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I diritti civili sono stati conquistati attraverso i roghi» l’intervento del professor Petti, magistrato di Cassazione, al Convegno sul danno alla persona di Giesse

«La legge parla di risarcimento giusto e non oltre. Ma avrebbe dovuto dire, giusto e non di meno, per impedire la mala gestio delle compagnie di assicurazione, un comportamento che procura milioni di danni per azioni risarcitorie. E nessun amministratore delegato di queste compagnie ha mai pagato nulla di persona, facendo ricadere i costi sugli assicurati stessi». Lo ha detto il professor Giovanni Battista Petti – Consigliere di Cassazione, docente di Diritto civile e costituzionale all’Università La sapienza di Roma, oltre che autore di numerosi testi specializzati – al convegno organizzato da Giesse Gestione sinistri di Belluno che si è tenuto oggi (venerdì 10) al Centro Giovanni 23mo sul tema “Danno alla persona, il nuovo danno non patrimoniale dopo le sentenze della Corte di Cassazione a Sezioni unite: dal disordine al…caos?” «Il danno non patrimoniale non si misura con il Teorema di Pitagora – ha detto il relatore – del resto la democrazia non si fonda sull’uguaglianza delle persone, l’art. 3 della Costituzione – secondo il professore – parla di chi si espande, chi progredisce. E dunque non siamo tutti uguali. Questo significa che quando in una società democratica si distrugge una persona, poi è difficile ricostruire». L’alto magistrato fa l’esempio di ciò che succede oggi in Italia, nella guerra mediatica tra politici, politici e giudici, e giornalisti. Insomma, offese, diffamazioni, che talvolta finiscono in pesanti azioni di richiesta di risarcimento. «Quando però si tratta di risarcire le vittime, abbiamo il cuore di pietra» afferma il giudice. Che nell’esaminare il principio di risarcimento, spiega come alcuni diritti umani come il diritto di pensiero e di religione si prestino a dei conflitti. E allora, per il principio di saggezza e di tolleranza si è convenuto che vi siano dei diritti che hanno una soglia minima. Come la vita e la salute. Nell’informazione queste soglie s’innalzano e «noi giudici siamo più tolleranti» ha detto Petti. Che ha parlato di 54 diritti sociali, considerati diritti umani emersi nel corso dei secoli grazie alla democrazia: «Più cresce la democrazia e più crescono i diritti civili, che nella storia si sono affermati attraverso i roghi». Sono intervenuti come relatori anche il dottor Bruno Marusso, l’avvocato Giorgio Gallone, la dottoressa Simona Codazzi, la dottoressa Gloria Carlesso, il dottor Marco Rossetti, l’avvocato Filippo Martini, l’avvocato Giulio Ponzanelli, l’avvocato Marco Bona e il dottor Giacomo Travaglino. Numeroso il pubblico intervenuto, costituito soprattutto da operatori del settore, avvocati e assicuratori.

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