Friday, 19 July 2019 - 07:51

I vertici veneti della Lega annunciano la candidatura di Bottacin, ma nei loro interventi parlano tutti di Reolon dimenticando il “promesso sposo”

Apr 25th, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Ora è ufficiale, Gianpaolo Bottacin è il candidato della coalizione di centrodestra Pdl-Lega per le amministrative provinciali. La notizia che tutti aspettavano è stata data oggi 25 aprile al Centro Giovanni 23mo, dove c’era lo stato maggiore veneto della Lega, con il ministro Luca Zaia, il segretario nazionale Giampaolo Gobbo, il senatore Gianvittore Vaccari, il deputato Franco Gidoni e il consigliere regionale Pdl Dario Bond. Una conferenza stampa dove pensavamo di ascoltare il curriculum del candidato, un po’ di programma elettorale, qualche anticipazione sulle linee politiche generali, le priorità, i temi caldi, demanio idrico, viabilità ecc. E invece nulla. Solo un coro concentrato nel denigrare l’avversario politico. Con qualche assolo più intenso e acuto. Un fuoco incrociato che a volte ha perfino oscurato l’ospite d’onore, il candidato presidente della provincia, per il quale è stato finalmente interrotto quell’imbarazzante silenzio stampa. Non dimentichiamo che Bottacin, dopo aver dato la sua disponibilità a candidarsi per l’alleanza Pdl-Lega, poi l’ha improvvisamente ritirata. Dopodiché si è adeguato all’ordine di Bossi. Eppure su questa grottesca vicenda c’è stato il silenzio assoluto di tutti. Nessuna spiegazione. Episodio completamente rimosso dalla memoria leghista. Come è stata rimossa la data del 25 aprile, Festa della Liberazione per tutti, ma per Gobbo è la Festa di San Marco. L’onorevole Gidoni, sulle sterzate brusche ed inversioni di marcia di Bottacin, prova addirittura a trasformare l’imbarazzante incidente relegandolo ad una questione di risultanze puramente anagrafiche: «Bottacin è nato e vissuto in provincia di – dice Gidoni – non è una candidatura calata dall’alto» Scusi onorevole non abbiamo capito. Può ripetere? Chi è nato e vive a e dice sì, e poi dice no, e poi dice ancora signorsì battendo i tacchi sull’attenti, non configura l’ipotesi di colui che è chiamato dall’alto? Oggi i generali e colonnelli lo chiamavano già presidente della Provincia. Chissà se porterà bene a Bottacin…

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One comment
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  1. Che schifo, il ministro Zaia va a presentare un compagno di partito e non si presenta all’assemblea di Lattebusche. Forse perché avrebbe sentito cosa pensano gli allevatori bellunesi del suo piano salvafurbi sulle quote latte. INDECENTE