Tuesday, 21 November 2017 - 19:39

I ricordi di Massimo Facchin reduce di Russia alla cerimonia del I maggio a Fiammoi

Mag 1st, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

La celebrazione dell’anniversario del Primo maggio che si è tenuta venerdì mattina alla Scuola elementare di Fiammoi, e che per coincide con la Liberazione, è stata affidata quest’anno all’assessore Tiziana Martire in rappresentanza del Comune e alle parole del reduce di Russia e scultore bellunese Massimo Facchin.  Dopo l’introduzione di Oreste Cugnac, per il Comitato onoranze Caduti dell’Oltrardo, che ha ricordato i Caduti e i valori della Resistenza sui quali è nata la Repubblica democratica, la cerimonia è proseguita con l’intervento dell’assessore Martire. Che in relazione ai fatti del passato si è chiesta: “oggi ci si può ancora battere con le armi della democrazia per difendere i valori della libertà?” La risposta dell’assessore è affermativa. “Purché ci si impegni a difendere la pace e l’unione dei popoli europei”. L’intervento centrale è stato riservato a Massimo Facchin, noto scultore nato a Lamon nel 1916 e reduce di Russia, che ha raccontato alcuni momenti della sua vita militare. Ed ha descritto l’opera alla quale sta lavorando, un pannello in bronzo in memoria dei Caduti nella ritirata di Russia, che sarà collocata all’interno del Parco città di Bologna. Alla cerimonia hanno partecipato anche i ragazzi della Quinta elementare di Fiammoi e della III E delle Media Nievo. Erano presenti le autorità civili e militari, con il presidente della provincia Sergio Reolon, l’onorevole Franco Gidoni, il senatore Maurizio Fistarol il dottor Pellos in rappresentanza del Prefetto di , i comandanti dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, e un commissario della Polizia di Stato, le associazioni partigiane e le associazioni combattentistiche e d’arma.

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One comment
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  1. sarei onorata di sapere la data nella quale il monumento verrà posizionato a bologna
    sarebbe mio iommenso piacere essere presente per testimoniare l’amore e la professsionalità che il prof. facchin ha tegalato ai suoi innumerevoli alunni
    in un lontanissimo giorno il mio professore mi spiegò di che colore erano le montagne che si vedevano dalla finestra della scuola e da quel giorno la pittura è stato il faro della mia vita
    mariarosa dei svaldi

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