ghe mando volentieri i ati del processo co l’elenco de parte de le rapine del cancaro napoleon!
    Gigio Zanon

    (son de origina Pagota, ma spero che i Belumat no i sìa tuti come sta siora…. Almanco MI NO LO SON!)

  2. Mi dispiace non lo comprerò!!
    E sconsiglio a chiunque di spendere un solo centesimo per l’ennesimo libro che dipinge Napoleone ed il suo branco di lupi affamati come un salvatore, nascondendo invece tutte le malefatte subite dai veneti in quegli anni
    Il periodo 1797-1815 è stato per i Veneti uno dei peggiori periodi della storia, forse anche di più delle due guerre mondiali e della guerra di Cambray. Solo che lo stato italiano essendo figlio dello stato giacobino francese ha dovuto nascondere e tacere le malefatte e le enormi ruberie della soldataglia francese.

    Perché la signora Rita Da Pont, con un cognome tipicissimo nord-veneto, non dedica il suo prezioso tempo a studiare il 1809, le vaste e profonde insurrezioni popolari antinapoleoniche invece che ripetere come un pappagallo le fantasiose tesi giacobine-italiote.
    Farebbe sicuramente un grande servizio alla sua patria e, soprattutto, alle migliaia di giovani martiri assassinati o giustiziati con processi farsa da tribunali militari illegittimi. Ricordi signora Da Pont, che sono migliaia i nostri antenati ignoti, dimenticati e cancellati dalla storia per non turbare i rapporti dei savojardi con i francesi, e sono la ad spettare che qualcuno vada a cercare i loro nomi e a fissarli nelle lapidi ai caduti di tutte le guerre, per poterne ricordare la memoria
    Sono Eroi, partigiani martiri di due secoli fa. LI DOBBIAMO RICORDARE, e dobbiamo anche ricordare chi è stato il loro carnefice.

  3. Basta con le apologie a Napoleone, era un infame sanguinario e ladro. Altro che Libertè Egalitè Fraternitè.

  4. 1) Bisognerebbe sempre tenere presente la differenza che c’è tra le idee e le persone. Se no va a finire come con Mussolini, attaccato per i piedi dallo stesso “popolo bue” che fino a poco prima lo osannava. C’è sempre il rischio insomma che la storia si ripeta.
    2) Ci si augura che queste feroci critiche all’autore siano susseguenti alla lettura del libro, che ha un carattere del tutto storico-scientifico, non è un’apologia di Napoleone, è ricco di informazioni interessanti e inedite ed è privo di qualsiasi ideologia a titolo personale.

  5. Paexe TV 23-09-09
    Mi meraviglio che ancor oggi si continui a seminare BUGIE storiche per continuare a far gli italioti riempendoli di SOTTOCULTURA. Daltronde chi ha fatto l’italia..?? LORO, E LORO HANNO I LORO MILITANTI CHE FANNO DA PULPITANTI.
    Semplificando: sono i figli della DISTRUZIONE FRANCESE E NON SOLO.
    QUINDI, i loro ora NIPOTI, ci raccontano, spacciandosi per intellettuali, cosi’ pensano di avere il pulpito piu’ alto, il che e’ tutto da vedere su che basi poggia… dicevo, ci raccontano la storia FALSA SE NON MANOMESSA A PRO DI UNA FITTIZIA VERITA’.
    Certo, pochi hanno la verita’ ma esaltare le truppe francesi ed il suo capo, per carita’ cristiana almeno, STATE FERMI..! Non dite e non scrivete nulla, per favore. O LA VERITA’ DEI FATTI E BASTA.
    Ma si sa, si va sempre appresso a chi comanda specie quando non si ha un lavoro vero. Facendo o esercitando il mestiere del PULPITANTE, si deve stare col potere perche’ cosi’ facendo la strada e’ in discesa… e sappiamo che l’italia fu fatta da quel potere e scrivere bene di lui si pensa di fare cultura e storia soprattutto e quindi successo.
    Un vero intellettuale dovrebbe avere una preparazione tale da avvicinarsi molto alla VERITA’ DEI FATTI. Per l’appunto. Solo cosi’ e’ CULTURA E STORIA VERA.

    IMPARIAMO A LEGGERE I FATTI PER NON SOCCOMBERE.
    NON PER AVERE RAGIONE. MA SOLO PER NON SOCCOMBERE. (LGB)
    MAI COMPRERO’ LIBRI DI QUEL TIPO..!!!
    LA SCUOLA ITALIOTA HA OMESSO MOLTO DELLA STORIA DEI VENETI; E LA LORO GLORIA E COME FURONO DERUBATI SIA DELLA LIBERTA’ CHE DEI VALORI CULTURALI E VENALI.

    HA ESALTATO SOLO GLI ALTRI, come l’impero romano, che pe magna’ ne ha combinate di cotte e mangiate; come gli eroi dei due mondi e dei due stati, francese e savojardo. NON CI SI PUO’ ASPETTARE NULLA DI VERO DA ESSA.
    Con questi presupposti, cavolo se siamo ROVINATI..!!!
    Abbasso napoleon… e chi ci tradisce… e viva la Serenissima Repubblica Veneta, speriamo indipendente presto.

    Con i miei piu’ cordiali saluti.
    LuigiB

  6. Non capisco ‘sta acredine cosa mai c’e’ scritto su questo libro mi chiedo se l’avete letto… Provate ad argomentarne alcuni passi e vediamo se c’e’ “l’apologia a Napoleone” e cmq venerdì alle 20:00 c’e’ l’autrice…ma è più facile criticare dietro un monitor.

  7. Momenti AICS Editore è un’Associazione di promozione sportiva e culturale che tra le sue
    attività edita libri con lo scopo di offrire un contributo al panorama culturale del nostro Paese.
    Un occasione culturale di dibattito che consenta, come in questo caso, di conoscere
    meglio il nostro passato per meglio capire il presente ed attrezzarci per il futuro.
    Tra le nostre pubblicazioni segnalo “1902 – 2002 Un secolo all’ombra – Crollo e
    ricostruzione del campanile di San Marco” unico libro edito in Italia per il centenario del
    noto fatto. Occasione per scrivere di Venezia e in particolare del mirabile sviluppo architettonico
    della Piazza San Marco simbolo della magnificenza della “Serenissima”.
    In entrambi i casi, parafrasando il ciclismo, non abbiamo voluto “tirare la volata a nessuno”
    ma abbiamo fatto la nostra onesta “corsa culturale” giungendo con il gruppo di coloro che
    cercano di dare un contributo.
    Volevo rassicurare tutti i “simpatici criticoni” che in entrambi i casi i libri sono esauriti.
    Possiamo quindi dedurre che i migliori giudici sono proprio i cittadini che i libri li leggono.
    Cordiali saluti
    il presidente AICS
    Enrico Valmassoi

  8. Sono d’accordo con Valmassoi e vorrei aggiungere che i “simpatici criticoni”, che manco hanno letto il libro, ma sono abilissimi a costruirsi un film di verità inoppugnabili, hanno ragione a contestare “l’egalitè” e la “libertè” visto che i loro stessi interventi non contemplano questi pilastri basilari della Democrazia.