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mercoledì, Giugno 3, 2020
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Silenzio stampa dei media sulla protesta dei collaboratori del Gazzettino di Belluno

Articoli retribuiti con una decina di euro, sui quali si deve pagare l’Irpef e l’Inpgi (la cassa di previdenza dei giornalisti). Non basta. La decurtazione di un ulteriore 30% dei compensi, che peraltro non erano stati indicizzati da anni, decisa unilateralmente dall’editore. Questo alla base della protesta che durerà fino a domenica prossima con l’astensione di 31 collaboratori del Gazzettino di Belluno. Uno sciopero storico che però l’informazione della carta stampata, delle testate locali ha ritenuto di non pubblicare. “Dopo giorni di inutile attesa, con tristezza e stupore – scrive il gruppo di collaboratori de “Il Gazzettino” di Belluno – siamo costretti a registrare che da parte dei vertici dell’azienda cui martedì 14 luglio era stato chiesto un incontro urgente per discutere dei contenuti del contratto inviato in data 1. luglio 2009, a tutt’oggi, ore 23 di martedì 21 luglio, cioè a più di una settimana di distanza, non è ancora arrivata alcuna risposta né un’ipotesi di data per un eventuale incontro. In questo periodo, i collaboratori succitati si sono impegnati come al solito per dare dignità e forza al giornale, seguendo con professionalità e dedizione anche i tragici eventi verificatisi a Borca di Cadore garantendo a quanti, dalla redazione, coordinavano il lavoro, di poter firmare un’edizione eccellente, capace di rendere conto con serietà, professionalità e completezza di quanto accaduto. Anche in questa occasione, ma la prossima potrebbe essere dietro l’angolo, è stato possibile toccare con mano quanto la capillarità dei collaboratori sparsi sul territorio sia uno dei punti di forza del nostro giornale. Quel fiore all’occhiello che, anche nell’ incontro avuto dai collaboratori di Belluno in occasione delle feste natalizie del 2008, il direttore Roberto Papetti ha definito come “redazione allargata”. Per il silenzio registrato in questi giorni, dunque, con l’unico scopo di continuare a cercare di far sentire, questa volta con altri mezzi, la propria voce, per ottenere la revisione del contratto proposto, per vedere riconosciuta dignità al proprio lavoro e per garantire quella qualità dell’informazione che in questi anni ha sempre cercato di offrire, il gruppo dei collaboratori in calce comunica che da domani, mercoledì 22 luglio, e sino a domenica 26 luglio, non invierà alcun pezzo alla redazione di Belluno. Rimaniamo in attesa, come peraltro già richiesto, ci venga concesso un incontro”.
Seguono 31 firme

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