Tuesday, 15 October 2019 - 03:13
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

Trovato il corpo senza vita di Giuliano De Marchi

Giu 7th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Si è concluso in serata il recupero del corpo senza vita di Giuliano De Marchi, medico e alpinista bellunese
scomparso venerdì durante una scialpinistica sull’Antealo e morto a causa dei gravi traumi riportati durante una caduta. Qualche minuto prima di far rientrare l’elicottero dell’Air service center, che stava coadiuvando i soccorsi nei sopralluoghi dall’alto, l’equipaggio ha individuato il corpo bloccato tra la roccia e la neve in un crepaccio del canalino Lindemann, a circa 2.400 metri di quota, sopra forcella Piccola. L’elicottero ha sbarcato i soccorritori di San Vito e Pieve di Cadore, per poi accompagnare in quota un’altra squadra. Con il
timore che il cielo potesse di nuovo chiudersi, e la nebbia impedire l’avvicinamento del velivolo, dopo aver ricomposto e imbarellato la salma, i tecnici la hanno calata lungo il nevaio per circa 300 metri. In un punto più accessibile, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha potuto imbarcare la barella che è poi stata trasportata a valle. La salma è quindi stata affidata al carro funebre.

Share
Tags:

2 comments
Leave a comment »

  1. nel 1978 al nevegal ai campionati italiani di slalom conobbi il bel giuliano de marchi: maestro di sci, guida alpina, campione di discesa e di fondo. Seppi che con il suo Primario, dottor Comuzzi anche lui era un urologo come mee se stimolato si sarebbe dato da fare. Fantasticammo su un ipotetico campionato italiano urologi. Nel 1981 ecco “La settimana bianca urologica”. Come competere con un campione di tale rango? Arrivò al Falzarego con 2 paia di sci, uno in spalla per non rovinare la sciolina….ma non ebbe tempo di vedere le porte. Io ero primo…doveva arrivare solo lui : sembrava nuvolari….ma sul dosso dell’ultima porta andò dritto verso il traguardo, saltando la porta ! Solo la sua squalifica mi permise di trionfare nella prima gara di slalom della storia dei nostri campionati sociali. Ma la sua rivincita fu immediata : al passo 3 croci, nella gara di fondo di soli 4 km, diede al 2° ( sempre io) quasi 6 minuti : io ero partito 2 minuti prima di lui : sulla tremenda salita del 2° kilometro io ero bloccato senza fiato…lui mi passò col passo alternato come se fosse in discesa !!! All’arrivo lo guardai stupefatto…mi confessò che approfittando dei 3 giorni di sciopero ospedaliero aveva fatto 3 notti di bivacco in parete a 4.000 metri !!!
    Alla fine della nostra settimana lui presentò le sue imprese alla serata sociale : un mito.
    La sua trasparenza di uomo, la sua calma tipica dell’uomo di montagna, la sua semplice ma concreta esposizione, isuoi occhi celesti….che nel tempo sarebbero stati valorizzati dalla bizzarra barba bianca, i suoi gesti misurati e lenti, dettati dal passo cadenzato che aveva quando saliva sui suoi monti, facevano di lui una immagine del passato : dei grandi uomini della rocce così ben interpretati da Spencer Trasy in un epico film sul rercupero di dispersi di un disastro aereo.
    Gli anni per lui non passavano mai…Dopo l’impresa mancata dell’Everest, dove rimase bloccato a 100 metri dalla vetta, bivaccando per tre notti con un compagno sferzati da raffiche di vento a 200 km l’ora, tornò l’anno dopo con l’amputazione di qualche dita dei piedi. Quell’anno a madonna di campiglio vinsi il fondo per la sua rinucia. Ma l’anno dopo non avevo scampo…lui era appena tornato dalla San Candido- Cortina….gara di fondo di 40 km. Erano ancora i tempi del passo alternato classico. Ero spacciato. Ma mi salvò la sciolina…lui sbagliò la scelta delle resine ed io vinsi…ma fu l’ultima volta ! Con l’avvento dello sketting non vi fu più storia !
    Tutti sappiamo dello sgarbo fatto a Messner nella famosa rincorsa degli otto mila sull’Himalaia…Al grande Giuliano, medico della spedizione, stavano per scadere i giorni di permesso dell’aspettativa ospedaliera…doveva rientrare in Italia e Messner non stava bene. Come fermare Giuliano, un uomo dall’amore morboso per le vette, a poche centinaia di metri dalla vetta? E lui se ne andò…solo come venerdì solo per rispondere alla chiamata del destino. Augusto Rippa Urologo di Pieve Tesino (Trento)

  2. Caro Augusto,
    ho avuto modo solo oggi di leggere queste belle parole su Giuliano De Marchi, se le merita tutte e tu sei stato favoloso a scriverle.
    SG