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Scoperta maxi evasione fiscale per quasi 6 milioni di euro. Individuati 41 lavoratori irregolari di cui 24 completamente in nero

Giu 24th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Finanzieri della stazione di Agordo

Finanzieri della tenenza di Agordo

I finanzieri della tenenza di Agordo hanno individuato un imprenditore, molto attivo nel campo dell’edilizia residenziale in provincia, che aveva assolto solo parzialmente agli obblighi fiscali, sottraendo al Fisco una consistente base imponibile.ì L’attività ispettiva, che ha portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria del titolare di due aziende per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed emissione di fatture false, ha interessato gli anni d’imposta 2005,2006 e 2007 e si è conclusa con l’accertamento di materia imponibile sottratta a tassazione per una cifra che sfiora i 6 milioni di euro (fra elementi positivi di reddito non dichiarati e costi non deducibili) e con una evasione ai fini IVA di 340 mila euro.
L’attività informativa preliminare svolta dai finanzieri aveva già fatto emergere l’andamento “anomalo” del giro d’affari dell’imprenditore che aveva attivato numerosi cantieri in ambito provinciale. Le verifiche fiscali quindi hanno messo in luce il meccanismo evasivo ideato: utilizzando le due strutture societarie, create ad hoc, l’imprenditore riusciva ad abbattere i ricavi  maturati dalla società operativa (che incassava tutti i pagamenti dei lavori eseguiti), mediante l’annotazione di costi fittizi, documentati da fatture emesse dalla seconda società, inerenti prestazioni in realtà mai eseguite.
Il controllo dei finanzieri, inoltre, è stato esteso anche al riscontro del rispetto della normativa in materia lavoristica. Nel corso della fase di accesso nei locali delle aziende, infatti, i militari hanno rinvenuto documentazione extracontabile – appunti, prospetti, elenchi vari – riconducibile all’impiego di lavoratori presso i cantieri. L’analisi dei citati documenti ha fatto emergere una serie di nominativi di soggetti – la maggior parte di nazionalità albanese – che non trovavano alcun riscontro nelle scritture contabili obbligatorie previste dalla legislazione sul lavoro.
I controlli hanno evidenziato come 41 dipendenti fossero impiegati irregolarmente e ben 24 di questi completamente “in nero”, privi cioè di una qualsiasi copertura previdenziale o assicurativa. Al termine dei riscontri l’imprenditore, già segnalato alla magistratura per i reati fiscali di cui sopra, è stato denunciato anche per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, avendo utilizzato propri dipendenti durante periodi in cui gli stessi risultavano posti in cassa integrazione.
Tra le varie violazioni contestate, l’imprenditore è stato ancora una volta denunciato per aver sottratto al pagamento dell’accisa un considerevole quantitativo di gasolio, originariamente acquistato per riscaldamento, in realtà utilizzato come carburante per i veicoli delle proprie imprese.

FESTA DELLA GUARDIA DI FINANZA PER IL 235° ANNIVERSARIO  DELLA FONDAZIONE
IL CONSUNTIVO
In occasione della ricorrenza della fondazione della Guardia di Finanza, il Generale di Brigata Mario D’Alonzo, Comandante regionale del Veneto, al fine di darne diffusione tra gli organi di informazione, ha fatto il punto dell’attività svolta dalle Fiamme Gialle in Veneto nei primi mesi del 2009, illustrando gli obiettivi del Corpo, chiamato, con sempre maggiore impegno, ad operare contro i fenomeni di evasione e di elusione fiscale.
La Guardia di Finanza ha potenziato qualitativamente l’azione di controllo del territorio, in particolare per contrastare le frodi fiscali, il sommerso d’azienda e di lavoro, la contraffazione ed i traffici illeciti in genere, a tutela del corretto funzionamento del mercato, dei consumatori e del sistema produttivo.
L’alto ufficiale ha sottolineato come, già nel corso del 2008, i reparti dipendenti abbiano conseguito importanti risultati grazie ad un’azione ben coordinata ed improntata a standard di efficienza e di efficacia.
Quest’anno, complice la crisi che vive l’economia del nostro Paese, la Guardia di Finanza è chiamata, da un lato, ad un rinnovato impegno nei comparti sopra indicati, dall’altro, a fornire il proprio apporto nel ruolo-chiave di polizia economica e finanziaria, mediante l’assolvimento dei nuovi compiti assegnati dal Legislatore, come vedremo di seguito.
L’EVASIONE FISCALE
La crisi economica e finanziaria mondiale ha riversato i suoi effetti sull’industrializzato nord-est che, tuttavia, sta dimostrando di reagire nel modo migliore e più rapido rispetto ad altre aree del territorio italiano.
Tale crisi induce la Guardia di Finanza a prestare la massima attenzione, in primis, ai fenomeni dell’evasione e dell’elusione fiscale. A fronte di una consistente riduzione del giro d’affari, gli operatori economici versano in grave stato di “sofferenza” e, in taluni casi, ciò potrebbe stimolare una più alta propensione all’evasione.
Di rilievo, i risultati conseguiti nei primi cinque mesi del 2009. Sono stati scoperti, infatti, oltre 300 milioni di euro di I.V.A. evasa, ben il 53 % in più rispetto all’analogo periodo del 2008. Ancora più evidente il fenomeno sotto il profilo delle imposte dirette, tant’è che, a seguito dell’attività ispettiva svolta, è stata constatata base imponibile sottratta a tassazione per oltre 1,7 miliardi di euro.
E ancora, a questi risultati vanno aggiunti i 228 evasori totali (completamente sconosciuti al Fisco) sinora individuati (più 7,5 % rispetto al 2008), con una base imponibile di 968 milioni di euro ed I.V.A. pari a 185 milioni di euro. Gli evasori paratotali (coloro che hanno evaso redditi per oltre il 50% del dichiarato) sono 51, con una base imponibile (ai fini imposte dirette) sottratta a tassazione di 106 milioni ed I.V.A. evasa pari a 7,2 milioni di euro.
La presenza di uno “zoccolo duro” di evasori si spiega anche a causa della persistente tendenza delle piccole imprese e dei professionisti che, al fine di evitare l’applicazione degli studi di settore, preferiscono “sommergersi” completamente non presentando dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’I.V.A., nella speranza di sfuggire alle maglie dei controlli.
Per quanto riguarda invece le grandi imprese, queste, sostenute da un altissimo livello di assistenza tributaria, presentano, nella maggior parte dei casi, impianti contabili e di bilancio formalmente corretti, per cui le modalità di evasione adottate sono sempre più sofisticate, come l’attuazione di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, cessioni di rami d’azienda) o lo spostamento della residenza nei cosiddetti “paradisi fiscali”.
Anche sul versante “sommerso da lavoro” l’impegno del Corpo non ha tardato a produrre i suoi effetti. Sono stati scoperti, difatti, 555 lavoratori “in nero” e 772 lavoratori irregolari.
Sempre alto rimane il livello di pericolosità delle frodi fiscali per emissione o utilizzo di fatture false che hanno investito oltre ai “classici” settori del commercio di autoveicoli, dei prodotti di telefonia e dei prodotti ad alto contenuto tecnologico (personal computer ed apparecchi elettronici), anche nuovi settori come quello della lavorazione delle pelli o delle materie plastiche, per citare casi di più recente attualità.
Le indagini concluse, fino ad ora, hanno portato alla denunzia di 297 persone (ben 11% più del 2008).
In attuazione del piano straordinario di controlli (triennale), previsto lo scorso anno con il decreto legge n. 112, il Corpo ha avviato una serie di “controlli indicativi di capacità contributiva” da espletare nei confronti di soggetti che manifestano una “capacità di spesa” elevata rispetto al contenuto delle dichiarazioni fiscali.
Si tratta di un’attività svolta sul territorio ed a mare per individuare “sacche di evasione” attraverso il rilevamento del possesso di autovetture di lusso, imbarcazioni da diporto, aeromobili, campers, motocicli, roulottes, residenze principali e secondarie, collaboratori familiari, cavalli da corsa, assicurazioni.
Accanto a quelli appena elencati (contemplati da appositi decreti ministeriali e che costituiscono la base per il calcolo del c.d. “redditometro”), vi sono altri indici “osservati speciali” che, in qualche misura, danno contezza della capacità contributiva delle persone fisiche:
– pagamento di consistenti rate del mutuo;
– pagamento di canoni leasing in relazione a unità immobiliari di pregio, auto di lusso e natanti da diporto;
– pagamento di canoni per affitto di posti barca;
– spese per ristrutturazione di immobili;
– pagamento di quote di iscrizione in circoli esclusivi;
– spese per arredi di lusso;
– pagamento di rette consistenti per scuole private;
– assidua frequentazione di case da gioco;
– frequenti viaggi e crociere;
– acquisto di beni di valore (quadri, gioielli, ecc.);
– disponibilità di quote di riserva di caccia o di pesca;
– hobby particolarmente costosi;
– spese per centri benessere o beauty farm;
– spese per servizi di guardianìa o tutela personale;
– rendite connesse al possesso di immobili ad uso commerciale o non abitativo;
– rendite connesse a immobili non strumentali all’esercizio dell’impresa.
Un’eventuale incoerenza tra i dati acquisiti e i redditi dichiarati determinerà, in presenza di taluni presupposti, l’avvio di verifiche fiscali, al termine delle quali sarà possibile ricostruire la reale situazione reddituale dei contribuenti.
Gli interventi della specie (oltre 1500 quelli programmati per il Veneto) saranno di grande utilità anche per individuare appartenenti ad organizzazioni criminali che manifestano una ricchezza ingiustificata, frutto di attività illecite, ed aggredire il loro patrimonio con gli strumenti giuridici disponibili. E’ per questo che nei loro confronti sarà possibile, a seguito dei controlli svolti, avviare indagini patrimoniali antiriciclaggio, ove emergano sospetti di collegamenti con la consumazione di reati “a monte”.
Tali attività saranno ancora più agevoli grazie all’impiego di un applicativo informatico che consente di “incrociare” le informazioni acquisite sul campo (ad esempio mediante controlli su strada o a mare) con le diverse banche dati in uso alla Guardia di Finanza.

CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA E FORME DI ILLEGALITÀ CORRELATE
L’attuale situazione congiunturale dell’economia impone una riflessione.
La crisi finanziaria internazionale (causa prima della crisi economica) ha generato una crisi di liquidità, con gravi ripercussioni sul mercato del credito, che si accompagna ad un ristagno dell’economia nazionale ed al calo della domanda interna (delle famiglie) ed esterna (esportazioni).
Questo scenario richiede una particolare attenzione da parte della Guardia di Finanza nell’adozione di contromisure in grado di arginare i pericoli per la sicurezza economica e finanziaria dei mercati e del sistema produttivo che possono derivare da:
– la difficoltà di accedere al credito da parte di imprese in crisi e famiglie che li espone al rischio “usura” da parte di speculatori o di appartenenti alla criminalità organizzata i quali tentano, in tal modo, di assicurarsi il controllo dell’economia;
– i fenomeni di contraffazione di banconote e monete, di frodi finanziarie, di rimpatrio dall’estero di capitali  di origine illecita, di traffici transfrontalieri di valuta;
– il proliferare di operatori del credito abusivi;
– il riciclaggio ed il reinvestimento di capitali “sporchi” nel circuito economico legale.
Di qui, l’esigenza di tenere alta la guardia attraverso la destinazione di una rilevante quota di risorse nella lotta ai fenomeni di riciclaggio, al finanziamento al terrorismo, all’usura, al falso nummario, alle frodi finanziarie ed alla tutela del risparmio e dei mercati finanziari.
Una parte fondamentale riveste l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette che pervengono dagli intermediari finanziari e da alcune categorie di professionisti (per il tramite dell’Unità di Informazione Finanziaria e poi il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria) ai reparti del Corpo.
Dal loro esame, può scaturire tanto la scoperta di operazioni di riciclaggio e degli illeciti commessi “a monte”, quanto la scoperta di evasione fiscale o di violazioni valutarie (ad esempio, per inosservanza delle norme sulla trasferibilità di denaro).
I reparti del Veneto dovranno concludere, entro l’anno, 555 approfondimenti di operazioni sospette.

LE ALTRE ATTIVITÀ DI POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA
Nel corso dell’anno, abbiamo assistito ad un netto aumento dei quantitativi di tabacchi lavorati esteri introdotti in contrabbando che sono stati sequestrati rispetto al precedente periodo del 2008: da 9 tonnellate a quasi 25 tonnellate, con la denuncia di 46 soggetti, 5 dei quali tratti in arresto e 13 automezzi sequestrati.
Si tratta di operazioni di servizio svolte, in  maggioranza,  nel porto di Venezia, durante le operazioni di controllo doganale. Le sigarette scoperte sono state, in ogni occasione, rinvenute all’interno dei più svariati carichi “di copertura” (ad esempio, frutta, ortaggi, bottiglie di acqua, carta da macero), appositamente allestiti per fuorviare i controlli della Guardia di Finanza.
Anche sul fronte della lotta al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti sono stati realizzati importanti risultati.  Le operazioni concluse hanno portato al sequestro, nei primi mesi del 2009, di 37 kg di hashish e marijuana, 6,5  kg di cocaina e 28 kg di eroina nonché di 9 automezzi.
I consumatori segnalati alla Prefettura sono 338, mentre gli spacciatori ed i trafficanti arrestati sono 92.
Il territorio veneto non è immune dal fenomeno immigrazione clandestina; sono stati fermati e segnalati, perché sprovvisti di regolare permesso di soggiorno, 225 cittadini stranieri.
In materia di tutela dei marchi, l’attività svolta è frutto di un nuovo approccio di contrasto al fenomeno della lotta alla contraffazione; infatti, gli interventi repressivi sono seguiti da indagini finalizzate a risalire alla “filiera del falso” fino all’origine, cioè il produttore/importatore iniziale, e ad aggredirlo anche da un punto di vista patrimoniale e fiscale, con il recupero a tassazione dei proventi ottenuti in conseguenza della commercializzazione di prodotti falsi. I denunciati nel comparto in esame sono complessivamente 340 persone (30% in più dello stesso periodo del 2008), nei cui confronti sono stati operati sequestri per circa 335.000 pezzi. A questi vanno aggiunti 75 verbalizzati per la commercializzazione di 90.000 di prodotti informatici e audio/video “piratati”.
Un importante contributo all’attività della Guardia di Finanza è offerto dai finanzieri del servizio navale che, oltre ad assicurare i normali compiti d’istituto sul mare, svolgono costante vigilanza a tutela dell’ambiente marino e sulle attività economiche che sfruttano l’area lagunare. Si tratta di una particolarità tipicamente locale, ma con importanti proiezioni nazionali. Basti pensare che l’Italia è il principale produttore in Europa di vongole veraci e gran parte della produzione nazionale proviene dalla laguna di Venezia.
Fin ad ora, sono state sequestrate 5 tonnellate di prodotti della pesca abusiva e 16 imbarcazioni utilizzate per l’illecita attività. S’inquadra proprio in questo settore l’attività conclusa nel mese di febbraio ad opera della Stazione Navale di Venezia che ha portato alla disarticolazione di un’intera organizzazione operante nelle acque lagunari, con la denuncia di 25 soggetti e l’arresto di altri 9.

LE PROSPETTIVE
Nel 2009, le Fiamme Gialle, in Veneto, garantiranno un rilevante apporto nell’esecuzione di 3.100 verifiche e 43.200 controlli strumentali (controlli su strada, scontrini e ricevute fiscali e “controlli indicativi di capacità contributiva”), corrispondendo così all’esigenza di opporre una decisa resistenza contro il fenomeno dell’evasione che si realizza nelle più svariate forme.
Altra modalità di coinvolgimento del Corpo è quella data dalla collaborazione nell’ambito degli Speciali Osservatori sul credito, previsti dalla legge c.d. “anti-crisi”, istituiti presso le Prefetture e deputati al monitoraggio del credito sul territorio.
In tale contesto, la Guardia di Finanza fornisce il proprio contributo delineando un quadro aggiornato delle manifestazioni criminali più insidiose presenti sul territorio (patologie emergenti dalle indagini quali usura, riciclaggio, truffe  e abusivismo finanziario).
In ultimo, si ricorda che anche per questa annualità è stata mantenuta alta l’attenzione nella “lotta al carovita” poiché sono stati previsti 1250 controlli. L’obiettivo è monitorare quelle anomale dinamiche dei prezzi in particolari mercati, soprattutto in un periodo quale quello attuale, caratterizzati da ridotti livelli d’inflazione, a causa del calo dei consumi.
I reparti, in tali ipotesi, dovranno effettuare un rilevamento dei prezzi nell’intera filiera interessata da alterazioni delle normali regole concorrenziali e fornire il proprio apporto all’Autorità di vigilanza del settore.
E’ proseguita, per quest’anno, la stipula di intese del Comando Regionale con la Regione Veneto e gli Enti locali, finalizzate allo scambio informativo nei settori d’interesse per il servizio, nell’ottica di assicurare uno stretto legame tra la Guardia di Finanza e le Istituzioni sul territorio.
Ad oggi, sono 79 i protocolli d’intesa siglati con Regione, Province e Comuni, con l’obiettivo di acquisire informazioni utili allo svolgimento delle indagini a contrasto di abusi relativi a:
– prestazioni agevolate in favore di determinate categorie di soggetti;
– prestazioni sanitarie a carico del sistema sanitario nazionale;
– finanziamenti  a carico del bilancio delle Regioni, dello Stato e dell’Unione Europea.
Di recente, l’impegno del Corpo è stato riconosciuto in forma solenne, mediante l’attribuzione del prestigioso premio “Ca’ Foscari”, consegnato, lo scorso 30 maggio, dal rettore dell’Università di Venezia, Prof. Pier Francesco Ghetti, al Comandante Generale del Corpo, Gen. C.A. Cosimo D’Arrigo, il quale ha guidato le Fiamme Gialle offrendo un contributo determinante nell’insostituibile attività a salvaguardia dell’ordine economico, nella lotta contro ogni forma di illegalità, a tutela dell’interesse collettivo.

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