Tuesday, 24 October 2017 - 00:41

L’Ideal Standard e il prezzo della concorrenza

Lug 17th, 2009 | By | Category: Lettere Opinioni

Quando la nave affonda si salvano donne e bambini, poi tocca agli uomini, l’ equipaggio gli ufficiali e per ultimo il capitano. Ma non c’è più un’ etica di responsabilità e coraggio per affrontare queste “crisi” in cui alcune multinazionali a volte affondano. I loro capitani non son più sulle navi che colano a picco ma guardano ben lontano da fuori, la gente che affoga nell’oceano della disoccupazione. Malgrado la nuova enciclica del papa parli tanto di mettere prima l’ etica alla finanza e alla politica, i nostri dirigenti che sono arrivati ieri, oggi vogliono mandare a casa PERSONE che lavorano qui da più di vent’anni.
Non esiste etica per i dirigenti, esiste solo finanza e profitto. Questa è la chiave del loro successo.
Dietro le quinte immagino questi grandi “boss” superpagati che fanno le loro previsioni, con grafici, torte e tanti numeri e poi decidono che è meglio “epurare” gli stabilimenti italiani di 650 persone perchè così non si può andare avanti. Son stati cambiati manager, fatte scelte logistiche commerciali e tecniche ti tutti i tipi ma niente da fare… NOI, numeri non PERSONE, costiamo troppo, siamo troppo cari nei confronti dell’Est e le nostre lotte sindacali che nel passato ci hanno aiutato ad avere qualche soldino in più in tasca adesso involontariarmente ci trasformano come manodopera troppo costosa. E’ il prezzo del progresso, è il prezzo della concorrenza e della globalizzazione. Non siamo PERSONE, siamo solo numeri. Non possono dare un volto a questi numeri, altrimenti avrebbero vergogna di guardare quello che accade, vedrebbero PERSONE che hanno una loro vita, padri e madri di famiglia che fanno la coda ai supermercati anzi agli hard discount perchè oggi non si arriva nemmeno a fine mese. PERSONE che quando tornano a casa abbracciano i loro figli, che hanno un cuore e sentimenti veri, persone che hanno dato il loro tempo e la loro dignità ad una realtà aziendale in cui hanno creduto. PERSONE che hanno trasformato la loro vita imparando un lavoro che non da altre prospettive in questa provincia, persone che hanno dato fiducia ad una industria che una volta dava loro rispetto e dignità. Non è facile avere il pelo sullo stomaco se si trasformano i numeri in PERSONE…
La nave affonda… e questo è un “dolce” inizio di una tragedia ormai da troppo tempo annunciata. Una tragedia in cui son cadute ormai tutte quelle realtà industriali nate nel lontano 64. Non ci sono valorosi “capitani” dirigenti che salvano le persone con le scialuppe, non ci sono capitani che affondavano con la nave. Adesso stanno a guardare da una nave ben più grande che si chiama Bain Capital. Osservano questo nostro lento affogare in un oceano che non da più scampo ad una provincia che deve la sua industrializzazione a 1910 vittime del lontano Vajont. I nostri nonni sono morti nella diga, le grandi società ci hanno “aiutato” accapparandosi i finanziamenti e dando lavoro a tanta gente semplice che aveva nel cuore dignità e rispetto. Ora ci vogliono togliere anche la dignità per restituire profitti ai loro azionisti.
Io, non ci sto…

lettera firmata
CDF, un dipendente
fonte: www.ceramicadolomiteforever.it

Share
Tags:

One comment
Leave a comment »

  1. compliemnti, un bell’articolo!

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.