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martedì, Agosto 11, 2020
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Illuminazione pubblica: già monitorati 53 Comuni bellunesi

Quanta energia consuma la pubblica illuminazione? Quanti sono e dove si trovano i lampioni? Quali lampade si accendono per illuminare la strada, l’incrocio o il marciapiede? E’ possibile ridurre i costi ricorrendo a lampade a basso consumo energetico? Sono questi alcuni degli interrogativi che accompagnano le rilevazioni del Consorzio Bim Piave, effettuate al momento in 53 dei 69 comuni bellunesi. I dati raccolti serviranno a tracciare un quadro generale dell’illuminazione pubblica in provincia e saranno inseriti nel sistema informativo territoriale che già contiene cartografie e altre informazioni significative. D’altro canto, i numeri in gioco sono importanti. La pubblica illuminazione, infatti, costa ai bellunesi circa tre milioni di euro all’anno. Per permettere ai Comuni Bellunesi di risparmiare, il Consorzio Bim Piave, su mandato dei sindaci, ha stanziato, già nel bilancio del 2008, un fondo a valenza triennale di 500 mila euro, destinato appunto all’acquisto di lampade a basso consumo energetico. I contributi sono assegnati secondo una apposita graduatoria che tiene conto dei contributi che ciascun comune ha già ottenuto dall’ente. La priorità è data perciò a chi, in questi anni, ha avuto meno. I Comuni interessati dovranno presentare la domanda indicando l’ubicazione dei punti luce, la tipologia delle lampade attualmente utilizzate e quella delle lampade che si intendono installare, il risparmio atteso, i tempi di avvio e di conclusione dell’intervento e il suo costo complessivo. La spesa sarà a carico del Consorzio Bim Piave per il sessanta per cento e dei Comuni per il rimanente quaranta. Saranno ammessi a contributo soltanto gli interventi per i quali i Comuni richiedenti, singolarmente o in forma associata, abbiano preventivamente acquisito l’effettiva possibilità di ottenere le provvidenze relative ai Titoli di Efficienza Energetica (TEE), attraverso l’individuazione di una ESCO (Energy Services Company), ai sensi dei Decreti del Ministero delle Attività Produttive del 20.07.2004. L’assegnazione dei contributi avverrà a seguito della presentazione di specifica richiesta da parte dei Comuni consorziati, corredata di una scheda progettuale che evidenzi chiaramente la tipologia dell’intervento. La richiesta deve necessariamente contenere chiara indicazione dell’ubicazione dei punti luce interessati dall’intervento, della tipologia delle lampade e degli apparati attualmente utilizzati e tipologia di lampade e apparati sostitutivi che si prevede di installare, del risparmio atteso a seguito dell’intervento in termini di kWh annui, dei tempi di avvio e di conclusione dell’intervento e del costo complessivo. Per accedere ai finanziamenti è dunque necessario avere un quadro complessivo della situazione della pubblica illuminazione. Per permettere una concreta operatività del progetto sono stati realizzati i rilievi di tutta la rete della pubblica illuminazione presso 53 comuni bellunesi. «Attualmente – spiega il Presidente Giovanni Piccoli – l’illuminazione pubblica del bellunese brucia all’incirca diciasette milioni di kWh ogni anno. Con questa azione contiamo di sostituire circa seimila lampade, con un risparmio stimato in 270 mila euro all’anno, con un minor consumo di energia di poco più di 1.500.000 kWh/anno, quale si otterrebbe, ad esempio, mediante l’installazione di circa diecimila mq di pannelli fotovoltaici».
I Comuni Bellunesi in cui si è già conclusa la rilevazione sono: Alano di Piave, Alleghe, Agordo, Auronzo di Cadore, Borca di Cadore, Calalzo di Cadore, Canale d’Agordo, Castellavazzo, Cencenighe Agordina, Cesiomaggiore, Chies d’Alpago, Cibiana di Cadore, Colle Santa Lucia, Comelico Superiore, Danta di Cadore, Domegge di Cadore, Falcade, Farra d’Alpago, Forno di Zoldo, Gosaldo Agordino, Lentiai, Limana, Livinallongo Del Col Di Lana, Lorenzago di Cadore, Lozzo di Cadore, Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore, Pieve di Cadore, Pieve D’alpago, Puos d’Alpago, Rivamonte Agordino, Rocca Pietore, San Gregorio nelle Alpi, San Pietro di Cadore, San Tomaso Agordino, San Vito di Cadore, Santa Giustina, Santo Stefano di Cadore, Sappada, Selva di Cadore, Sospirolo, Soverzene, Sovramonte, Tambre, Taibon Agordino, Trichiana, Vallada Agordina, Valle di Cadore, Vigo di Cadore, Vodo di Cadore, Voltago Agordino, Zoldo Alto, Zoppè di Cad

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