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mercoledì, Giugno 3, 2020
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Auronzo: Paese delle Tre cime patrimonio dell’umanità. Il commento del presidente del consorzio Altrecime Lorenzo Caldart

“Dolomiti patrimonio dell’umanità? Un’occasione di crescita e sviluppo da non lasciarsi sfuggire – questo il commento di Lorenzo Caldart, Presidente di Altrecime, il Consorzio di promozione turistica di Auronzo e Misurina, che ha accolto con entusiasmo la notizia del recente riconoscimento – Al di fuori delle polemiche che già incalzano in questi giorni, sono convinto che il fatto di essere entrati a far parte dell’Unesco rappresenti un’opportunità incredibile anche per Auronzo, a patto che si agisca in maniera sinergica per pianificare in modo equo e positivo lo sviluppo economico delle aree dolomitiche, nel pieno rispetto delle risorse naturali, sociali e culturali. Per fare questo serve innanzitutto una presa di responsabilità da parte di tutti noi cittadini, non solo operatori economici o politici, in modo che i benefici ricadano soprattutto sulle comunità locali. Servono quindi idee e iniziative che partano da questi luoghi, affinché anche il turista che programma la propria vacanza abbia a disposizione proposte di qualità, con strutture ricettive e ricreative gestite dalla gente locale e non da tour operator e società che vengono da fuori. Ritengo che per raggiungere questo traguardo sia già stato percorso un lungo cammino, ma non è ancora sufficiente per essere veramente competitivi, soprattutto se il confronto è con realtà vicine che per molteplici motivi – maggiori disponibilità economiche, strutture turistiche più sviluppate, una maggiore capacità comunicativa – possono risultare più appetibili all’occhio del viaggiatore.  Le potenzialità sono ancora molte. Facciamo in modo che “essere patrimonio dell’umanità” sia lo stimolo per svilupparle appieno. Certo, ci saranno anche delle difficoltà da superare. La preservazione ambientale che l’Unesco sollecita immagino che sarà all’inizio un limite, ma ritengo che una regolamentazione in questo senso porterà ad una maggiore consapevolezza verso la bellezza e l’importanza di queste montagne per le generazioni future e migliorerà la qualità della vita in generale, con alla fine una ricaduta positiva anche sul turismo”. Il comprensorio di Auronzo e Misurina è quindi pronto a vivere attivamente questa nuova avventura e lo vuole fare agendo in una logica di sistema con le comunità vicine, mantenendo l’identità di questi luoghi e valorizzandone le diversità che li rendono unici agli occhi del mondo.  “Siamo consapevoli che dovremmo intervenire in breve tempo – continua Caldart – per gestire una domanda turistica in trasformazione, prevedendo e indirizzando le dinamiche che si potranno generare e gli effetti che si avranno sulla popolazione locale e l’ambiente. Una sfida che vogliamo cogliere nel migliore dei modi per superare le difficoltà che altri siti Unesco hanno riscontrato, semplicemente perchè non hanno saputo rinnovarsi e credere in un progetto di ampio respiro”.

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