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Incontri della Conferenza dei sindaci sul tema della crisi economica

Giu 4th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Sanità

Tema e obiettivo degli incontri: nell’ambito della Conferenza dei Sindaci, i Sindaci e gli assessori dei Comuni bellunesi hanno avuto alcuni incontri per fare il punto della situazione rispetto alle ricadute occupazionali della crisi globale, per valutare le diversità da territorio a territorio e per definire una strategia di azione condivisa. Gli amministratori, divisi per gruppi territoriali, (il 4 maggio a Belluno, il 6 maggio ad Agordo, l’11 Maggio a Lozzo di Cadore), hanno letto e analizzato i dati elaborati dall’Ufficio Istat Provinciale e presentati dall’Ufficio Piano di Zona. Su tale base hanno provato a delineare alcune ipotesi di azione secondo l’idea che il Comune deve essere un soggetto promotore delle opportunità per la ripresa del sistema produttivo e occupazionale.  In quest’ottica, le politiche sociali, così come la Conferenza dei Sindaci oggi le riconosce, dovranno diventare politiche di promozione delle possibilità di sviluppo delle comunità, oltre che di risposta ai casi di difficoltà.

I dati presentati
I numeri presentati dimostrano che i Centri per l’Impiego di Belluno e Feltre hanno visto aumentare in modo consistente i lavoratori entrati in disoccupazione; viceversa, Agordo resta abbastanza stabile mentre Pieve di Cadore si trova in una situazione intermedia.
I dati del mese di gennaio 2009 mostrano ancora tendenze contrastanti.
Le Comunità che hanno subito di più l’aumento della disoccupazione sono risultate quelle di Belluno-Ponte nelle Alpi, Cadore-Longaronese-Zoldo, Valbelluna e Alpago. Le stesse aree che nel 2006 e nel 2007 avevano raggiunto la piena occupazione, tanto da avere problemi nel reperire personale. Su questi dati si basa la considerazione che sono stati i contratti a tempo determinato a non essere rinnovati, una tipologia di contratto che aveva avuto una forte crescita ne 2007.
In particolare, sono stati interessati dalla mobilità (indennità per i licenziati) soprattutto i lavoratori della classe di età più anziana, quelli che, godendo di tre anni di indennità, di norma transitano più agevolmente verso la pensione. Oggi però non siamo in presenza di “grossi volumi” di licenziamenti, cosa che potrebbe succedere se la congiuntura negativa si protraesse per più di dodici mesi.
Per quanto riguarda la Cassa Integrazione (intervento che riguarda lavoratori che non vengono licenziati), nel  corso del 2008 si è avuto un forte aumento delle ore di Cassa Integrazione. I settori interessati sono stati tutti perché oltre alle industrie meccaniche, che contengono il comparto dell’occhialeria, anche l’insieme delle altre industrie ha visto aumentare di molto il numero di ore.

I problemi che gli enti locali si trovano ad affrontare
Gli enti locali stanno attualmente affrontando problemi legati alla difficoltà di dare risposta a tutte le domande di aiuto economico e di posti di lavoro. Com’è noto, comuni di piccole dimensioni hanno anche un organico molto ridotto e dunque ridotte possibilità occupazionali per i propri cittadini. Alcuni Comuni hanno bisogno di lavoratori per attività di cura del verde, dei sentieri, delle aree boschive, ma si tratta di piccoli numeri.
La crisi, com’è noto, tocca soprattutto il settore dell’occhialeria e l’indotto (i terzisti) e poi in misura minore l’edilizia (anche se ancora funziona l’edilizia delle seconde case).
Molti abitanti che hanno possibilità lavorative al di fuori del territorio risentono ovviamente meno della crisi.
Alcuni anziani si sono visti dimezzare i risparmi perché investiti in prodotti finanziari coinvolti nella crisi finanziaria e borsistica.
La crisi economica ovviamente non fa che accentuare il fenomeno dello spopolamento dei paesi di alta montagna.

Occorre però sottolineare una considerazione generale, e cioè che, utto sommato, la popolazione sembra non abbia ancora manifestato serie preoccupazioni di tipo economico: la propensione al risparmio di questi luoghi è sempre stata molto forte e questo costituisce un evidente risorsa di breve periodo. , le reti famigliari sembrano sostanzialmente tenere: se una persona si trova improvvisamente senza lavoro ha comunque redditi provenienti da altri familiari che lo possono aiutare.
Gli ammortizzatori sociali funzionano anche se, ovviamente, non possono essere soluzioni continuative o definitive.
Il turismo invernale ha avuto una buona stagione, profittevole e lunga, il che sicuramente farà ritardare il momento in cui si inizierà veramente a risentire della crisi.

Come vi fanno fronte
Innanzitutto bisogna rilevare che con gli attuali bilanci degli enti locali, è impossibile far fronte a una diffusa situazione di difficoltà economica.
L’assegnazione di contributi economici non è semplicissima anche per il fatto che l’istruttoria di valutazione dei casi e la redazione di una graduatoria degli aventi bisogno sono operazioni complesse; inoltre, ovviamente, non sempre vi è la certezza e la garanzia che i soldi erogati vengano spesi per necessità reali.
In generale bisogna comunque rilevare che la cultura bellunese è orgogliosa e quindi le persone fanno fatica a ‘venire a chiedere’, anche se si trovano in situazioni di difficoltà. Molti, infatti, si rivolgono agli amministratori solo nel momento del grave bisogno economico. Inoltre funzionano molto bene le reti di aiuto  dell’associazionismo come Insieme Si Può, Caritas, ecc.
Alcuni comuni, come già accennato, impiegano persone con difficoltà in lavori socialmente utili oppure danno la concessione di aree boschive per il taglio e la raccolta del legname (in un caso anche il trasporto gratuito della legna a casa della famiglia).
Per quanto riguarda i bonus, al contrario di quello che ci si poteva aspettare, tutti i Comuni hanno registrato pochissime domande.
Il Comune di ha in essere un intervento tipico, i contributi per l’affitto.
Quali idee propongono
Vale la premessa che il modo migliore per agire rispetto a problemi e agli effetti della crisi economica è quello collaborativo e di condivisione delle strategie. Inoltre, i Comuni hanno condiviso e discusso di una serie di azioni e interventi utili a contrastare le difficoltà sociali ed economiche: gli orti sociali, l’offerta ai cassintegrati di lavori utili alla comunità, l’avvio di un’azione di microfinanza  (costituzione di un fondo di garanzia e di attivazione di uno sportello itinerante per microprestiti e microfinanziamenti a tasso agevolato e con piani di rimborso concordati), borse di studio e premi per studenti meritevoli, l’organizzazione di gruppi di acquisto da produttori locali. Non sono state tralasciate altre idee anche più creative, come quella che, basandosi sulla constatazione dell’inarrestabile processo dell’invecchiamento della popolazione, si propone di creare, sul modello americano, interi villaggi per anziani con tutti i servizi e gli intrattenimenti necessari.

Conferenza dei Sindaci  ULSS 1
Comune di Belluno

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