Tuesday, 16 July 2019 - 22:27

Nigel Taylor, esperto in incidenti aerei, fornisce ulteriori scenari dietro la tragedia del volo AF 447 precipitato nell’ Atlantico

Giu 15th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Un AF 447 Air France

Un AF 447 Air France

La presenza e gli avvisi di altri aerei nell’area delle turbolenze rende critica la posizione di Air France e si delineano le responsabilità. Era facilmente presumibile che con il passare delle ore e dei giorni gli scenari della tragedia del volo AF 447 partito da Rio De Janeiro e precipitato in Atlantico si sarebbero progressivamente chiariti e con loro, poco per volta, si sarebbero potute delineare anche le prime responsabilità. La pensa così l’avvocato Nigel Taylor, uno dei massimi esperti mondiali in incidenti aerei, famoso ed apprezzato per aver seguito nel 2000 il caso del Concorde (ultima grande perdita di un aeromobile Air France prima della settimana scorsa), esploso in fase di decollo da Parigi. I familiari delle vittime lo scelsero per condurre e coordinare le attività investigative e risarcitorie per la sua esperienza e per la sua conoscenza del mondo assicurativo – è notorio, infatti, che la copertura degli incidenti aerei Air France si suddivide tra Londra e Parigi. “Ogni disastro aereo – spiega il legale inglese – è causato da un unico e complesso insieme di eventi: scoprire la verità e stabilire tutte le cause richiede scrupolose ricerche e indagini”. Tuttavia fin dai primi momenti dopo il disastro, l’apparizione di alcuni elementi ed informazioni peculiari lo ha convinto che in breve si sarebbe delineato un quadro piuttosto chiaro. Lo presumeva, e la conferma è arrivata: in poco più di una settimana gli esperti del BEA (la Agenzia di Indagini Aeronautiche francese) hanno potuto ricostruire che l’A330-200 attraversava una significativa attività temporalesca in un’area notoriamente instabile. Successivamente, anche grazie alle proteste del sindacato piloti di linea francese (SNPL), rifiutatosi di imbarcarsi su aerei non sicuri, è emerso che già nel 2007, per scongiurare incidenti in casi di condizioni meteorologiche avverse, Airbus aveva raccomandato di sostituire sugli A330 e A340 i pitot tubes, rilevatori di pressione che forniscono numerose vitali informazioni sul volo, in primis la velocità. Air France, che a quel punto non ha potuto tirarsi indietro, ha così comunicato che già a partire da maggio del 2008 aveva rilevato incidenti collegati a perdite di informazioni anemometriche per  problemi di quegli strumenti e che aveva iniziato una campagna di sostituzione su tutti i suoi A330 e A340. Purtroppo, però, ha anche confermato che sull’aeronave F-GZCP ancora non erano stati cambiati. Taylor ritiene che in questo quadro le azioni di Air France equivalgano ad ammissione di responsabilità: “Si tratta dell’equivalente di una ammissione di colpa da parte di Air France, che ora si trova senza alcuna possibilità di difendersi”. E in queste ore viene ad aggiungersi un altro elemento: “E’ stata confermata la presenza di altri aerei negli stessi momenti, e questo potrebbe costituire un problema in più per Air France”. Taylor si riferisce infatti a notizie – confermate ieri dalla stampa tedesca – per cui altri areomobili avevano transitato nella medesima area, sia prima che dopo l’incidente occorso all’Airbus. “Circa 48 ore prima dell’incidente, un Boeing 747-400 di Lufthansa in rotta da San Paolo a Francoforte aveva attraversato una forte turbolenza nella medesima zona poi attraversata dal volo AF447. A circa 3 ore dalla costa brasiliana un passeggero ha dichiarato di essersi trovato in una forte area di instabilità, con l’aeromobile che scuoteva notevolmente, al punto che Lufthansa ha confermato che un passeggero è rimasto ferito durante quel volo”. Non solo: Taylor dichiara che “anche l’aereo del volo KLM/Air France da San Paolo per Amsterdam, partito solo pochi minuti dopo il volo AF 447, ha sofferto turbolenze”, senza tuttavia riportare danni. E questo non è certamente un elemento che aiuterà Air France, soprattutto qualora essi “avessero inteso contestare l’addebito di responsabilità, affermando che il disastro è stato interamente causato dalle avverse condizioni meteorologiche (causa di forza maggiore)”. Taylor infatti è pienamente convinto che “sarà possibile dimostrare la responsabilità legale della compagnia aerea”.  La riuscita e rapida difesa da parte di Taylor degli interessi di oltre 90 delle 100 vittime del Concorde nel 2000 è divenuta leggenda in un settore del diritto che è noto per gli insuccessi, i ritardi ed in continui rimbalzi tra giurisdizioni di diversi Paesi. E anche se gli importi risarcitori ricevuti dalle vittime del Concorde non possono essere rivelati, è risaputo che il lavoro dell’avv. Taylor ha permesso alle famiglie di ottenere la liquidazione dei risarcimenti loro spettanti in meno di dodici mesi. I familiari addolorati delle vittime del volo AF 447 saranno avvicinati da molti avvocati che offriranno i loro servizi. Su questo punto Taylor commenta: “Prima di conferire mandato ad un avvocato occorre essere soddisfatti della sua reputazione e della sua vasta esperienza nel vittorioso esito delle azioni risarcitorie relative ad incidenti aerei internazionali. Ci sono molti avvocati che sarebbero felici di ricevere l’incarico, ma pochi nel mondo sono davvero esperti e competenti in un campo così particolare”.

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