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lunedì, Agosto 10, 2020
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Contributi della Giunta regionale a favore di Archivi pubblici e privati di interesse locale

La Giunta regionale del Veneto, su proposta del presidente Galan, ha approvato i contributi annuali da assegnare agli archivi dichiarati di interesse locale. Beneficiari, per quanto riguarda il Bellunese, sono la Magnifica Comunità di Cadore e i Comuni di Belluno, Farra d’Alpago e Santa Giustina. Sulla base delle istanze accolte, giunte in Regione entro il 30 settembre scorso, alla città capoluogo sono stati assegnati 6.176 euro che saranno utilizzati dall’archivio comunale “Comunità di Cividal di Belluno” (1548 – 1818) per il restauro di: “Investitura beni comunali Regola di Salce; Investitura beni comunali Regola di Fiammoi; Investitura beni comunali Regola di Visome; Estimo Oltrardo; Estimo Belluno Regola della Terra; Estimo Oltrardo; Estimo Castion di Sopra e la Stampa in causa. Ancora per l’archivio comunale al titolo “Congregazione della regia città di Belluno – Acque” è compreso il restauro dell’acquerello su carta, datato1819, della “Mappa degli acquedotti che servono le pubbliche e private fontane della città di Belluno”. All’archivio comunale di Farra d’Alpago sono stati concessi 2.433 euro per proseguire nell’inventario della documentazione tra il 1951 e il 1965. Mentre per il riordino dell’archivio comunale di Santa Giustina sono stati assegnati 2.335 euro. A favore dell’archivio della Magnifica Comunità di Cadore e di quelli dei 22 Comuni cadorini aderenti al sistema di cui la “Magnifica” è capofila, la Giunta veneta ha stanziato 6.808 euro per l’avvio della seconda fase del riordino e dell’inventariazione di tali archivi.    «Con questo provvedimento – spiega l’assessore Oscar De Bona al termine della seduta di giunta   –  s’intende offrire uno strumento a sostegno della gestione e per incentivare lo sviluppo dei sistemi archivistici di interesse locale. L’indirizzo è stato appunto quello di favorire in via prioritaria i comuni inferiori ai 10 mila abitanti e in misura maggiore quelli al di sotto dei 5 mila abitanti. Inoltre, la tipologia delle attività trova una corsia preferenziale per il restauro, il riordino e l’inventario della documentazione conservata rispetto al semplice acquisto di materiali di contenimento e classificazione. Questo per dare modo anche ai piccoli centri, comprese le entità frazionali, di disporre di archivi catalogati e in buono stato di conservazione».

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