Thursday, 18 July 2019 - 19:16

La bottega dell’arte: sarà il voto del pubblico a premiare la migliore scultura su legno

Set 7th, 2009 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Da oggi, fino a sabato 12 settembre quattordici scultori di livello internazionale animeranno con la loro creatività il centro di Cortina d’Ampezzo.Per la prima volta la manifestazione ospita artisti del ferro, della pietra e dei materiali sintetici. Accanto alle sgorbie, lungo la famosa via dello struscio, arrivano la forgia e la saldatrice.
Cortina d’Ampezzo, 7 settembre 2009_ Si apre oggi, lunedì 7 settembre, con l’incontro con la stampa alle ore 18.00 presso l’Hotel Ancora “La Bottega dell’arte”, la sei giorni dedicata alla scultura che trasformerà il centralissimo Corso Italia di Cortina d’Ampezzo in un’unica, grande bottega d’arte a cielo aperto.
Dopo l’ottimo riscontro di pubblico e di critica dello scorso anno, la kermesse, che si sta imponendo come un appuntamento fisso dell’estate ampezzana, si arricchisce di nuovi stimoli e nuove idee. Tante le novità dell’edizione 2009, a partire dal coinvolgimento dei commercianti del centro cittadino, che diventano parte integrante dell’evento, ospitando all’interno delle vetrine dei propri negozi le opere dei partecipanti al simposio. Inoltre, per la prima volta, la storia, la tradizione, la passione e l’ingegno dell’antica arte della lavorazione del legno si fondono alla fantasia, alla tecnica e all’abilità nell’uso di nuovi materiali quali ferro, pietra e roccia artificiale. La manifestazione infatti sarà divisa in due sezioni, una dedicata alla scultura in legno l’altra alla scultura in pietra, ferro ed altri materiali. Anche per l’edizione di quest’anno la formula prescelta per “La Bottega dell’arte” è quella della estemporanea a tema libero e non della competizione con premio finale. L’unico premio sarà quello di gradimento, attribuito dal pubblico che potrà votare la scultura preferita attraverso delle schede da consegnare nell’apposita urna in Piazza Venezia entro le ore 17.00 del 12 settembre: la premiazione sarà effettuata alle ore 18.00 presso la Conchiglia di Piazza Venezia. Grande plauso va a Eddy Demenego, ideatore, curatore della manifestazione e fonte inesauribile di idee.
I protagonisti
Quattordici artisti, invitati dopo un’attenta e scrupolosa selezione, parteciperanno all’evento, realizzando le loro opere sotto gli occhi del pubblico.
LEGNO

ANDREA ALBERTI
37 anni – Vive e lavora a Cortina d’Ampezzo
“Sono legato al figurativo, preferisco le forme riconoscibili. Per le mie opere mi ispiro alla natura, una grande maestra; certi effetti di plasticità, di chiaroscuri, si ottengono solo studiandola con attenzione. Lo stesso vale per il movimento: una volta rispettati i principi e i criteri che lo regolano, questi diventano fluidi, soprattutto “naturali” anche quando sono fissati in una scultura. Mi è capitato di scolpire nel legno l’acqua e le nuvole, dei quali ho cercato di riprodurre il moto e la dinamica. Le più grandi sculture del mondo sono quelle prodotte dalla natura. Quando lavoro sul tronco lo sfrutto completamente, cerco di tirare fuori quello che vedo dentro. Non uso colori, non taglio e non riassemblo porzioni di pianta. La mia è anche una ricerca di contenuti, dietro alcune opere, ad alcune strutture, ci sono motivazioni profonde”.

FABIANO DE MARTIN TOPRANIN
25 anni – Vive e lavora a Padola di Comelico
“Mi piace giocare con le forme, cerco il paradosso, un gioco fine, sottile, scherzoso e simbolico”. Un esempio? A gennaio, con altri artisti del GaBLs, ho partecipato a una mostra dal titolo “Animal Mirrors”, animali allo specchio. Ho fatto un coniglio assassino. Da dietro sembrava una nuvoletta bianca, davanti un killer con le fauci spalancate, insanguinate”.

FRANCO VERGERIO
64 anni – Vive e lavora a Lentiai
Riferendosi al suo stile, Franco Vergerio dice di essersi inspirato inizialmente a Henry Moore “per la sua capacità di fondere insieme la figura umana e la natura”, anche se la sua attenzione è più orientata alla “ricerca degli equilibri e dell’armonia dei soggetti” più che dei temi da rappresentare: “Cerco di appagare l’occhio. Il mio. La scultura mi deve soddisfare visivamente: ricerco la forma pura”. Ho incominciato con il figurativo e sono arrivato all’astratto, ma tengo sempre in considerazione la figura”. I materiali? “Il legno. Ma anche il bronzo e la terracotta”.

KURT WIERER
58 anni – Vive e lavora a Monguelfo
Alla domanda: “da quanto tempo scolpisce?” Wierer risponde senza pensarci troppo: “Da sempre. La mia è una passione che viene da lontano. Le manifestazioni come “La Bottega dell’Arte” sono molto importanti, sono gli unici momenti nel corso dell’anno in cui ho l’occasione di scolpire come voglio, di fare quello che sento e che mi piace, a prescindere da committenti e dal mercato. E poi c’è poco da dire: le opere che nascono in queste situazioni, tra amici con stili e linguaggi artistici diversi, sono più ‘fresche’, non si perde tempo a curare il dettaglio, non si torna a limare le sbavature, le sculture sono più vere, meno leccate. Meno dettagli, più incisività, più forza”.

HEIDI LEITNER
41 anni – Vive e lavora a Terento
Ciò che caratterizza Heidi Leitner è un vasto spettro tematico che però si riduce ad un comune denominatore. Ogni creazione artistica per Heidi Leitner rappresenta una manifestazione dettagliata e minuziosa delle sue osservazioni. Cerca di guidare l’occhio dell’osservatore su irregolarità e incrinature dell’apparente “struttura esteriore”. La sua visione artistica sta nel creare uno spazio sociale immaginario in cui Heidi Leitner assieme al suo pubblico si incontra in un dialogo.

MARCO NONES
41 anni – Vive e lavora a Cavalese
C’è una fotografia che ritrae il Dalai Lama mentre stringe tra le mani una piccola scultura. Sua Santità sorride. Di fronte un uomo, un’artista, l’autore dell’opera, intitolata “Speranza per il Tibet”: Marco Nones. L’immagine rappresenta una potente sintesi dell’attività artistica di Nones, che ruota attorno alla rappresentazione del Sacro. Non solo i soggetti rappresentati da Nonessono oggetto di ricerca, ma lo è anche il legno utilizzato per le sculture (radici di pino cimbro d’alta quota), che l’artista cerca personalmente in montagna e in cui “costringe” poi le sue immagini. Pochi i soggetti profani.

PAOLO FRATTARI
46 anni – Vive e lavora a Cerveteri
“Sotto la presenza etrusca – spiega Frattari – ci nasci, non la capisci ma ce l’hai dentro, senza accorgertene. È talmente radicata in te che inconsapevolmente arrivi ad essere attratto da altro. Io ero attirato dall’arte contemporanea, da Modigliani, per esempio. Ma la mia base è sempre stata il figurativo, il classico. Non riesci a spostarti verso l’astrazione. Guardi alla Grecia, all’arte classica e tutto ciò diventa il tuo imprinting. Eufonio, massimo pittore greco dipinge in Etruria”.

ROBERTO MEROTTO
41 anni – Vive e lavora a Falzè di Piave
Nelle sculture di Merotto la donna ha un ruolo centrale. Una ricerca che spinge l’artista ad analizzare il femminile – “principio generatore universale” – in tutte le sue complesse dimensioni simboliche. Che sia la “Dea Madre” primigenia, la “Venere” del mondo classico, o la donna “reale e surreale” dell’età contemporanea, al femminile è affidato sempre il compito di rigenerare la vita del genere umano. A seconda del suo stato d’animo, lo scultore fissa nel legno le qualità di madre o ne fotografa la bellezza fisica, il movimento flessuoso, il candore. Non mancano le rivisitazioni in chiave contemporanea di temi classici.

ROBERTO NONES
35 anni – Vive e lavora a Capriana
“Lavorare il legno è una terapia: un modo di stare bene con me e con gli altri”. I simposi consentono all’artista di scolpire in compagnia e di riscaldare l’atmosfera a suon di musica. “Suono la fisarmonica: la musica è sempre accanto a me, mi accompagna dappertutto”.
Così l’artista definisce il suo stile scultoreo: “Naturalistico, anatomico. Cerco di modificare le forme senza arrivare all’astratto. Le forme libere hanno bisogno di grandi significati per essere interessanti. Poi i temi religiosi, l’arte sacra, senza cadere nel bigottismo. La mia rappresentazione della Sacra famiglia? Una famiglia normale, legata dall’amore”.
SILVANO FERRETTI
60 anni – Vive e lavora a Chatillon
Ferretti scrive con la sgorbia per raccontare le storie della sua terra, la Valle d’Aosta. “Racconto la fatica del lavoro e dedico le opere alle nuove generazioni. Devono conoscere la vita dura dei vecchi e devono ricordarla”. Ai tronchi, al tutto tondo “che finisce lì”, l’artista predilige i pannelli “perché permettono una maggiore capacità descrittiva”. Ho lo spirito libero dell’autodidatta, per me la scultura non è un lavoro. Faccio solo quello che sento”. E in quel sentire, trova spazio la rappresentazione delle emozioni e dei ricordi: la montagna come la vive e come l’ha vissuta lui.
FERRO BATTUTO, FERRO ASSEMBLATO, PIETRA E ROCCIA ARTIFICIALE.

BRUNO CORRIANI
44 anni – Vive e lavora a Lentiai
È un esplosione di allegria la voce di Corriani, mentre al telefono descrive la sua attività con una bella parlata fresca e genuina. “Io un’artista? Beh, piuttosto una figura artigianale. I miei sono oggetti di arte applicata: lampade, candelieri, letti, inferiate e tutto quello che ruota nel campo del ferro battuto artistico”. Tutti considerano gli oggetti che realizza e che nobilitano le collezioni di mezzo mondo, come artistici, mentre lui che li pensa, li disegna e li crea si sente una figura artigianale.  A Cortina porterà la forgia, l’incudine e tanto carbone per fare oggetti di arte applicata.

MARIO PADOVANI
35 anni – Vive e lavora a
Non c’è il legno nel suo Dna artistico, ma soprattutto il metallo. Che forgia, salda, fonde. Che piega e ridisegna sull’incudine, che addomestica con il cannello e la saldatrice o che costringe liquefatto dentro le forme dei calchi. Metallo nobile di fusione o ‘vile’ perché riciclato da ferraglia. “Immondizia della nostra società che recupero e valorizzo attraverso opere figurative. Utilizzo gli oggetti più impensabili che assemblo insieme. Alcuni li rimodello, cambiandone la forma, altri li lascio riconoscibili per il divertimento di chi osserva l’opera”. Di questo genere sarà la scultura che realizzerà nel simposio di Cortina. Un critico, così descrive lo stile e l’attuale produzione artistica di Padovani: “E’ uno scultore dall’immaginario surreale, nutrito di cultura cyber-gotica e, al tempo stesso, filologicamente attento alla lezione dei maestri classici. Le sue originali fusioni metalliche sono il frutto di una profonda riflessione sulle figurazioni di una contemporaneità postmoderna e di un vivace sperimentalismo, che lo porta ad utilizzare svariate tecniche di lavoro febbrile, talvolta inedite”.
MARCELLO MARTINI
58 anni – Lavora a Cimolais
“La passione per la scultura penso mi sia stata tramandata dal mio bisnonno Domenico Martini detto ‘Vif’: era uno scalpellino. Molti dei suoi manufatti sono stati realizzati per le chiese, case di abitazione, fontane, piazze e monumenti. Io iniziai a cimentarmi con la scultura nel 1983 come autodidatta, usando alcuni dei suoi attrezzi rimasti nella soffitta. Percorrevo in lungo e in largo i greti dei torrenti della Valcellina alla ricerca di massi da portare a casa dove potevo sperimentare e dare sfogo a questa nuova passione, ma già dalle prime martellate capii che, se volevo scolpire qualcosa di bello con la pietra, dovevo disporre di utensili in acciaio di buona qualità e temprati nella giusta maniera altrimenti, le punte e i taglienti si sarebbero arrotondati dopo i primi colpi. Mi costruii una rudimentale forgia a manovella e dopo numerosi tentativi riuscii a capire quando era il momento giusto per immergere la punta rovente nell’acqua per ottenere la durezza ottimale e quindi intagliare la pietra senza particolari difficoltà. A quel punto capii che avrei potuto scolpire qualsiasi cosa nella pietra. Da quel giorno, ogni volta che ne osservavo una vedevo qualcosa o qualcuno imprigionati all’interno di essa”.
ANDREA GASPARI
48 anni – Lavora a Cortina d’Ampezzo
All’interno di parchi acquatici, parchi divertimento e centri benessere SPA, dove lavoro da moltissimi anni, sempre più diffuso è l’uso della roccia artificiale che riesce a creare ambientazioni scenografiche sorprendenti, con un realismo che spesso confonde lo spettatore. Questi effetti vengono ottenuti con l’uso di pannelli prestampati in negativi siliconici presi su rocce vere. Adattati su un telaio metallico, assemblati, stuccati e colorati manualmente, danno la possibilità di avere delle rocce in posizioni e forme che si adattano a qualsiasi esigenza. Possono essere completate con incisioni, luci e giochi d’acqua. Possono però servire anche come materia per realizzare sculture o installazioni. Come quella che inventerò a Cortina.

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2 comments
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  1. Molto interessante. Si potrebbero pubblicare su internet le foto delle opere artistiche finite.

  2. Con riferimento ad alcuni vs articoli in materia di scultura su legno, vi segnalo che con piacere io e la mia famiglia abbiamo avuto modo di conoscere in questi giorni le sculture di ANDREA ALBERTI, che lavora a Cortina: si tratta di un artista di pregio, capace di esprimere opere notevoli, frutto di elevata preparazione e creatività.

    Da anni cerchiamo di realizzare un turismo di qualità, muovendoci in Italia con la famiglia in cerca di approfondire le realtà locali negli aspetti culturali, artistici, enogastronomici e naturalistici.

    Vi scriviamo, per far si che il Cadore debba comportarsi come una brava madre con i propri figli: incoraggiandoli a realizzare il meglio delle proprie capacità offrendo loro uno spazio dedicato per creare.

    I migliori saluti.

    Francesco Regazzo
    (Roma)