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lunedì, Agosto 10, 2020
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Il Centrodestra pensa a candidare Bottacin (Lega Nord) alle prossime elezioni provinciali

 Elezioni provinciali: Centrodestra se ci sei batti un colpo. A fare il botto dovrebbe essere la Lega, che sembra stia per decidersi a candidare il consigliere regionale Gianpaolo Bottacin, dopo aver scartato l’opzione Gidoni e dintorni per contrastare la rielezione di Sergio Reolon alla guida di Palazzo Piloni. Ma qualche alternativa a Bottacin potrebbe venire dai suoi alleati del Pdl, unificatosi ufficialmente sotto l’egida di Berlusconi, che con Galan cerca di ricompattare le sue file per sottrarre la Provincia di Belluno al Centrosinistra e regnare indisturbato su tutto il Veneto, montagna bellunese compresa. Oscar De Bona (Lid), sembra essere l’unico in grado di opporsi a Reolon con qualche probabilità di successo, ma il carattere “indipendente” dell’assessore regionale, già ex-inquilino di Palazzo Piloni, pare porre qualche problema in merito al guadagno contrattuale politico che un’ eventuale elezione gli consentirebbe. Se cade è caduto lui, se vince… . De Bona sta quindi alla finestra e aspetta, dichiaratamente tranquillo, che tra Lega e Pdl si decidano a decidere su chi puntare. Ma le alternative sono poche e la paura di uscirne malconci, dopo tutte le prese di posizione contro l’amministrazione Reolon, paralizza gli ardori. Finora Reolon ha sollevato e condotto, con un efficace strategia di comunicazione, temi forti come l’autonomia e la specificità della montagna, la battaglia per l’acqua, la realizzazione di infrastrutture, cavalli di battaglia che la Lega al Governo pare avere azzoppato in virtù del futuro Federalismo e della fiducia nella bontà e nella lungimiranza del governatore del Veneto Giancarlo Galan, che pure se preferisce i casoni in laguna a una baita sulle Dolomiti, è pur sempre il presidente di tutti i veneti, dice. Le Dolomiti nell’Unesco poi sono l’emblema della simpatia che corre tra i due presidenti, con Galan che afferma di non essere stato interpellato, e Reolon che gli rinfresca la memoria. C’ha qualcosa da guadagnare la montagna bellunese da tutto questo? Meglio consegnarsi direttamente alla Regione da buoni sudditi, sperando nella sua clemenza, o resistere tutti insieme dietro ai sacchi di sabbia di Fort Piloni? Inutile dire che l’alternativa c’è, o ci sarebbe, due paroline da nulla: Progetti Condivisi. Niente di più inattuabile al momento, specialmente con le elezioni alle porte. Ma per il momento non è ancora vietato sognare, e alle volte, come dicono le canzonette pop e Barak Obama: “the dream come true”.

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