Saturday, 20 July 2019 - 13:56

Anche Reolon critica la decisione dell’Ato di non ridimensionare i canoni idrici per gli alberghi

Apr 2nd, 2009 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

«Un atto sbagliato». Il presidente della Provincia, Sergio Reolon, commenta così la decisione presa dall’assemblea dell’Ato, riunita lunedì 30 marzo, di opporsi alla riduzione dei canoni idrici per le strutture alberghiere. Nonostante a dicembre l’assemblea avesse già deciso la riduzione, lunedì scorso i sindaci della parte bassa della Provincia hanno respinto la richiesta degli operatori turistici del settore alberghiero di ridimensionare i gravosi canoni che pesano sulla gestione. La riduzione sarebbe avvenuta attingendo a fondi previsti per le spese dell’Aato e non gravando sulle bollette e quindi non a carico degli altri cittadini. «L’Aato è di fatto incapace di farsi carico della parte alta della Provincia», afferma Reolon. «Stiamo attraversando una crisi economica gravissima e dovremmo moltiplicare gli sforzi per agevolare la trasformazione della nostra economia verso un sistema turistico dell’intera provincia. Invece non si trovano le forze necessarie e si va in una direzione opposta». D’altro canto è l’Aato stessa a non funzionare. «Basti pensare che ci sono voluti oltre tre anni per decidere le tariffe del servizio idrico», sottolinea Reolon. «Ogni sindaco in questo sistema è portato doverosamente a guardare gli interessi particolari del proprio comune. Non  si può chiedere a una assemblea di sindaci di fare il governo del territorio, perché così si chiede ai sindaci di fare una cosa impropria rispetto al loro lavoro e al loro ruolo. Altrimenti, come si è visto lunedì, si portano dentro l’assemblea le frammentazioni e le esigenze particolari». La legge nazionale ha riconosciuto questo errore e infatti prevede che le Regioni, a cui compete decidere, trasferiscano le competenze alle Province nel caso in cui le Aato non siano interprovinciali. «Purtroppo», conclude Reolon, «come in molti altri casi (statuto, acqua, comunità montane) la Regione Veneto non decide e non governa. Queste sono le conseguenze».

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