Tuesday, 16 July 2019 - 16:54

Anche l’Appia plaude al riconoscimento Unesco delle Dolomiti

Giu 29th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Moreno De Col, presidente dell'Appia Belluno

Moreno De Col, presidente dell

Il riconoscimento, da parte dell’Unesco, delle quale patrimonio dell’umanità é un risultato di grande valore che trova unanime consenso, almeno al momento, da parte di tutte le forze politiche e socio-economiche della nostra provincia. “Come A.P.P.I.A.  crediamo nella bontà dell’iniziativa – dichiara il presidente Moreno De Col –  a nostro giudizio, infatti, gli aspetti positivi sono di gran lunga superiori a quelli negativi. A patto, peraltro, che al riconoscimento si faccia seguire una gestione coerente e determinata rispetto alle sfide che questo riconoscimento pone. L’Amministrazione Reolon, con in prima fila l’assessore Visalli, ha ottenuto un risultato non scontato che dovrà ora essere sostanziato dal neo presidente Bottacin; la cosa non sarà semplicissima, perché già dai primi interventi sulla stampa appare da più parti  forte la voglia di distinguersi, di ritagliarsi ruoli. Il dibattito già innescato sulla sede della Fondazione rappresenta, in questo senso, un segnale non proprio confortante. Con la chiara premessa che, a nostro giudizio, è sicuramente preferibile a Bolzano, riteniamo che si debba evitare la proposizione di candidature bellunesi contrapposte. Gli sforzi, al contrario, dovranno concentrarsi sul ruolo da riconoscere alla Fondazione e individuare con coerenza le professionalità bellunesi che dovranno concorrere – con le altre 4 province – a definire le linee e le politiche di questo bene seriale naturale che dal 26 giugno é inserito nella lista dell’Unesco. Le ricadute turistiche in termine di visitatori, almeno nel primo periodo, saranno certe ma va detto con chiarezza che Trento, Bolzano e lo stesso Friuli sono più attrezzate di noi ad intercettare i nuovi flussi di visitatori con il rischio che la differenza oggi esistente potrebbe ampliarsi a favore dei territori contermini. Ciò significa che, circa questa nuova opportunità, è necessario avviare una riflessione a tutto campo; riflessione che non lasci spazio a contrapposizioni di qualsiasi natura. Riteniamo priva di senso, ad esempio, la discussione se siano da privilegiare le ristrutturazioni o le nuove costruzioni. E una seria, indifferibile riqualificazione alberghiera e ricettiva non si dovrebbe contrapporre alla realizzazione di nuovi complessi. A patto, certo, che siano pensati per rafforzare ed esaltare,  con accorgimenti architettonici e tecnologici di rispetto ambientale, il contesto in cui saranno inseriti in modo da poter diventare essi stessi testimonianza della capacità di coniugare tutela ambientale e presenza sul territorio. Quanto alla viabilità – un po’ per i limiti economici, un po’ a seguito di estenuanti mediazioni – il quadro generale è stato definito. Ora è necessario l’impegno comune per accelerarne, per quanto possibile, la realizzazione. Senza, per questo, dimenticare la messa in sicurezza e la fluidità della viabilità minore perché si tratta di uno snodo fondamentale per gli auspicati nuovi flussi turistici. Non si dovrà poi dimenticare che il turismo, nella sua accezione più ampia,  significa anche valorizzazione delle attività di servizio, dell’agro-alimentare, dell’artigianato artistico e tradizionale di cui é ricca la nostra provincia. Presenze consolidate che possono contribuire a dare alla nostra offerta turistica quei segni di tipicità indispensabili a intercettare una domanda turistica curiosa, più attenta a immedesimarsi nel territorio che a consumarlo. Ancora, la bandiera dell’Unesco non può diventare un’esclusiva dei nove gruppi dolomitici riconosciuti; al contrario, deve essere l’occasione per valorizzare quei territori “minori” ma ricchi di tesori che attendono solo d’essere scoperti, come l’Alpago o il .  Sono questi alcuni dei temi sui quali impostare un programma di lavoro a medio termine che veda coinvolti gli attori interessati senza inutili protagonismi o contrapposizioni. Il riconoscimento delle Dolomiti é, anche sotto questo aspetto, un’occasione da non perdere”.

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