Tuesday, 16 July 2019 - 23:12

No al disegno di legge Tommassini-Gasparri sulla libera vendita di farmaci

Giu 25th, 2009 | By | Category: Lettere Opinioni

Appello:
Si chiede di bloccare la proposta di legge Tommassini-Gasparri e qualunque iniziativa volta a promuovere la vendita dei medicinali (di qualunque tipo e confezione) senza l’obbligo della presenza del farmacista, nell’interesse della salute dei cittadini e per la salvaguardia e la dignità della professione del farmacista ( sia esso operante in farmacia o in parafarmacia) .

MOTIVAZIONI:
Sono una farmacista che ha aperto quest’anno una parafarmacia, ma che ha per 12 anni condiviso la titolarietà di una farmacia con altri due soci, quindi ritengo di conoscere entrambe le realtà. Mi scuso con gli onorevoli firmatari del ddl, se la mia ignoranza in materia non è pari alla loro, ma vorrei far presente la duplice pericolosità del suddetto ddl, nella speranza che in un momento di crisi come questo, il senato della Repubblica abbia di meglio da fare che mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro di onesti farmacisti che hanno investito i loro risparmi nell’aprire esercizi di vicinato, ovvero Parafarmacie. Questo è solo il primo punto, ma il secondo, a mio avviso molto più grave, è che favorendo la vendita di medicinali (seppur in piccole confezioni, e questa sarebbe l’unica iniziativa sensata per evitare sprechi, a patto che lo lasci fare a noi!) nella grande distribuzione senza la presenza di un farmacista, si otterrebbe una gestione della salute affidata alle offerte speciali ed ai 3×2, con l’ingannevole sensazione del risparmio. Ma come sappiamo gli ipermercati non sono enti di beneficenza e non abbassano i prezzi per farci un regalo, ma, evidentemente, per farci azquistare di più con ogni espediente!! E dovrebbero aprire gli occhi anche le associazioni dei consumatori perchè se vogliono tutelare gli interessi dei cittadini, dovrebbero rendersi conto che nel caso della salute essi non coincidono sempre col prezzo più basso, bensì con la professionalità e la capacità di consigliare che si esplica proprio con i farmaci da banco, dato che quelli con obbligo di ricetta medica richiedono una mera lettura e dispensazione della stessa. Il rischio per la salute non è una mia isolata opinione ma dimostrata da vari studi e dati evidenti di paesi come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti nei quali la libera vendita dei farmaci nei grandi magazzini ha incrementato l’abuso dei farmaci e i danni conseguenti (negli USA la prima causa di morte sono le malattie iatrogene!!!). Vorrei invitare anche i colleghi titolari di farmacie ad appoggiare questo appello, poichè non siamo noi parafarmacie la vera concorrenza da temere, bensì proprio la gdo che può permettersi prezzi così concorrenziali grazie alle leggi dei grandi numeri che noi non potremmo mai applicare e se non saranno frenati come almeno ad oggi dalla necessità di assumere un farmacista, inizieranno a vendere medicinali ad ogni angolo possibile e noi, (tutti noi farmacisti!!), ne verremo irrimediabilmente dequalificati perchè sarà solo la pubblicità a dare loro informazioni. Potrebbe essere il primo passo per togliere ogni funzione al farmacista, con le ricette elettroniche, etc. Per le stesse ragioni sarebbe anche opportuno fare un passo indietro con la possibilità data ai grossisti col precedente decreto-Bersani di gestire catene di parafarmacie (e farmacie) poichè anche in quel caso il farmaco viene gestito come un qualunque bene di consumo.Chiederei al legislatore e agli organi competenti di fare in modo semmai che le attuali norme di legge vengano applicate, come ad es. la vendita di determinati farmaci in farmacia solo dietro obbligo di ricetta medica: in questi anni ho visto fare questi controlli solo al “Gabibbo”! Ed aggiungo che si potrebbe riflettere maggiormente sulla proposta del senatore Lanutti che evidentemente ha approfondito maggiormente il tema. A tutti infine rivolgo la riflessione su tutto ciò, non per difendere un interesse di categoria, ma per tutelare la professionalità nella quale credo e che così come è gestita ad oggi può ancora garantire la salute degli utenti e non il semplice incremento delle vendite in nome della tanto osannata libera concorrenza che farebbe chiudere gli esercizi più piccoli, proprio quelli più vicini al cittadino con cui si può instaurare un rapporto di fiducia. E’una delle poche cose che finora in Italia funzionano meglio che altrove, perchè copiare sempre, anche il peggio ? Fiduciosa nel sopravvento del buon senso, pur in un paese in cui i messaggi pubblicitari sono così “sinceri” da far dire ad una tenera voce di bimba che per non sentire la crisi è sufficiente bere cocacola, brindo con un fresco bicchiere di acqua del rubinetto ( gratuita, almeno finora).

Cristina Muratore
www.firmiamo.it/salvasalute

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